Mercoledì, 02 Novembre 2011 16:43

Crisi economica. Un referendum per decidere. Oggi presidio a Palazzo Chigi

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ROMA - La decisione del governo greco ha mandato in tilt il cartello creato dalla lobby economica-politica europea: un referendum per condividere le scelte economiche sulla crisi non se l’aspettava nessuno. Chi in questi anni ha sempre operato sulla pelle dei cittadini, non può accettare che le scelte di politica economica possano passare per un referendum.


Ma allora qualcuno ci spieghi perchè, per entrare in Europa, i cittadini vennero chiamati al voto. Oggi, come allora, le scelte che si faranno saranno decisive per il futuro economico di tutti noi: non possono decidere poche persone su interventi straordinari che intervengono pesantemente sulle nostre tasche.
E nessuno ci venga a dire che “i mercati” non possono accettare la mancanza di governance, perchè si tratterebbe – al contrario – di dare molta più forza a scelte condivise e discusse tutti insieme. Né ci vengano a parlare della lungimiranza delle istituzioni bancarie, che hanno una visione “strategica”: si è visto dove ci hanno portato, hanno ormai perso credibilità.
La decisione della Grecia può aprire una spirale virtuosa di democrazia partecipativa nella quale tutti noi dobbiamo essere coinvolti. Non sono scelte lontane dalla vita reale, incidono anzi su
ogni aspetto del nostro quotidiano. Per questo stasera ci sarà a Palazzo Chigi dalle 20 (davanti alla Galleria Alberto Sordi) un presidio organizzato da Move On Italia, il popolo viola e Viola in Movimento. Per ribadire il nostro “Referendum pure noi”, per chiarire che non accetteremo che nessuna scelta venga presa passando sopra le teste di noi cittadini.


E se qualcuno ci viene a dire che per argomenti tributari non sono ammissibili referendum, allora inventiamoci un altro strumento di democrazia diretta. Però lasciateci decidere.
“Referendum pure noi” significa mandare in tilt il loro metro di giudizio, una mossa che nessuno si aspetta. “Referendum pure noi” perché abbiamo visto quanto si sono incazzati tutti i banchieri alla decisione del governo greco. “Referendum pure noi” perché siamo tutti connessi, dalla Grecia all’Irlanda all’Europa. “Referendum pure noi”, come per la Repubblica, come a giugno. “Referendum pure noi” per non finire come il sud America, spolpato nei decenni dal Fondo Monetario Internazionale. “Referendum pure noi” perché “Noi la crisi non la paghiamo”.
La Crisi generata dalla finanza, dagli speculatori, dai governi spendaccioni, dalle politiche fatte sempre sulla pelle dei lavoratori, dagli evasori fiscali.
Stasera ore 20 presidio nei pressi di Palazzo Chigi (davanti alla Galleria Alberto Sordi)

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