Giovedì, 06 Marzo 2014 15:49

“Lei”. L’uomo che si innamorò del suo computer: affascinante, inquietante. Recensione. Trailer

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ROMA - Theodore, il bravissimo e seducente Joaquim Phoenix, è uno scrittore che si guadagna da vivere scrivendo per altri lettere, per lo più d’amore. Abita in solitudine, distrutto dalla fine di un matrimonio che lo ha profondamente coinvolto. Passa le sue serate con surrogati della compagnia umana: avveniristici giochi digitali, creature che interloquiscono con lui al punto da prenderlo a parolacce quando non è in sintonia con loro. Nel futuro non improbabile che Theodore attraversa, un giorno vengono diffusi sul mercato degli strumenti sofisticati, unici e intuitivi, gli OS (operatives systems), che hanno la funzione di assistere coloro i quali li possiedono: piccoli computer che incorporano una voce sensibile, sorprendentemente spiritosa, premurosa, in grado di organizzare la giornata del proprietario, intercettare i suoi bisogni, facilitargli la vita. Theodore, affascinato, acquista un OS di nome Samantha, si affiderà a lui come a una guida  e la complicità tra i due diverrà ogni giorno più profonda finché non si trasformerà in amore.

“Her” ovvero “Lei” decolla, a questo punto, verso un approdo acuto e non scontato, simbolicamente significativo, che non racconto per non vanificare allo spettatore la sorpresa. Il film è sorretto da una sceneggiatura perfetta che rende viva, divertente  e movimentata, una storia senza grandi azioni: Spike Jonze,  che è anche regista e produttore, si è guadagnato l’Oscar 2014 per la migliore sceneggiatura originale. Jonze non ha scritto una favoletta quanto una vicenda d’amore fantascientifica, che indaga i rischi, la natura dell’intimità, la virtualità delle relazioni affettive del mondo contemporaneo. In un’epoca in cui i rapporti si moltiplicano grazie a internet, essi diventano sempre più veloci, superficiali e onanistici: l’individuo, più che essere in contatto con l’altro, lo é con il prolungamento di se stesso. Milioni di persone si intersecano e si cercano su facebook come stabilissero una relazione, ma lo scambio vero è altra cosa. La dipendenza dai legami virtuali, in alcuni casi, cela l’incapacità di coinvolgersi  e di amare.

“Her” è divertente, godibile, affascinante e inquietante al tempo stesso. In una parola, un film da vedere.

Scheda tecnica

 

Lei – Trailer sottotitolato italiano

 

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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