Venerdì, 27 Dicembre 2013 17:53

A un anno dalla morte della studentessa indiana violentata e picchiata su un autobus

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Le adolescenti indiane vivono in uno stato di costante timore. Plan con la sua campagna Because I am a Girl lavora al fianco delle ragazzine perché possano dire: “Io non ho più paura”

MILANO – La notte tra il 28 e il 29 dicembre 2012 moriva la studentessa indiana di 23 anni che fu violentata e picchiata da 6 uomini su un autobus – con l’autista compiacente che terminava il suo turno di lavoro – e lasciata in fin di vita ai margini di una strada di Nuova Delhi; a nulla erano valse le cure presso l’ospedale Elizabeth di Singapore. La ragazza era stata soprannominata dai media “Nirbhaya” (“Colei che non ha paura”) per il suo coraggio nel denunciare i fatti e le persone in un contesto sociale omertoso nei confronti della condizione femminile.

Nel 2012 660 sono stati i casi di violenze sessuali denunciati a Nuova Delhi; il 26 dicembre 2012 nel Punjab una ragazza di 17 anni si tolse la vita dopo essere stata stuprata e “convinta” dalla polizia a chiudere il caso sposando uno dei suoi violentatori; e ancora il 26 dicembre 2012 una giovane donna nepalese che si era trasferita a Mumbai per cercare il marito scomparso era stata abusata tre volte nell’arco di 24 ore da tre uomini diversi che si erano inizialmente offerti di aiutarla.

Da un recentissimo sondaggio di Plan sulle condizioni di vita delle adolescenti a Nuova Dehli e nelle grandi capitali del mondo (Cairo, Hanoi, Kampala, Lima) emerge che le ragazzine indiane vivono in uno stato di perenne paura, evitano di stare da sole, specie alla sera, chiedono ai loro familiari o amici di accompagnarle. Solo il 3% delle intervistate si sente sicura nella propria città. Per difendersi imparano il karate o vanno in giro con polvere di chili.

Ogni angolo nasconde una minaccia di violenza sessuale: il mercato, il parco, i mezzi pubblici, i bagni comuni sono tutti luoghi off-limits per le adolescenti, ma anche la strada che tutti i giorni devono percorrere per andare a scuola è irta di pericoli. Questi dati sono estremamente allarmanti se si considera che nelle metropli sparse nel mondo dal 2030 ci saranno circa 1 miliardo e mezzo di ragazzine.

Inoltre l’80% delle ragazze intervistate di Nuova Delhi segnala che non sono chiamate in causa per le decisioni che influenzano la loro vita e più del 20% ha dichiarato di non poter mai scegliere per se stesse.

Plan con la sua Campagna globale Because I am a Girl ? che tra gli obiettivi ha quello di raggiungere 40 milioni di bambine e bambini attraverso programmi di sensibilizzazione nell’uguaglianza di genere e di raggiungere 400 milioni di ragazzine/i tramite cambiamenti nelle politiche relative allo sviluppo e al riconoscimento da parte dei governi di uguali diritti per le bambine ? dedica un vasto capitolo del suo lavoro proprio alle adolescenti che si trovano a vivere nelle grandi metropoli, aumentando la sicurezza nell’accesso di spazi pubblici, nel muoversi autonomamente nella città senza paura, creando servizi di qualità per le giovani e inducendo la partecipazione attiva delle adolescenti nelle decisioni della città.

Tutto questo affinché le bambine indiane e del mondo possano finalmente dire:”Io non ho più paura”.

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