Martedì, 14 Gennaio 2014 19:16

L’addio alla letteratura di Gunter Grass: “Sono troppo vecchio per scrivere”

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Gunter Grass Gunter Grass

ROMA -  Gunter Grass, uno dei più grandi protagonisti della letteratura contemporanea e Premio Nobel nel 1999 a Stoccolma, dice addio alla scrittura. “Sono troppo vecchio per continuare a scrivere romanzi”, annuncia lo scrittore in un intervista al quotidiano regionale tedesco Passauer Neue Presse, e continua: “Ho ormai 86 anni.

Non credo che riuscirò a scrivere ancora un romanzo. La mia salute non mi permette di fare piani per i prossimi cinque o sei anni. Tuttavia - ammette - questa sarebbe la condizione da cui partire per un romanzo”. Gunter Grass quindi è un altro importante autore da aggiungere alle cronache letterarie degli ultimi mesi che hanno visto diversi capisaldi della letteratura internazionale annunciare il proprio ritiro dalla scena della narrativa. Clamorosi i casi di Philip Roth, monumento vivente del romanzo americano, e di Alice Munro, fresca di Premio Nobel per i suoi affascinanti racconti di ragazze in fuga. Gunter Grass nasce a Danzica il 16 Ottobre del 1927. Dopo aver passato parte della sua vita come volontario nelle SS, lavorando in una miniera scopre la sua passione per la scultura e per molti anni studia nell’Accademia delle Belle Arti di Dusseldorf. Dopo il divorzio con la ballerina svizzera Anna Schwarz, si stabilisce con la sua nuova moglie Ute Grunert a Berlino dove prende un ruolo attivo nel partito socialdemocratico tedesco. Da qui in poi comincia la sua vita anche come scrittore, poeta, drammaturgo e saggista. Grass acquista notorietà internazionale con il suo romanzo d’esordio del ‘59, “Il tamburo di latta”, storia surreale ed epica sulla Germania del Novecento: Oskar, che a tre anni decide di non crescere più e osserva dal basso il mondo in tutti i suoi peggiori risvolti. Capolavoro diventato poi anche un film premiato con la Palma d’Oro a Cannes nel 1979. Insieme a questo ricordiamo anche “Gatto e topo” del ’61 e il successivo “Anni da cani” del ’63 che vanno a formare la Trilogia di Danzica. Negli anni Grass ha anche pubblicato saggi, discorsi politici, raccolte di poesie e opere teatrali. L’ultimo romanzo autobiografico è stato “Camera Oscura”, uscito nel 2008, con l’ultima raccolta di poesie “Eintagsfliegen” apparsa in occasione del suo 85esimo compleanno. Il destino del proprio paese è stato sempre il motore centrale delle opere di Grass, ormai da decenni una delle voci più ascoltate della sinistra tedesca. Fin dai suoi esordi ha infatti analizzato e rivissuto tutte le lacerazioni della storia tedesca: non solo il passato nazista, ma anche la Germania del boom, quella del ’68 e della lotta armata, il senso della divisione, il valore del muro fino alla riunificazione e ai problemi che ha comportato. C’è comunque da sottolineare che l’addio alla letteratura è un fatto recente: Thomas Hardy come Marcel Proust, Charles Dickens e Honorè de Balzac hanno scritto fino alla fine dei loro giorni. Ad inaugurare dunque questa nuova tendenza è stata Margaret Drabble che nel 2009 a 69 anni aveva annunciato il ritiro come autrice per poi rimangiarselo lo scorso anno con la pubblicazione di un nuovo romanzo. Chissà se questo non accadrà anche a Gunter Grass? 

 

 

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