Giovedì, 05 Marzo 2015 11:48

Trivelle in Adriatico, avviata la consultazione Italia-Croazia

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Legambiente: “Bene la richiesta e il risultato ottenuto dal ministro Galletti sulla VAS per il programma petrolifero croato, ora attiviamola anche sul mare italiano”

 ROMA - Nel mare italiano circa 32mila kmq interessati da attività o richieste di ricerca e 97mila kmq interessati da istanze di prospezione. “Siamo molto soddisfatti della notizia data dal ministro dell’ambiente GianLuca Galletti sull’avvio della consultazione transfrontaliera sul piano di trivellazioni lanciato da Zagabria nel mare Adriatico. Una richiesta che abbiamo nuovamente avanzato anche sabato scorso durante il sit-in in a Venezia in piazza San Marco per dire no alle trivelle in Adriatico, per chiedere all’Italia di essere promotrice di un'azione per la tutela del mar Adriatico e al Governo di impegnarsi per l’avvio di una valutazione transfrontaliera dei progetti, come previsto dalla normativa comunitaria e come era già stato fatto tra Croazia e Slovenia. Ora chiediamo che la stessa attenzione venga posta anche al mare italiano e al Governo chiediamo un cambio di passo nell’affrontare la questione trivellazioni in mare attivando la procedura di Valutazione ambientale strategica anche per le attività presenti nelle acque territoriali, sicuri di trovare un riscontro positivo nel ministro dell’ambiente, visto l’avvio del percorso riguardante le acque croate”, dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente. 

L’associazione ambientalista ricorda che sono 72 le richieste attualmente in corso presentate per le attività di ricerca e prospezione nei fondali di idrocarburi. Richieste che interessano un’area marina pari a circa 32mila kmq nel caso della ricerca e 92mila kmq nel caso della prospezione, oltre le decine di piattaforme già attive per l’estrazione di gas e petrolio nei mari Adriatico, Ionio e nel Canale di Sicilia. La questione della sicurezza delle attività estrattive è al centro della direttiva 2013/30/UE sul rafforzamento delle condizioni di sicurezza ambientale delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi. Un altro riferimento importante è anche la direttiva 2008/56/CE, riguardante la Strategia marina, che ha tra gli altri l'obiettivo del buono stato ecologico del mare al 2020 e prevede di valutare anche l’impatto cumulativo di tutte le attività per una gestione integrata del sistema marino-costiero.

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