Fabio Angioletti

Fabio Angioletti

TRIESTE - Mentre sullo sfondo dell’ottava appena trascorsa si prendevano corpo e si dettagliavano le tensioni tra Ucraina e Russia, a contrastare ulteriormente le Borse concorrevano anche il rallentamento dell'economia cinese ed i timori dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) sul rischio deflazione.

TRIESTE - La rapida evoluzione della crisi tra Russia ed Ucraina è stato il leit-motiv della passata settimana borsistica, caratterizzata da una forte volatilità trasversale a tutti i principali mercati; nonostante ciò l’indice  S&P500 di Wall Street è riuscito fissare un nuovo massimo storico a 1.884 punti ed anche Piazza Affari, sebbene lontana da qualsivoglia tipo di record, ha positivamente concluso l’ottava con un progresso dello 0,94% che, da inizio d’anno, corrisponde ad un rialzo del FTSE Mib dell’8,79%.

TRIESTE - La settimana di Borsa che va a concludersi oggi ha evidenziato più che mai l’atteggiamento attendista dell’Eurozona di fronte a ben cinque anni di stagnazione e recessione, nel corso dei quali si è limitata a salvaguardare la propria salute economica con il minimo indispensabile per evitare il disastro finanziario: il “Fondo salva-Stati” o ESM (European Stability Mechanism, meccanismo europeo di stabilità) ed il programma OMT (Outright Monetary Transactions, operazioni monetarie definitive) della BCE (Banca Centrale Europea).

TRIESTE - Dopo aver chiuso l'ultima ottava di febbraio sui massimi dall'estate del 2011, con il FTSE Mib, principale indice di Borsa Italiana, in rialzo dello 0,25% negli ultimi sette giorni e del 7,77% da inizio anno, frutto di una strepitosa prima metà di febbraio conclusasi con una performance del 5,27%, Piazza Affari affronta la nuova settimana borsistica concentrata sulle evoluzioni della crisi politica in Ucraina.

TRIESTE - Ottava di Borsa particolarmente importante per il Belpaese quella conclusasi ieri a Piazza Affari che, con le aste di titoli di Stato tenutesi in settimana, tra gennaio e febbraio ha collocato bond per 98 miliardi di euro, poco meno di un quarto di quei 400 miliardi che costituiscono l’impegno annuale del Tesoro per la copertura dei debiti in scadenza, sommati ad un’altra cinquantina per risanare il deficit di bilancio.

TRIESTE - La situazione da guerra civile vissuta dall’Ucraina, declassata dall'agenzia di rating Standard & Poor's al livello speculativo “CCC”, e le aspettative per una rapida conclusione della crisi di Governo apertasi con le dimissioni di Enrico Letta sono state le principali cause del nervosismo che ha pervaso Piazza Affari la scorsa settimana, un’irrequietezza che si è concretizzata in un ribasso del FTSE Mib, il principale indice azionario di Borsa Italiana, dello 0,22%, tale da ridurre la performance da inizio anno al 7,51%.

TRIESTE -  Si conclude oggi un’ottava nel segno dell’incertezza, con i (pochi) dati macro in secondo piano rispetto agli appuntamenti politici, dalla riunione dell’Eurogruppo a quella dell’Ecofin, dalle decisioni di politica monetaria della Bank of Japan (BoJ) alla pubblicazione dei verbali della riunione di fine gennaio della Fed, alla riunione del G-20 dei ministri delle finanze e dei banchieri centrali.

TRIESTE -  Piazza Affari in gran spolvero e sotto i riflettori venerdì scorso, complici una brillante ottava di Borsa e l’agenzia Moody’s, che ha confermato l’Italia tra gli emittenti non speculativi: a seguito della possibilità di una stabilizzazione del rapporto debito/PIL nell’esercizio in corso e di un limitato rischio di ricapitalizzazione delle banche italiane, la società ha confermato a “Baa2” (media qualità, qualche elemento speculativo, rischio d’insolvenza medio, accettabili capacità di far fronte agli impegni di breve periodo) il rating sul debito sovrano italiano.

TRIESTE - Settimana di forti preoccupazioni quella conclusasi ieri, dai timori di deflazione smentiti dalla BCE (Banca Centrale Europea) a quelli dei crediti inesigibili che preoccupano i banchieri alla vigilia dei nuovi esami europei sui conti, dalla stabilità politica del Belpaese, alle prese con le dimissioni del premier Enrico Letta, alla fiducia dei mercati ed alle mosse della speculazione internazionale, dalla competitività allo stato di salute dei conti pubblici.

TRIESTE - A dispetto di un pessimo inizio, la scorsa ottava si è conclusa nei migliore dei modi per Piazza Affari (+1,4% il risultato delle ultime cinque sedute), rispecchiando un andamento analogo sul fronte obbligazionario: il rendimento dei Btp decennali è sceso al minimo dal 2006 (3,684%) nonostante il picco toccato martedì, coinvolgendo nella propria discesa anche lo spread, il differenziale di rendimento rispetto ai Bund tedeschi di pari scadenza, che ha chiuso la settimana a 202,2 punti base.

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