Sandro Marucci

Sandro Marucci

Gli italiani eccellono in molti campi: una delle maggiori archistar del pianeta è il genovese Renzo Piano. Un direttore d’orchestra che tutto il mondo ci invidia è il napoletano Riccardo Muti.

Che fine ha fatto quello spicchio di riviera che dal largo appariva come quinta verde di un teatro che inscenasse una favola di fate e gnomi? L’ha ingoiato il lago o l’oblio degli uomini? Fitto il mistero, mentre il lago continua a perdere la sua acqua. 

Travolta dalle polemiche sull’irresponsabile prelievo di mille e duecento litri d’acqua al secondo dal lago di Bracciano, l’Acea, l’azienda comunale di Roma, fa sentire finalmente la sua voce con  un clamoroso  mea culpa. Nonostante la difesa d’ufficio offerta gratuitamente dalla sindaca Raggi, il  suo presidente è inquisito per disastro ambientale e oggi fa un passo indietro.  

Venerdì, 18 Agosto 2017 09:48

Bracciano, un lago di bugie

Ferragosto è passato e il “caso Bracciano” è fermo li. La pioggia non arriva, l’Acea continua a mungere acqua dal lago, le autorità preposte si producono nell’antica pratica  dello scaricabarile, le rive del lago si stanno prosciugando giorno per giorno, ad approfittarne  sono i bagnanti della domenica che hanno spostato ombrelloni e sdraio sulla spiaggia sorta dove prima c’erano le boe di ormeggio delle imbarcazioni a vela.

Il popolo della rete ha elevato a star un personaggio che avrebbe ispirato Fellini, Gianluca Vacchi.  Cinquantenne invecchiato male, dal look assurdo: occhiali a specchio sulla zazzera bianca, tatuaggi ovunque si posi lo sguardo, braccialetti etnici alle caviglie.

Nell’elenco dei 134 personaggi famosi dai guadagni astronomici stilato da un sito di lingua inglese (ripreso da La lettura del Corriere della sera in una suggestiva visualizzazione) e che si limita alle categorie degli artisti e degli atleti, gli italiani sono appena sei: il primo della squadra è l’allenatore Marcello Lippi che di stipendio ha 23 milioni e mezzo di euro l’anno. Secondo dopo di lui il collega Carlo Ancelotti (15 milioni e 800mila euro l’anno). 

Fateci caso: dove c’è un sindaco grillino succedono cose brutte di cui il primo cittadino pentastellato è ovviamente responsabile. A Torino, una serata juventina davanti ad un maxi schermo ha provocato una mattanza di tifosi.

ROMA - I giornali titolano: ”L’Atac di Roma a un passo dal crac”. “L’Ater sull’orlo del dissesto.”. “Rifiuti: è sempre emergenza”. “Continua l’agonia del lago di Bracciano”. Sembra un bollettino di guerra, ma è la cronaca di un giorno qualunque dell’amministrazione grillina in Campidoglio. Vediamo in dettaglio. L’azienda comunale dei trasporti pubblici rischia di chiudere sepolta dai debiti e con uno sciopero dopo l’altro sta crocifiggendo l’utenza, cioè i romani.

BRACCIANO (RM) - Continua l’agonia del lago di Bracciano. Poche gocce di pioggia cadute fra martedì e mercoledì non hanno portato alcun beneficio al livello del lago in lenta ma costante diminuzione. A vederlo, sulle sue rive lo spettacolo è impressionante: fango, alghe in putrefazione, scogli che una volta erano sommersi e ora si seccano al sole, le piccole spiagge che facevano da corona al lago e la gioia dei bagnanti che le frequentavano sono oggi arenili devastati dove non trovi nemmeno più i cigni e i germani reali che ne erano gli abituali abitanti.

Paolo  Sorrentino non ce ne voglia, ma il titolo del suo fortunato film non poteva non diventare il punto di partenza di una serie di calembour che giocano sulla rima. Soprattutto in una città come Roma, dove soprattutto di questi tempi il binomio “la grande bellezza” suona come uno scherzo. Del resto, anche Federico Fellini ha visto il titolo del suo film “La dolce vita” saccheggiato per anni (e per fortuna non l’aveva chiamato “La grande dolcezza”) e non stiamo qui a ripercorrere tutte le variazioni sul tema. Anche se ce ne sarebbero a decine.

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