Lunedì, 20 Luglio 2015 14:38

Venezia 72. “Carte blanche” a Tavernier per Venezia Classici. Patierno presiede Studenti cinema

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VENEZIA - Per la prima volta alla Mostra di Venezia, un Leone d’oro alla carriera ha avuto quest’anno a disposizione una “carte blanche” per selezionare alcuni titoli rari, dimenticati o sottovalutati, per la sezione Venezia Classici.

Il maestro del cinema francese (e appassionato critico cinematografico) Bertrand Tavernier - Leone d’oro alla carriera della 72. Mostra di Venezia (2-12 settembre 2015) - presenterà personalmente al pubblico prima della proiezione, in veste di Guest Director della sezioneVenezia Classiciquattro capolavori da lui scelti:

Pattes blanches (White Paws) [Zampe bianche]

di Jean Grémillon (Francia, 1949, 92’, B/N)

restauro in anteprima mondiale: Gaumont

La Lupa (The Vixen)

di Alberto Lattuada (Italia, 1953, 93’, B/N)

restauro in anteprima mondiale: CSC – Cineteca Nazionale in collaborazione con Filmauro

Sonnenstrahl (Ray of Sunshine) [Viva la vita]

di Pál Fejös (Germania/Austria, 1933, 87’, B/N)

proiezione realizzata in collaborazione con Filmarchiv Austria

A Matter of Life and Death [Scala al paradiso]

di Michael Powell ed Emeric Pressburger (Regno Unito, 1946, 104’, Colore)

proiezione realizzata in collaborazione con Park Circus Limited

Sarà invece il regista italiano Francesco Patierno (La gente che sta bene, Cose dell’altro mondo) a presiedere la Giuria di studenti di cinema che – per la terza volta – assegnerà i PREMI VENEZIA CLASSICI per il MIGLIOR FILM RESTAURATO e per il MIGLIOR DOCUMENTARIO SUL CINEMA.

Tra i capolavori restaurati di Venezia Classici della 72. Mostra, saranno presentati: Aleksandr Nevskij (1938di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, Amarcord (1973di Federico FelliniAkahige (Barbarossa, 1965) di Akira KurosawaLe beau Serge (Bitter Reunion, 1958di Claude ChabrolFenggui lai de ren (The Boys from Feng-kuei, 1983) di Hou Hsiao-hsien,Heaven Can Wait (Il cielo può attendere, 1943) di Ernst LubitschSalò o le 120 giornate di Sodoma (1975) di Pier Paolo Pasolini, Umut (Speranza, 1970) di Yılmaz Güney, Vogliamo i colonnelli (1973) di Mario Monicelli.

La 72. Mostra del Cinema di Venezia si terrà al Lido dal 2 al 12 settembre 2015, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

Venezia Classici è la sezione che dal 2012 presenta alla Mostra in anteprima mondiale, con crescente successo, una selezione dei migliori restauri di film classici realizzati nel corso dell’ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo. Venezia Classici presenta inoltre una selezione di documentari sul cinema e i suoi autori. Gli studenti della Giuria presieduta da Francesco Patierno, provenienti da diverse Università italiane, sono 26 laureandi in Storia del Cinema indicati dai docenti dei DAMS e della veneziana Ca’ Foscari.

Questo l’elenco dei titoli di Venezia Classici finora selezionati per la 72. Mostra:

 

  • Akahige (Red Beard) [Barbarossa]

di Akira Kurosawa (Giappone, 1965, 185’, B/N)

restauro in anteprima mondiale: Tōhō Co., Ltd.

  • Aleksandr Nevskij (Alexander Nevsky) [Alessandro Nevsky]

di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn (URSS, 1938, 108’, B/N)

restauro in anteprima mondiale: Mosfilm

Amarcord

di Federico Fellini (Italia, 1973, 123’, Colore)

restauro in anteprima mondiale: Cineteca di Bologna con il sostegno di yoox.com e il contributo del Comune di Rimini. In collaborazione con Cristaldifilm e Warner Bros.

  • Apenas un delincuente (Hardly a Criminal) [Appena un delinquente]

di Hugo Fregonese (Argentina, 1949, 90’, B/N)

restauro in anteprima mondiale: Museo del Cine y Filmoteca Buenos Aires

  • Le beau Serge (Bitter Reunion)

di Claude Chabrol (Francia, 1958, 93’, B/N)

restauro in anteprima mondiale: Gaumont

 

Fenggui lai de ren (The Boys from Feng-kuei[I ragazzi di Feng-kuei]

di Hou Hsiao-hsien (Taipei cinese, 1983, 99’, Colore)

restauro in anteprima mondiale: Cinémathèque Royal de Belgique in collaborazione con Hou Hsiao-hsien e The Film Foundation’s World Cinema Project

Heaven Can Wait [Il cielo può attendere]

di Ernst Lubitsch (Usa, 1943, 113’, Colore)

restauro in anteprima mondiale: The Film Foundation

Léon Morin, prêtre (Léon Morin, Priest) [Léon Morin, prete]

di Jean-Pierre Melville (Francia, 1961, 130’, B/N)

restauro in anteprima mondiale: Studiocanal

La lupa (The Vixen)

di Alberto Lattuada (Italia, 1953, 93’, B/N)

restauro in anteprima mondiale: CSC – Cineteca Nazionale in collaborazione con Filmauro

A Matter of Life and Death [Scala al paradiso]

di Michael PowellEmeric Pressburger (Regno Unito, 1946, 104’, Colore)

proiezione realizzata in collaborazione con Park Circus Limited

I mostri

di Dino Risi (Italia, 1963, 118’, B/N)

restauro in anteprima mondiale: Museo Nazionale del Cinema di Torino – Fondazione Maria Adriana Prolo e Cineteca di Bologna, in collaborazione con Rti-Mediaset, Lyon Film e Surf Film

Pattes blanches (White Paws) [Zampe bianche]

di Jean Grémillon (Francia, 1949, 92’, B/N)

restauro in anteprima mondiale: Gaumont

Pyaasa (The Thirsty One) [Sete eterna]

di Guru Dutt (India, 1957, 144’, B/N)

restauro in anteprima mondiale: Ultra Media & Entertainment Pvt. Ltd.

The Power and the Glory [Potenza e gloria]

di William K. Howard (Usa, 1933, 80’, B/N)

restauro in anteprima mondiale: 20th Century Fox

 

 

 

 

Salò o le 120 giornate di Sodoma (Salò, or the 120 Days of Sodom)

di Pier Paolo Pasolini (Italia, 1975, 116’, Colore)

restauro in anteprima mondiale: Cineteca di Bologna e CSC - Cineteca Nazionale in collaborazione con Alberto Grimaldi

To Sleep with Anger [Dormire con rabbia]

di Charles Burnett (Usa, 1990, 101’, Colore)

restauro in anteprima mondiale: Sony Pictures

Sonnenstrahl (Ray of Sunshine) [Viva la vita]

di Pál Fejös (Germania/Austria, 1933, 87’, B/N)

proiezione realizzata in collaborazione con Filmarchiv Austria

The Trial of Vivienne Ware

di William K. Howard (Usa, 1932, 55’, B/N)

restauro in anteprima mondiale: The Museum of Modern Art

Umut (Hope[Speranza]

di Yılmaz Güney (Turchia, 1970, 97’, B/N)

restauro in anteprima mondiale: Repubblica di Turchia – Ministero della Cultura e del Turismo

  • Venise

produzione Gaumont Chronochrome (Francia, 1912, 10’, Colore)

restauro in anteprima mondiale: Gaumont

Vogliamo i colonnelli (We Want the Colonels)

di Mario Monicelli (Italia, 1973, 96’, Colore)

restauro in anteprima mondiale: CSC – Cineteca Nazionale in collaborazione con Dean Film

Francesco Patierno – Nota biografica

Nato a Napoli nel 1964, si è laureato in Architettura nel 1988. Dopo una iniziale esperienza come regista di spot pubblicitari, ha esordito nel cinema con Quel giorno (1996), cortometraggio che ha partecipato in concorso alla Mostra di Venezia ed è stato selezionato in più di cinquanta Festival internazionali, vincendo numerosi premi.

Il suo primo lungometraggio è Pater familias, in concorso al festival di Berlino 2003. Il film è stato candidato a tre Nastri d’argento, un David di Donatello, ed ha vinto 12 premi per il miglior esordio; inoltre è stato selezionato in più di quaranta festival internazionali.

Nel febbraio 2008 è uscito nelle sale Il mattino ha l’oro in bocca, selezionato in concorso al Karlovy Vary Film Festival e candidato al David di Donatello per il miglior attore non protagonista. Nello stesso anno ha diretto 4 episodi di una serie televisiva: Donne assassine, in onda su FoxCrime che ha vinto il premio per la migliore regia e migliore attrice al Roma Fiction Festival.

Nel 2011 il suo terzo film Cose dell'altro mondo ha partecipato alla Mostra di Venezia nella sezione Controcampo ed è stato in concorso al Festival di Tokyo. Nel 2012 La guerra dei vulcani, documentario sul triangolo amoroso tra Rossellini, Magnani e Bergman, è stato presentato con successo ai festival di Venezia, Toronto, Londra, New York e venduto in più di trenta paesi in tutto il mondo.

Nel gennaio 2014 è uscito nelle sale il suo quarto lungometraggio La gente che sta bene interpretato da Claudio Bisio, Margherita Buy e Diego Abatantuono. Attualmente ha appena finito di montare Napoli ’44, film/documentario tratto dal libro di Norman Lewis ed è al lavoro sul prossimo film.

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