Domenica, 25 Maggio 2014 21:24

“Molto rumore per nulla” al Teatro tor Bella Monaca

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ROMA - Innanzitutto il coraggio. Quello di portare in scena, in un teatro come quello di Tor Bella Monaca che ci permettiamo di definire – affettuosamente – di frontiera, una delle commedie più amate di Shakespeare. Opera di facile approdo solo in apparenza, anzi dotata di una complessità che si scorge soltanto ad uno sguardo approfondito, che si comprende solo attraverso il cimento.

Much ado about nothing, il titolo originale di questo lavoro composto da Shakespeare probabilmente tra il 1598 e il 1599 ed ambientato a Messina, sotto il periodo di dominio spagnolo. L'intreccio amoroso del testo si dipana a corte, accompagnato da passaggi di scrittura brillante alternati a momenti di proverbiale lirismo, attraverso i quali il bardo di Stratford-upon-Avon giunge a profonde mediatazioni sulla natura umana, sul valore dei sentimenti, sulla vita che scorre non soltanto a corte. Ed è in questa complessità, condita da una leggerezza che ne fa una delle commedie più amate dal pubblico – assieme ad As you like it e A Midsummer Night's dream – che emergono le maggiori difficoltà in termini di interpretazione e cimento. Difficoltà che i teatranti di questa giovane compagnia, con già alle spalle lavori di certificato pregio, riescono ad aggirare con una destrezza che colpisce, data la giovane età di buona parte dei partecipanti. Certamente c'è il lavoro, necessario alla base e che dà evidenza di sé; nella pulizia delle voci, nei tempi misurati ed esatti, nel contesto coreutico, fatto di movimenti congrui e privi di sbavature. Ed ancora nell'allestimento dello spazio scenico proposto, privo di orpelli per necessità quanto per convinzione, eppure perfetto per confezionarvi lo spirito di quest'opera sopraffina. Ed ancora nell'uso azzaeccato delle musiche, nella leggerezza del testo mantenuta e ritrasmessa, in cui nessuna delizia linguistica – complice, in questo senso, la raffinata qaunto intelligente traduzione di Maura del Serra – nessuna freschezza scenica va perduta. Tutto questo, ed è già bastevole, c'è ed emerge con vivacità crescente, tanto da coinvolgere il pubblico per tutta la durata della rappresentazione e, in maniera impetuosa, nel gioioso e giocoso finale. Ma ciò che colpisce, in assoluto, è la maturità con cui attori giovani e giovanissimi sono riusciti a metabolizzare pagine teatrali di tale raffinatezza e complessità. Si segnala, in quersto senso, la pregevole regia di Giampiero Luciani, giovane teatrante il cui curriculum in questi anni si sta impreziosendo, partendo dalla recitazione, alla lavorazione scenografica fino all'approdo in regia, passando attraverso significative esperienze nel teatro dialettale – si segnala, in tal senso, la collaborazione con Alfiero Alfieri – ed il doppiaggio cinematografico. Ma tale plauso è soltanto un punto di partenza, da estendere, con calorosa energia, al resto della compagnia. 

E per finire, ancora il coraggio. Quello di fare della passione per il teatro un lavoro, malgrado tutto: malgrado la difficile temperie culturale ed economica del momento, malgrado gli sforzi, al proposito, siano decuplicati a fronte dell'esigenza di autofinanziarsi, di fare tutto da sé, dai costumi all'allestimento scenico pasando per luci e musiche. Malgrado l'esigenza, che arricchisce come poco altro, di dover essere non solo attori, registi, ma in tutto e per tutto artigiani del teatro. 

La strada intrapresa, ne siamo convinti, è quella giusta. Quella, direbbe Shakespeare nella famosa scenza dal balcone in cui Romeo, di notte, vedendo Giulietta, bellissima, uscire dalla finestra pronuncia “Quello è l'oriente!”. La strada, appunto, che porta al sole. 

Molto rumore per nulla

Teatro Tor Bella Monaca

sabato 26, domenica 27 aprile ore 21.00

di William Shakespeare

regia Giampiero Luciani

aiuto regia Valeria Marcheggiani

con Eleonora Simonetti, Benedetta Degli Innocenti, Irene Trotta, Alba Sainato, Alessandro Capotondi, Gabriele Proietti, Simone Ripanti, Marco Cicchetti, Giampiero Luciani, Niccolò Guidi, Luca Ghillino, Raffaele Pezzulli, Francesco Zaccaro

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