Mercoledì, 21 Maggio 2014 16:23

Immigrazione. Io sto con la sposa. Da Lampedusa alla Svezia contro l'espulsione

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NAPOLI - Chi chiederebbe mai i documenti ad una sposa? Se lo sono domandati Gabriele del Grande, scrittore e autore del blog “Fortress Europe”, Khaled Soliman Al Nassiry, poeta siriano ed Antonio Augugliaro, videoartista e la risposta è stata: nessuno o quasi.

È una sera di ottobre di quest’anno e la domanda viene posta con tono quasi scherzoso, ma poi inizia a prendere i contorni e la forma di un’idea, di un progetto visionario che ha dell’incredibile e diventa realtà quando i tre artisti incontrano Abdallah, Manar, Alaa, Mona, Ahmed  giovani siriani e palestinesi in fuga dai loro paesi, appena arrivati in Italia.

I fuggitivi, insieme con un gruppo di ragazzi italiani partono il 14 Novembre 2013 con l’obiettivo di  penetrare nella “Fortress Europe” ed arrivare a Stoccolma, quattro giorni e tremila km dopo. I cinque, immigrati clandestini approdati a Lampedusa, sono così arrivati in Svezia attraverso questo semplice stratagemma: farsi passare come parte di un corteo nuziale che attraversa l’Europa per aiutare Tasnim, la sposa, o meglio il loro lasciapassare, a coronare il suo sogno d’amore. È un film ma è anche una storia vera, perchè il viaggio, che è stato realmente compiuto per aiutare i fuggitivi, è stato interamente ripreso ed è nato “Io sto con la sposa”, un documentario di denuncia contro la fortezza Europa e  le sue procedure di espulsione che uccidono quanto i viaggi nella stiva dei traghetti, su imbarcazioni di fortuna o nascosti nei tir. È un appello all’Unione che ha il potere di cambiare le cose, di mettere un freno alla costante crescita del numero dei morti alla frontiera di cui Gabriele nel suo blog porta il conto, da ultimo le 17 vittime del naufragio a Lampedusa del 12 Maggio scorso. Ora Antonio e Khaled e Gabriele rischiano 15 anni di detenzione per aver violato le norme sull’immigrazione clandestina ma si dicono soddisfatti perchè si sono recati in Siria dove hanno vissuto in prima persona l’esperienza della guerra, della fame e dei campi profughi, e si ritengono nel “Giusto” per aver aiutato questi ragazzi a fuggire dall’orrore.

È stato lanciato ieri un progetto di foundrising che ha l’obiettivo di raccogliere 75.000 Euro per poter distribuire il film ed inviarlo  in concorso a Venezia quest’anno, invitandoci tutti a schierarci dalla parte della sposa, dalla parte dei deboli, ad essere “complici del loro sogno” e della sfida alle istituzioni, per far si che il “Mediterraneo non sia soltanto un cimitero” e per creare un’Europa che unisce davvero.

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