Bruna Alasia

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

Nel 2001 tra i frequentatori di casa Jackson c’era il cantante, chitarrista e produttore cinematografico Lenny Kravitz. Newyorkese, di padre ebreo americano e madre originaria delle Bahamas - uno degli artisti pop rock di maggior successo della storia della musica, con più di 30 milioni di dischi venduti -  lui e Jacko passavano a Neverland molte ore insieme perché, oltre all’interesse per il lavoro, condividevano l’amore per i figli. Lenny nel 1988 aveva avuto dall’attrice Lisa Bonnet una bambina che si chiamava Zoe,  che portava quasi sempre con sé quando andava a trovare Michael. Padre orgoglioso , in quella piccola bellezza in fiore vedeva  una sicura promessa, creatura di cui essere fiero, perfetta testimonial del cognome.

ROMA - Sequel in 3D del film Alvin Superstar 2, versione cinematografica, in animazione e live action, della famosa serie di cartoni animati creata negli anni 50. Adesso nel divertente blockbuster, che ha incassato oltre 350 milioni di dollari in tutto il mondo, il musicista Dave Seville ha trasformato il trio canoro dei Chipmunks, formato da Alvin, Simon e Theodore  in vere e proprie star della musica pop, che ballano e divertono facendo per quasi tutto il tempo il verso a Lady Gaga.

In ALVIN SUPERSTAR 3. SI SALVI CHI PUO’,  i Chipmunks e le Chipettes trasformano una lussuosa nave da crociera in un luna park privato e per castigo, vengono catapultati fuori bordo, finendo avventurosamente in un’isola deserta.  Il film ha gli ingredienti giusti per la gioia dei bambini e anche per quelli  più cresciuti: musiche elettrizzanti, pupazzetti teneri, gare di salsa epiche, vulcani in eruzione, l’isola con i suoi Robinson Crusoe e persino con i suoi tesori… il tutto condito da un ritmo  che mette fuoco e gioia alle gambe  Adatto per una sera scacciapensieri.


Scheda

Un film diretto da Mike Mitchell, scritto da Jonathan Aibel, Glenn Berger. Prodotto in USA da Bagdasarian Productions, Fox 2000 Pictures, Regency Enterprises nel 2011. Genere:   Commedie.
Durata 85 minuti.
Nelle sale il 3 gennaio 2012


Alvin Superstar 3   TRAILER

Michael Jackson, dopo la nascita di Prince Michael, prese molto sul serio le responsabilità verso la  famiglia “non tradizionale”. I suoi problemi psichici originavano dai cattivi rapporti con i genitori, dall’infanzia mancata, dalla paura delle donne, dalle tendenze sessuali non riconosciute,  dalla sovraesposizione mediatica, dalle relazioni senza rete con nugoli di cavallette mascherate da sostenitori che volevano il suo oro.

Michael Jackson poco più che ventenne, iniziò a frequentare a Beverly Hills lo studio del dermatologo Arnold Klein, perché una malattia, diagnosticata nel 1984 come vitiligine e lupus, stava  compromettendo il colore della sua pelle.

ROMA - In una Padova di sogno e invenzione il Caparbio Petruccio, avventuriero veronese,  attirato dalla dote, vuole conquistare,  e soggiogare sposandola, l’incontrollabile Caterina di Padova.

Da quando Lisa e Michael si erano sposati la vita insieme era puntellata da apparizioni in pubblico che dovevano restituire credibilità al re del pop e luce riflessa a lei: il 18 aprile del 1995  Neverland era stato visitato da 46 bambini di 17 paesi,  membri del parlamento mondiale dell’infanzia e Lisa, sorridente e dignitosa come una first lady,  aveva affiancato Michael tra la folla di parlamentari in erba; c’era stato l’ Elvis Aron Tribute in ricordo del re del rock che aveva commoso la novella signora Jackson fino alle lacrime. Infine la presentazione della Sony Music distribution, dove Michael aveva annunciato l’uscita di HIStory  e  ricevuto l’ Harry Chapin Memorial Humanitarian Award per l’ impegno verso l’infanzia disagiata.  

LOS ANGELES -  Il dottor Conrad Murray è stato condannato a 4 anni di carcere dalla corte di Los Angeles per l’omicidio involontario di Michael Jackson. Il giudice Michael E. Pastor  ha ritenuto che il dottor Murray abbia « abbandonato il paziente» e  «orribilmente violato la sua fiducia»,  non ha concesso all’ormai ex medico della popstar alcuna attenuante, ritenendo non si sia assunto nessuna responsabilità sulla morte del re del pop, non abbia dimostrato rimorso per  una condotta quantomeno criticabile; al contrario sia giunto  a ricusare le imputazioni ricacciandole sullo stesso cantante, colpevole a suo dire di «suicidio».

ROMA - Ovazioni al Festival di Cannes. Incassi record ai botteghini  statunitensi. Applausi dalla stampa italiana. L’ultimo film di Woody Allen, “Midnight in Paris”,   non è fatica consigliarlo. Inizia con inquadrature seducenti e non comuni,  nelle quali la ville lumiére risalta valorizzata da occhio personale e profondo.

LONDRA - Chi ha visto “China blu” (Crime of passion – 1984), uno dei film più sensuali e cupi che la storia della cinematografia ricordi, sa  che la scomparsa di Ken Russel é la perdita di un autore appassionato e importante, capace di trasmettere e suscitare emozioni fisiche.  Appassionata e importante la sua esistenza iniziata a Southampton (GB) il 3 luglio del 1927, finita il 27 novembre 2011.

Lisa Marie, unica figlia di Elvis Presley e di Priscilla Beaulieu,  era nata a Nashville il primo febbraio 1968, dieci anni dopo il re del pop. Cresciuta a Graceland, faraonica residenza del padre a Memphis, nel Tennessee, piccolissima indossava gioielli tempestati di diamanti, pellicce di ermellino, viaggiava con un jet privato che portava il suo nome. Lisa Marie frequentava rinomatissimi collegi di Los Angeles, Ojai , Ventura County, California. Da uno di questi, una volta, venne espulsa per possesso illegale di droga, si dice cocaina. Lisa Marie aveva sofferto moltissimo per il divorzio dei genitori e fu in quel periodo che cercò di evadere stordendosi,  aveva quindici anni e da uno faceva uso di stupefacenti. Inizialmente si divise tra il castello di Graceland e la  residenza agiata della madre a Beverly Hills; infine nel 1977, alla morte di Elvis Presley,  si trasferì a Los Angeles e abitò con la mamma alla quale, sconvolta dal lutto, non perdonò mai la relazione con l’attore Michael Edwards, che arrivò ad accusare di molestie. Lisa Marie frequentò anche, per breve tempo, la scuola di Scientology a  Los Angeles dove incontrò Danny Keough che sposò il 3 ottobre 1988.  Ebbero 2 figli:  Danielle   Riley e Benjamin Storm.



Per tutto il tempo in cui aveva frequentato Jordie Michael Jackson, a intervalli regolari,  si era incontrato con la figlia di Elvis Presley, insieme passavano ore al telefono, nei momenti più duri lei e Liz Taylor avevano sostenuto psicologicamente il re del pop che, per la prima volta,  scopriva l’ amicizia con una giovane donna. Pochi giorni dopo aver chiuso lo scandalo Chandler, il 1 febbraio 1994,  Michael Jackson telefonò a Lisa Marie nella tenuta californiana di Hidden Hills:
Ehi ragazza – le disse -  che ne diresti di accompagnarmi a Las Vegas a vedere i Temptation e i  Fifth Dimension ? Ho fissato una suite al Mirage…
E io dovrei stare nella suite con te?
Che ne pensi?
Sono ancora una donna sposata…
Allora stanze separate Lisa Marie…
Quante volte devo dirti di chiamarmi semplicemente Lisa?
La ragazza acconsentì a seguire Michael Jackson e il giorno dopo i due si imbarcarono sull’aereo privato del cantante per  Las Vegas. Dopo lo show musicale, al quale avevano assistito con molta passione, Otis Williams dei Temptations, li vide comparire a braccetto nel suo camerino:
Ma guarda! – esclamò battendo le mani per la sorpresa – il re del pop e la figlia del re del rock!  Siete un evento insieme…
Di ritorno da Las Vegas, il 21 febbraio 1994, Michael invitò Lisa Marie Presley a casa sua.




Lisa aveva sempre e solo conosciuto il lusso pacchiano,  non poteva immaginare che la gente si adattasse in due stanze, sicché quando mise piede per la prima volta a Neverland, trovò familiare quella tenuta sterminata, zeppa di stranezze: se il papà, re del rock and roll, s’era fatto una reggia, perché non avrebbe dovuto farsela quello del pop?  Elvis Presley adorava i Luna Park, Michael Jackson ne aveva voluto uno in casa, cosa c’era di straordinario? Lisa sperava nella carriera di cantante e la strada che poteva spianarle Jacko si aggiungeva a quella tracciata da suo padre, anche se, cresciuta sotto l’ala di un’ icona, Lisa sapeva perfettamente che i personaggi famosi, proprio in quanto tali, sono gli ultimi a poterti dare una mano perché il termine di paragone con loro è senza appello. Da parte sua Michael Jackson intuiva che accanto alla figlia di un mito sarebbe cresciuto nella considerazione agli occhi del mondo, soprattutto in un momento in cui era indispensabile farlo ricredere sulla sua condotta. La sensazione di estraniazione, di solitudine, a quel tempo, era fortissima per il re del pop: si sentiva straniero nella sua terra, nella sua città, nella sua stessa casa. Una canzone scritta da Michael Jackson mentre era in tournée a Mosca nel 1993, anche se pubblicata in seguito, vide la luce nel pieno del clamore mediatico suscitato dalle accuse di pedofilia ed è rivelatrice del suo stato d’animo. Si intitola “Straniero a Mosca” e parla di una "caduta dalla grazia" ("fall from grace") che lo ha lasciato solo, paranoico e sull'orlo della pazzia.


Michael Jackson – Stranger in Moscaw


***

Lisa Marie non indagò mai su Jordan Chandler: i suoi genitori si erano lamentati sempre della stampa e lei non vi prestava attenzione. Credeva a Michael. Chi parlava ossessivamente del caso giudiziario era lui: si era sentito tradito, pugnalato, sfruttato proprio da chi aveva beneficiato in cambio di un po’ d’affetto. Si disperava. Lisa era preoccupata per la sua farmacodipendenza, situazione che lei aveva superato non senza sofferenza. Un giorno in cui Jacko e Lisa, seduti a Neverland, chiacchieravano ascoltando musica, lei si alzò, andò alla libreria, prese “Moonwalk”, autobiografia del cantante pubblicata qualche anno prima, l’aprì e lesse a voce alta:
Il modo in cui Elvis si è distrutto con le proprie mani mi affascina perché non vorrò mai seguirlo su questa strada – tornò ad accomodarsi accanto a lui – lo pensi davvero? Sono parole tue?
Certo – rispose Michael guardandola sorpreso.
Se non vuoi distruggerti come mio padre,  con i farmaci devi smetterla…
Ci sto provando…
Io ho visto mio padre morto Michael, ricordo i suoi ultimi momenti, è stato uno shock, non ti permetterò di distruggerti…
Lisa pensava che Michael sbagliava a sentirsi vittima del successo e della ricchezza, la vita poteva essere dolce anche per loro. Sentiva il desiderio di salvare quel “povero” ragazzo, cosa che lo rendeva unico ai suoi occhi: non c’è molla più vitale tra tossicodipendenti del desiderio sincero, quasi sempre insufficiente, di redimere l’altro che ancora affonda.
So quanto soffri Michael … lo sai che sono stata espulsa dal college perché mi avevano trovato la cocaina?
Lo so.
Credevo che la vita con Danny fosse un’ancora di salvezza ma sono rimasta delusa – Lisa si riferiva al matrimonio con il musicista Denny Keough, dal quale stava separandosi.
Se stata male per lui?
Ovvio… e pensare che all’esterno ci invidiano, per loro siamo speciali… anzi dobbiamo nascondere i nostri veri problemi… questo ci rende più infelici… perché non possiamo essere normali?
La gente normale è felice?
Qualche volta sì e anche noi cercheremo di esserlo… - Lisa Marie lo strinse tra le braccia, teneramente, poi affondò la sua lingua nella bocca di Michael, tremante e disarmata come quella di un bambino.

***


Michael Jackson aveva paura delle donne. Lo stereotipo femminile interiorizzato era quello delle spogliarelliste incontrate in età troppo tenera: con tanto di pelo sullo stomaco, disposte a vendersi per danaro. Poi c’era la madre che gli aveva istillato sul sesso un deleterio senso di colpa, che bollava tutte le ragazze di sporcizia e interesse.  Lisa Marie Presley, milionaria non sospettabile di calcoli, una che come lui avrebbe dovuto stendere un contratto matrimoniale con diritti, doveri e divisione dei beni, figlia di un mito che portava lustro al suo cognome, poteva offrirgli rinnovata credibilità attraverso una relazione sessualmente accettata. Doveva cogliere l’occasione. Michael ci pensò, non senza travaglio interiore. Dopo quattro mesi di frequentazione, nella speranza di dare una svolta alla sua vita, con la determinazione con cui si contratta un affare, uno sposalizio tra dinastie,  fece a Lisa questa telefonata:
Ti ho pensata tanto… tu?
Puoi dubitarne?
Siamo così simili…
Nel bene e nel male…
Se ti proponessi di sposarmi cosa diresti?
Direi di sì.
Lisa era innamorata di Michael Jackson.



Venti giorni dopo aver ottenuto il divorzio dall’ex marito Lisa Marie Presley convolò a nozze con  Michael Jackson a Conception de la Vega, a Santo Domingo, nel lussuosissimo residence Casa de Campo con piscine, campi da golf, ristoranti, centri benessere, camere, suites favolose. Era il 26 maggio 1994. Hugo Alvarez Perez, il giudice incaricato di officiare la cerimonia non conosceva l’identità degli sposi. Vide una coppia in nero: smilzo lui, aggraziata e non bellissima lei, body gard nerboruti, tizi in cravatta da avvocato. Quando si accorse che lo sposo, con occhiali a specchio, aveva del rossetto rosso fuoco sulle labbra, sconcertato, allargò gli occhi. Hugo Francisco Halvarez Perez lesse la formula e scoprì, stupito e onorato, le loro identità:
Vuoi tu Michael Jackson prendere questa donna come tua legittima sposa?
Be’, perché no? – Jacko sorrise e gli altri con lui.
Vuoi tu Lisa Marie Presley…
Hugo Francisco Halvarez Perez terminò uno dei riti più insoliti che avesse celebrato e pensò: “Chissà se dureranno questi due”. Non ci avrebbe scommesso, tanto gli erano sembrati eccentrici e pretenziosi e, ciò malgrado, inspiegabilmente smarriti.


***                                                                        



I figli di Lisa Marie, Danielle e Benjamin,  seguiti dalla bambinaia, scorrazzavano davanti alla veranda di Neverland. Jacko amava i suoi bambini e  si divertita vedendoli ridere soddisfatti quando venivano messi sui cavalli della giostra.  Quel giorno, inzuppati dalle pistole ad acqua,  piangevano. Liza strillava alla baby sitter qualcosa che  Michael non comprese,    si avvicinò a sua moglie:
- Mi piacerebbe avere dei figli un giorno…
Lei lo guardò incerta:
I figli sono una responsabilità, due sono già troppi…
Io non ne ho nessuno…
Che dici?! Neverland trabocca di ragazzini, anzi stai più con loro che con me!
Un figlio biologico è un’altra cosa – disse Michael
Una domestica di colore si affacciò in quell’istante:
Miss Lisa al telefono c’è il vostro addetto stampa.
La ragazza prese la comunicazione:
Hallo?
Ormai anche i sassi sanno ogni cosa – disse al di là del filo una voce maschile riferendosi al matrimonio tra lei e Michael  – pare che una pattuglia di reporter si sia recata nella repubblica Dominicana, abbia rintracciato Perez e sia riuscita ad avere una copia del certificato di matrimonio.
Non mi dire!
Hanno anche fatto vedere i documenti agli stessi grafologi che esaminarono la grafia di Hitler…
Non si riesce a tener segreto proprio niente… che facciamo?
Butto giù un comunicato.
Il primo agosto 1994, uno stringato comunicato, scritto dal Pr e firmato Lisa Marie Presley, annunciava al mondo quel segreto durato appena tre mesi: “Il mio matrimonio si è tenuto nel corso di una cerimonia privata svoltasi fuori degli stati Uniti qualche settimana fa. Io e mio marito stiamo guardando al futuro, progettando una famiglia e una sana e felice vita insieme”.  


Nel settembre del 1994 Michael e Lisa aprirono entrambi la serata degli MTV Video Music Awards al Radio City Music Hall di New York   La loro prima uscita pubblica, nella quale suggellarono con un bacio storico, davanti a milioni di telespettatori,   la sacralità dell’ unione. Sul fatto che Michael Jackson e Lisa Marie Presley avessero rapporti sessuali, gli amici della ragazza non hanno dubbio alcuno e hanno più volte sostenuto che la figlia di Elvis Presley non avrebbe mai sposato un uomo con il quale non ci fosse condivisione fisica, ne erano certi. Tuttavia c’è ancora chi continua a dubitarne…. Per dimostrare l’autenticità della loro relazione Michael Jackson e Lisa Marie Presley l’anno seguente comparvero insieme nel video del nuovo singolo dell’artista “You are not alone”. Indossavano solo  asciugamani annodati in vita, si baciavano, gridavano al mondo come, nella loro eccezionalità, fossero una coppia affiatata, anzi normale.



Michael Jackson – You are not alone – 1995



(continua)

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