Maurizio Mequio

Maurizio Mequio

Laureato in scienze storico-religiose e specializzato in antropologia culturale. Master per Esperti di comunicazione multimediale e giornalismo internazionale presso la Fondazione Lelio Basso.

ROMA - Una società che si chiude su sé stessa, che erge mura di cinta sulla spiaggia, negandosi il mare, pur di non vedere la propria immagine riflessa nell'altro, è una società del terrore, che uccide dentro e fuori la città.

ROMA - A Roma c'è veramente chi si chiede se l'Isis sia giunto nella zona Sud della città, se sia fermo all'uscita del Gra Prenestina: se lo sono chiesti anche alcuni consiglieri di alcuni municipi romani, tra finta ironia e razziana conoscenza dei fatti (di qualsiasi fatto).

Giovedì, 06 Novembre 2014 09:52

Capitolo 23. Neve a Primavalle

E' il giorno tanto atteso. Siamo qui, dove tutto ha avuto inizio. In un lurido pub di legno a bere una birra scura che non è niente di che, ma che non possiamo più disprezzare. La saracinesca è tirata giù. L'ingresso secondario è controllato da uno zingaro, il locale è pieno. I ragazzi sono seduti a terra. Noè con la sua bella Anna. Amadou con la moglie e le bambine, il Conte con in braccio Rosetta, con l'unico sorriso in tutta la sala.

ROMA - C'era una volta un burattino di legno in bocca a una balena, lì ritrovò suo padre, il buon Geppetto, e   fu così che insieme si misero in salvo, sfidando il mare fino alle coste del nostro Bel Paese. Erano in acque internazionali? Pinocchio, non avendo la pelle rosacea avrebbe dovuto fare domanda d'asilo? Essendo di legno lo avrebbero riconosciuto come minore? Non essendo dello stesso sangue di Geppetto lo avrebbero considerato non accompagnato? Lo avrebbero affidato ai servizi sociali o avrebbero dato fiducia al povero Geppetto?

Costruire un piccolo governo del territorio è un'impresa molto difficile. Sa di governare, un po' di dominare. Ma anche di dirigere un'orchestra. Si parla di poltrone. Di sedie scottanti. Di posti chiave per aree tematiche a compartimento stagno. La legge elettorale prevede che si diano i nomi degli assessori e molto altro.

- Maurice, c'è posta. Per la famiglia Delemberte.

Madeleine mi mostra una busta bianca trovata vicino alla porta, mentre preparo la sacca per una partita di calcio organizzata da Noè. E' senza mittente, né timbro postale.

Madeleine si è addolcita. E' sempre stata una creatura indomabile e pulita. Intercettarla è stato il premio della mia vita, rincorrerla il fine di ogni mio sforzo. Vederla, il mio pieno di energie. Ascoltarla, la mia audizione universale. Il suo giudizio, le picconate ai miei palazzacci. Confrontarmici, le fondamenta dei miei sogni. 

Martedì, 07 Ottobre 2014 12:06

Capitolo 19. A lezione da un cattivo maestro

Quando arrivo a scuola, mi basta guardare la facciata per sentirmi vivo: uno striscione, fatto di vecchie lenzuola, parte dal tetto e si srotola giù per mostrare la scritta “ITIS okkupato. Collettivo Liceo delle tecniche dell'uomo”. E accanto, e intorno, altre lenzuola, altri striscioni: “Io studio. Non mi esercito a lavorare”, “Mamma, cazzo, a scuola mi hanno fatto operaio”, “Disoccupato per disoccupato, voglio dire che qualcosa ho imparato”, “Diritto di studiare, diritto di sognare” e poi “A professo', domani non mi interroghi. Stasera leggo”.

 

ROMA - Non le vediamo, ma siamo chiusi in gabbie asfissianti, e come animali impazziti ci chiudiamo in noi stessi o ci rendiamo feroci, bestie feroci... Allora ovunque potrebbe capitare di assistere a scene simili a quelle andate in onda tra Primavalle e Balduina, nella periferia di Roma Nord.

 

ROMA - E' una questione di superfici, quella che si muove attorno a Lampedusa. E' una questione di superfici, quella che descrive un luogo simbolo delle migrazioni tra Sud del Mondo e casa (o cosa) nostra.

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