Giovedì, 14 Ottobre 2010 18:43

Il “nuovo” dazebaonews

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Dazebao cambia pelle e cambia testata ma non le proprie idee. Abbiamo completamente riformulato la parte grafica, costruito una nuova piattaforma, più adatta alle innovazioni tecnologiche e ai nuovi strumenti "mobile".
Un giornale on line, infatti, deve mutare pelle, adattandola alle nuove esigenze. Quattro anni fa, quando siamo nati, non immaginavamo, ad esempio, che ci potessero leggere su una tavoletta e che la maggior parte dei nostri articoli espandessero in diretta la propria utenza attraverso i social network.

 

Un portale di news oramai deve tenere conto anche di questo. Ed è così che nasce il “nuovo” dazebao: un sito più moderno, più giovane, più attento ai fatti nascosti della cronaca, che non si limita soltanto a ribattere le notizie pubblicate dai grandi media e che d’altronde non ha l’ambizione di coprire tutto lo scibile. Perché la Rete ha questo di caratteristico: offrire una libertà espandibile a chi vuole comunicare, a condizione che si sappia capire che lo stesso giornalismo non può rimanere ancorato all’inchiostro e alla linotype e che le stesse redazioni devono essere ripensate in funzione di un mondo dell’informazione che sta vivendo la più grande rivoluzione dopo l’irruzione della televisione nel dopoguerra.

 

Un cambiamento talmente profondo che soltanto una visione superficiale può considerare il giornalismo oggi alla stregua di quello che si sviluppò, grosso modo, dalle prime Gazzette del periodo illuminista fino al secolo scorso. Da questo punto di vista, la lettura dell’oramai celebre “Cluetrain Manifesto”, fatto di 95 tesi (evidentemente ispirate a quelle con cui Martin Lutero scardinò, nel 1517, la religione cattolica romana), è illuminante. Tesi 6: “Internet permette delle conversazioni tra esseri umani che erano semplicemente impossibili nell’era dei mass media”. Tesi 95: “Ci stiamo svegliando e ci stiamo linkando. Stiamo a guardare, ma non ad aspettare”.
Appunto: il “nuovo” dazebao vuole anche svegliare, con un trillo forte in questo silenzio assordante.{jcomments on}

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