Martedì, 25 Gennaio 2011 13:50

“Il discorso del re”: inadeguato e supremo Giorgio VI

Scritto da

ROMA - Non è un film storico, strettamente inteso. E neanche il solito polpettone-apologia della famiglia reale britannica.

“Il Discorse del Re” – diretto da Tom Hooper e in uscita nelle sale cinematografiche il 28 gennaio – è una storia nella Storia. E’ il 1936 e dopo la morte del re Giorgio V, viene incoronato sovrano d’Inghilterra e dell’Impero britannico, con il nome di Eduardo VIII, il primogenito David. La scandalosa relazione d’amore di quest’ultimo con la divorziata americana Wallis Simpson apre una crisi politica che costringerà David ad abdicare e porterà sul trono suo fratello minore Albert, interpretato da un bravissimo Colin Firth, incoronato re come Giorgio VI.
Ma Albert è un uomo mite, schivo, timoroso e affetto da una forma debilitante di balbuzie che gli impedisce di parlare in pubblico in modo efficace come richiesto dalla sua carica. Con il paese sull’orlo della guerra, a causa delle manovre naziste in Europa, il re dovrà vincere le sue paure e parlare al suo popolo attraverso la radio. Ad aiutarlo - con metodi bizzarri e poco ortodossi - l’eccentrico logopedista Lionel Logue, interpretato dal premio Oscar Geoffrey Rush.


Il film è sì disegnato sulle pagine della Storia, ma solo in controluce, con tratto sfumato. Il cuore del racconto pulsa intorno alle debolezze di un uomo intrappolato nel recinto della Corona e nel peso della propria inadeguatezza. Perché se il destino lo vuole re, Albert deve vincere i propri limiti, superare paure e fobie, schierarsi in guerra: prima contro se stesso e poi contro la Germania nazista. Con la diffusione della radio, il re non può più rintanarsi nel cerimoniale di corte ma deve imparare a comunicare, ad essere leader, a consacrarsi effigie per motivare i sudditi. Proprio Albert, balbuziente e timido, sarà obbligato ad essere sovrano ‘di massa’ grazie alla BBC.
E’ l’etichetta che vince sulla volontà, ma per una giusta causa. Anche se nel film il cinismo britannico e la realpolitik di corte vengono solo accennati, la regia di Tom Hooper rende perfettamente il mantra regale del ‘dover essere’. “Il discorso del re” è, in definitiva, un film gradevole, con un buon ritmo, che evita la retorica bellica e il manierismo espressivo. Da vedere.


Il Discorso del Re
(The King's Speech, 2010, UK, Australia)
•    Regia: Tom Hooper
•    Con: Helena Bonham Carter, Colin Firth, Michael Gambon, Timothy Spall, Guy Pearce, Geoffrey Rush
•    Distributori: Eagle Pictures
•    Genere: Drammatico, Storico
•    Data di uscita: 28-01-2011


TRAILER


Trailer fornito da Filmtrailer.com

Correlati

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Cerca nel sito

300x300.jpg

Poesia

Terra poesia dei sensi

Ogni angolo di terra è poesia per gli occhi.

Mirella Narducci - avatar Mirella Narducci

El Mimo

Mimo la protesta colorata di sogni di riscossa

Susi Ciolella - avatar Susi Ciolella

Coaching Cafè

Coaching: cosa potenzia le probabilità di superare una sfida personale?

Se stai leggendo queste poche righe, forse è perché stai riponendo attenzione a tematiche legate alla crescita personale, forse ti stai ponendo un nuovo obiettivo, forse stai pensando di attuare...

Caterina Carbonardi - avatar Caterina Carbonardi

L'angolo dei classici

Opinioni

Feltrinelli.“Gli inganni di Pandora” di Eva Cantarella. Recensione

L’origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica.

Alessandra Rinaldi - avatar Alessandra Rinaldi

Sinergie nella «Silicon Valley italiana». A Roma un nuovo «polo aggregativo» tr…

La Formazione Professionale incontra il mondo scolastico,  imprenditoriale, ecclesiale, sindacale e politico

Greta Crea - avatar Greta Crea

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]