Lunedì, 04 Settembre 2017 23:02

NERONE er bullo del Foro

Sull'entrata d'una trattoria romana, imperava la scritta “Da Nerone er poeta”. Di poetico c'era soltanto un bel piatto di pajata coi rigatoni al sugo, che resuscitava i morti.

Published in Poesia
Giovedì, 13 Luglio 2017 16:34

Una notte di ricordi

Chissà un sogno…..Ti ricordi quella sera dopo il teatro sconvolta dal finale tragico provai a cadere nelle braccia di Morfeo ma lui non c’era mentre tu eri lì seduta sulla sponda del letto, diafana come la luna, cerea in volto mesta mi guardavi.

Published in Poesia
Domenica, 20 Marzo 2016 20:30

Squat (Seconda parte)

Prima del grande passo voleva tenere sotto controllo la situazione, vedere se c'era qualcuno che si fosse accorto del lucchetto.

Published in Falsi Principi

ROMA - “Tutto va per il meglio nel peggiore dei mondi possibili...”.  Così scriveva Dino Campana, il grande poeta di origini tosco-emiliane. Una vita vissuta al limite, nell’oblio ed in una costante oscurità. Tutti temi che, in un modo o nell’altro, ritornavano nella sua poetica.  Campana trascorse gli ultimi anni della sua vita in un ospedale psichiatrico.

Published in Cultura

ROMA -  Con L’ARTE DEL RACCONTO parte del programma estivo di YAP FEST 2015, il MAXXI ha dato spazio alle emozioni uniche che scaturiscono dalla voce di un attore che racconta una storia e dalla magia della musica dal vivo. 

Published in Cultura
Giovedì, 06 Novembre 2014 09:52

Capitolo 23. Neve a Primavalle

E' il giorno tanto atteso. Siamo qui, dove tutto ha avuto inizio. In un lurido pub di legno a bere una birra scura che non è niente di che, ma che non possiamo più disprezzare. La saracinesca è tirata giù. L'ingresso secondario è controllato da uno zingaro, il locale è pieno. I ragazzi sono seduti a terra. Noè con la sua bella Anna. Amadou con la moglie e le bambine, il Conte con in braccio Rosetta, con l'unico sorriso in tutta la sala.

- Maurice, c'è posta. Per la famiglia Delemberte.

Madeleine mi mostra una busta bianca trovata vicino alla porta, mentre preparo la sacca per una partita di calcio organizzata da Noè. E' senza mittente, né timbro postale.

Madeleine si è addolcita. E' sempre stata una creatura indomabile e pulita. Intercettarla è stato il premio della mia vita, rincorrerla il fine di ogni mio sforzo. Vederla, il mio pieno di energie. Ascoltarla, la mia audizione universale. Il suo giudizio, le picconate ai miei palazzacci. Confrontarmici, le fondamenta dei miei sogni. 

Esulta Nené:

- Eddaje! C'a avemo fatta! 

E' suo il primo passo all'interno della valle dell'Insugherata. Sembra lo sbarco sulla luna. La terra è soffice e le sue impronte sono evidenti. A uno a uno lo seguiamo. Ci sono asfodeli alti un metro.

Un signore anziano mette in guardia Madeleine: 

- Attenta che te taji le gambe!

- La ringrazio, ero molto affascinata da questi bellissimi fiori.

L'appuntamento è per le ore 16 in Piazza Millesimo. Ci sono tutti quelli che ho conosciuto e tanti altri ancora. Il Conte suona la vuvuzela, Gino sta legando con una corda la piccola betoniera all'Ape. Dal finestrino della vettura si intravede la testona di Amadou alla guida. I ragazzi del circolo degli Scipioni indossano tutti nasi rossi da pagliaccio. Ci sono dei ragazzi bengalesi che con acrobazie si lanciano birilli.

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