Venerdì, 08 Settembre 2017 10:43

Venezia 74. “Mektoub, My Love: Canto Uno”, l’età del destino incompiuto

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VENEZIA (nostro inviato) Abdellatif Kechiche, autore del bellissimo “La vita di Adele”, Palma d’oro a Cannes 2013, ha presentato a Venezia il suo nuovo e atteso film, “Mektoub, My Love: Canto Uno”, come il precedente lungo tre ore e girato con un’esaltante precisione narrativa che accarezza la fisicità di corpi e sentimenti. Anche se non ha lo stesso potere di coinvolgimento, forse perché racconta un quotidiano più normale e ha qualche scena che si attarda e si ripete, stancando. 

“Mektoub, My Love: Canto Uno” narra di un gruppo di giovani franco-tunisini che passano un’estate sulla costa dalle parti di Sete, il secondo porto del Mediterraneo dopo Marsiglia. Figli di immigrati che gestiscono ristoranti, trascorrono i giorni in spiaggia, tra amori piccoli e grandi, serate in discoteca, bevute nei locali. Tra loro, il protagonista e sguardo narrante è Amin (Shaϊn Boumedine), che vive a Parigi ed è tornato dai suoi per le vacanze, ha il pallino della fotografia e aspira a lavorare nel cinema come sceneggiatore, un desiderio autentico che l’ha spinto ad abbandonare la facoltà di medicina. Amin è riservato, riflessivo, ha bisogno di profondità spirituali e gli incontri con l’altro sesso non si appagano con la stessa facilità dei coetanei. Nel protagonista potrebbero essere letti tratti autobiografici del regista, di sicuro la ricerca di quel senso che va oltre la superficie delle cose, lo sguardo innamorato sulla vita. Anche se il lungometraggio è l’adattamento del romanzo La blessure la vraie di François Bégaudeau. 

Mektoub in arabo si traduce con destino, il titolo in italiano potrebbe suonare così “Destino, amore mio: Canto Uno”, che rimanda allo scorrere del tempo, al flusso delle coincidenze, alla corrente dell’energia vitale. E c’è tutto questo nel film di Kechiche: in esso si celebra la forza della giovinezza, molto più che la passione per una donna, l’amore che scuote è collocato nell’attesa esistenziale del protagonista. Il film di Abdellatif Kechiche è anche un affresco dell’immigrazione integrata, i volti affascinanti dei giovani attori arabi, nella maggior parte esordienti, sono la fusione riuscita tra due mondi, l’espressione migliore di un’osmotica convivenza multiculturale.

Titolo OriginaleMEKTOUB IS MEKTOUB

Regia: Abdellatif Kechiche

Interpreti: Shain Boumedine, Ophélie Baufle, Salim Kechiouche, Lou Luttiau, Alexia Chardard

Durata: h 3.00
Nazionalità:  Francia 2017 
Genere: drammatico
Al cinema nel Settembre 2017

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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