Mercoledì, 28 Marzo 2012 16:26

Questione di rima: tutta la verità sulla maglietta di Diliberto

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RAVENNA - Sono ormai giorni che si va facendo una grande bagarre sulla maglietta con la rima per la ministra Fornero e sulla mancata presa di distanze dall’ “insano” gesto del compagno Diliberto.

Chiediamo scusa anticipatamente all’ex ministro, appellandoci al suo proverbiale sense of humour, ma ci piacerebbe sapere cosa intendesse dire con quel: “Non mi ero accorto della maglietta”? Va bene che hai gli occhiali: ma possibile che non distingui una tetta da un reggiseno (o per estensione - per dirla con la sora Lella - “una fica da una mutanda”)?

E poi, caro compagno Diliberto, una volta beccato dalla prova della moviola, che senso ha dire: “Non chiedo scusa”? Delle due l’una: o ritieni di aver sbagliato avendo dato spago ad una “terrorista” e, allora, non ti resta che ammettere l’errore e scusarti oppure, più verosimilmente, (ed io ti appoggerei in pieno), ti rifiuti di dare spago ad una puttanata - sia pure solo commentandola - e, di contro, mandi a ca...re la giornalista e, già che ci sei, perché no? Anche la ministra.

Già, perchè, anche stando alle immagini e al contesto ripreso dal moviolone, di vera e propria puttanata si tratta. Perché, se è vero che la maglietta incriminata fa veramente riferimento al “campo santo”, è anche vero - e lo capirebbe anche un parlamentare cerebroleso mediamente “onesto” - che è solo questione di rima e, dunque, non è colpa né della signora con la maglietta “incriminata” né dell’ex guardasigilli, se “Fornero” fa rima con “cimitero”. Si fosse chiamata “Fornerina” o, meglio ancora, “Fornerona” - dico io - le rime sarebbero state altre e diverse le assonanze.

Non già di “terrorismo ricicciante” o di “velate minacce” si tratta, dunque ma, più semplicemente, di “licenza poetica”. Una sorta di “humour nero” alla Vianello che, per anni, ha fatto ridere quel ceto medio (e i suoi rappresentanti politici) che oggi, invece, si risentono stizziti.

Infatti, per le rime messe in campo ai danni delle ministre Carfagna e Gelmini, non solo nessuno ha mai gridato allo scandalo o alla lesa maestà, ma quasi tutti, in testa quelli con la rima in “oni” hanno riso e goduto; goduto e riso. Anche se in privato!
Ma, soprattutto, l’ex ministro, quando presente, pur rimanendo serio, è comunque riuscito ad evitare (sempre) brutte figure.

Alessandro Bongarzone

?ubblicista, esperto di comunicazione e multimedialità si occupa di formazione e comunicazione

www.dazebaonews.it

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