Fabio Angioletti

Fabio Angioletti

TRIESTE - Dopo l’inceppamento della locomotiva tedesca registrato ad inizio settimana con il calo dell’IFO, l'indicatore che misura la fiducia delle imprese tedesche, non sfugge a nessuno come la Germania, prima economia in Europa, si sia trasformata da motrice a semplice carrozza, seppur di prima classe, nella guerra del Vecchio Continente alla recessione, declassandosi da soluzione a parte del problema.

TRIESTE - Le tensioni geopolitiche che hanno caratterizzato la scorsa settimana borsistica hanno trasferito sul simposio di Jackson Hole, il vertice organizzato dalla Fed di Kansas City che ogni anno a fine agosto raduna nel Wyoming i principali banchieri centrali di tutto il mondo, una grande attesa, anche se nessuno dei principali protagonisti, Janet Yellen per la Fed e Mario Draghi per la Banca Centrale Europea (BCE), ha voluto sbilanciarsi eccessivamente.

TRIESTE - Dopo gli importanti meeting della Bank of England e della Banca Centrale Europea tenutisi nella settimana precedente a quella di Ferragosto, complice la ricorrenza di mezz’estate il calendario economico è risultato meno ricco quanto a pubblicazioni di dati rilevanti, ma non per questo i mercati finanziari hanno dormito sonni tranquilli, agitati dai numerosi focolai internazionali di tensione e guerra in drammatica escalation, come testimoniato dai recenti raid aerei degli Stati Uniti in Iraq.

TRIESTE - Per quanto agosto sia tradizionalmente un mese per lo più vacanziero quest’anno non mancano temi di grande rilievo, primo fra tutti il ritorno in recessione del Belpaese. 

TRIESTE - L’ultima settimana di luglio si è rilevata ricca di appuntamenti macroeconomici di assoluto rilievo, dalla disoccupazione e dal PIL degli USA all'andamento del mercato del lavoro in Germania e nel Vecchio Continente, alle nuove indicazioni di politica monetaria ed alla prosecuzione del “tapering” da parte della Federal Reserve: un periodo caratterizzato da una forte incertezza, pagata da Piazza Affari con il terzo calo mensile consecutivo dell’indice FTSE Mib, in flessione del 3,35%.

TRIESTE - Piazza Affari al centro del palcoscenico continentale nella settimana entrante, ricca di semestrali “di peso” (Mediaset, Saipem, Fiat Chrysler, ENI, Enel, Finmeccanica, Generali) e di aste di titoli di Stato (BOT a sei mesi e BTp a 5 e 10 anni), dopo la comunicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze che, in considerazione dell’ampia disponibilità di cassa, non si effettueranno i collocamenti di titoli a medio-lungo termine e di BTPei previsti per il 13 e 26 agosto 2014 prossimi.

TRIESTE - Si è conclusa oggi l’ennesima ottava caratterizzata da una volatilità che è ai minimi da molti anni, con le Borse mondiali a seguire gli andamenti più disparati: Stati Uniti e listini asiatici (Giappone ed Hong Kong) dall’alto dei propri massimi prestano attenzione all’andamento di trimestrali societarie e sostenibilità dei tassi di crescita, mentre i così detti “paesi periferici", in prossimità dei minimi, fanno assegnamento sulla crescita del PIL che consente sostenibilità del debito e politiche economiche restrittive (necessarie alla sua riduzione); proverbiali eccezioni di questi due estremi, Regno Unito e Germania.

TRIESTE - Dopo aver archiviato un’ottava all’insegna dell’incertezza e della volatilità a causa dell’inasprirsi delle tensioni geopolitiche tra Russia e Ucraina, il consuntivo di Piazza Affari è stato comunque positivo: il FTSE Mib, il paniere azionario che racchiude le azioni delle 40 società a maggior capitalizzazione quotate sui mercati gestiti da Borsa Italiana, ha registrato un incremento dello 0,59% che ha portato il rialzo da inizio anno al 9,3%.

TRIESTE - Lunedì si è aperta un’ottava più che mai nel segno dell’incertezza dopo gli scossoni della scorsa settimana, che hanno allontanato i listini dai massimi toccati tra maggio e giugno rovinati dalle difficoltà di una banca portoghese come il Banco Espirito Santo, capace di riportare gli economisti a chiedersi se i problemi della crisi del debito dell'Eurozona siano stati effettivamente risolti o meno.

TRIESTE - Si è conclusa oggi una settimana chiave per la flessibilità in chiave europea, guarnita dalle indicazioni del rapporto mensile della Banca Centrale Europea (BCE) e dalle decisioni di politica monetaria della Bank of England (BOE) alle quali, dulcis in fundo, ha fatto da imprevisto corollario lo scivolone (-17%) del Banco Espirito Santo, la principale banca portoghese per capitalizzazione, il cui mancato pagamento di un bond del suo principale azionista ha riproposto i timori per un possibile fallimento che avrebbe potuto riaccendere la crisi bancaria in Europa.

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