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VENEZIA - Sarà il regista Guillermo del Toro (La forma dell’acqua – The Shape of Water, Il labirinto del fauno, La spina del diavolo) a presiedere la Giuria internazionale del Concorso della 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (29 agosto – 8 settembre 2018), che assegnerà il Leone d’oro per il miglior film e gli altri premi ufficiali.

Venerdì, 12 Gennaio 2018 17:20

Venezia 75. Torna la virtual reality

BIENNALE COLLEGE – CINEMA VIRTUAL REALITYSelezionati i 9 progetti della 2a edizione 2017-18Provengono da Argentina, Brasile, Cina, Francia, India, Italia, Russia 

I PREMI ‘FRANCESCO PASINETTI 2017 AL FILM SORPRESA DEI MANETTI BROS. AMMORE E MALAVITA (Venezia 74), segnalato anche per il cast.

VENEZIA (nostro inviato) Abdellatif Kechiche, autore del bellissimo “La vita di Adele”, Palma d’oro a Cannes 2013, ha presentato a Venezia il suo nuovo e atteso film, “Mektoub, My Love: Canto Uno”, come il precedente lungo tre ore e girato con un’esaltante precisione narrativa che accarezza la fisicità di corpi e sentimenti. Anche se non ha lo stesso potere di coinvolgimento, forse perché racconta un quotidiano più normale e ha qualche scena che si attarda e si ripete, stancando. 

VENEZIA (nostro inviato) Applauditissimo dalla stampa in Sala Grande “Tre manifesti a Ebbing. Missouri”, film di Martin McDonagh, protagonista la bravissima Nancy Mcdormand che meriterebbe la Coppa Volpi, è un film di genere che, con grande intelligenza, lo destruttura coniugando la capacità di intrattenere con quella di far riflettere.

VENEZIA (nostro inviato) - The “Leisure Seeker” di Paolo Virzì, è il primo dei quattro film italiani in concorso a Venezia 74. Tratto dal romanzo omonimo di Michael Zadoorian, è anche il primo lungometraggio girato dal regista negli Usa. 

Giuseppe De Santis, il regista di Riso amaro, è da considerare fra i padri del neorealismo italiano. Non c’è pace fra gli ulivi, del 1950 ha fra gli interpreti Raf Vallone, Lucia Bosè e  Folco Lulli. Girato in Ciociaria, è un drammone ambientato nei  primi anni del secondo dopoguerra.

VENEZIA (nostro inviato) Ispirato a vicende di razzismo accadute negli anni cinquanta a Levittown, in Pennsylvania; sceneggiato dai fratelli Coen nel 1985 e ora tirato fuori dal cassetto, “Suburbicon” è una metafora tragicomica "sui nuovi muri e sulle minoranze strumentalizzate quale capro espiatorio di tutte le magagne degli Usa", secondo le parole dello stesso George Clooney.

VENEZIA (nostro inviato) Ai Weiwei, il noto artista figurativo e architetto cinese, ha presentato a Venezia un documentario sulle migrazioni nel pianeta: un problema che investe 65 milioni di persone. Filmando attraverso 23 paesi Ai Weiwei e la sua equipe mostrano campi profughi, barconi che approdano alla terra, masse in disperazione davanti  a muri e fili spinati, organizzazioni umanitarie che li aiutano. Con interviste e uso di droni per dare idea della vastità biblica del fenomeno.  

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