Martedì, 14 Giugno 2011 09:21

Tanto per urlare il sollievo

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ROMA - Urlare il sollievo che alleggerisce il respiro nel petto, urlare la gioia per essere riusciti a raccattare dal fondo del burrone quel pizzico di dignità che ci aiuta ad essere italiani senza arrossire troppo. Il rossore comincia a schiarire. Mentre penso a come si stia facendo buio intorno al cavaliere. Il cavaliere, appunto. Il cavaliere impaurito, altro che Cavaliere senza paura. Lo stesso che da quasi vent'anni pensa (?) ed agisce nella convinzione che il popolo italiano sia una massa di deficienti. E il popolo italiano, dopo due decenni di offese e vituperi, finalmente gli ha risposto.

Una persona qualsiasi, più intelligente di lui, col suo potere e con i suoi soldi, avrebbe dominato la scena politica anche post mortem, e invece, lui ha trascorso gli ultimi diciassette anni a dovere inventare questo mondo e quell'altro pure, per riuscire a stare a galla, vittima delle trappole che lui stesso disseminava lungo il suo cammino. Non sono bastati decine e decine di avvocati, finanzieri, fattucchiere, televisioni, paradisi fiscali per salvarlo dai suoi errori. Credeva di averlo rincretinito completamente, questo povero popolo italiano. Un popolo che in effetti ci ha messo diciassette anni per fare due più due (e questo é difficile perdonarglielo) ma alla fine ce l'ha fatta a tirare questa piccola semplice somma !  Evviva. Finalmente. L'Italia non poteva essere quella e basta.

Bravi i referendari, bravi i giovani, bravi tutti noi che ci siamo impegnati come formichine, quartiere per quartiere, parlando per strada con chiunque, litigando con tutti, rompendo perfino amicizie (lo erano?) pur di affermare principi sacrosanti. E' una festa per la mente e per l'anima. Dopo anni di pernacchie e dito medio sventolato sotto il nostro naso - peraltro mai abituato a questa maleodorante maggioranza -, ora quel dito glielo ritorciamo contro e, nella migliore delle ipotesi, facciamo in modo che finisca dentro il suo occhio. La grande vittoria di oggi 13 giugno, va oltre i quattro quesiti referendari : quello che risalta é che la vittoria é stata ottenuta nelle urne elettorali, non nelle aule dei tribunali come sempre ha strombazzato il cavaliere!
Questa volta, vivaddio, le toghe non c'entrano. E' stato sconfitto proprio dal popolo, quel popolo nel cui nome il cavaliere ha perpetrato decine e decine di nefandezze politiche civili giuridiche ed umane. Da domani i processi a suo carico finalmente torneranno ad essere quello che sono sempre stati, normali procedimenti giudiziari che solo lui riusciva a vedere come oscuri terribili complotti organizzati da cattivissimi comunisti
E proprio perchè, finalmente, la legge è uguale per tutti, chissà che un giorno non ritroveremo le udienze dei suoi processi magari in qualche puntata di " Un giorno in Pretura".

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