Domenica, 09 Novembre 2014 10:16

Teatro de’ Servi. “Questi figli amatissimi”. Recensione

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ROMA - E’ in scena al Teatro de’ Servi di Roma una interessantissima commedia di Roberta Skerl, quanto mai attuale e illuminante, totalmente incentrata sulle problematiche della società odierna. Come dire: “Ecco, guardiamoci allo specchio: noi questi siamo!!!!!”

L’Autrice, molto opportunamente, spiega come è nata l’idea di scrivere questo lavoro, in realtà una tragi-commedia, in cui la componente comico-brillante nasce soprattutto dalle situazioni che si creano, più che dalle singole battute, che pure non mancano.  Roberta Skerl, infatti, ha studiato  i comportamenti di oggi dei giovani e giovanissimi, ai quali i genitori non oppongono alcuna resistenza nè tanto meno ribellione; ai figli si perdona tutto, si consente tutto, anche rinunciando a insegnare loro come si deve vivere e come comportarsi nel loro stesso interesse; insomma, un buonismo e un permissivismo che, purtroppo, non pagano, specialmente se si confrontano con quanto avveniva una o due generazioni fa. Così nascono e prendono forma, nella mente della commediografa, alcune situazioni che sono paradossali e al limite dell’assurdo, ma che in effetti ricalcano fedelmente tematiche e fatti presi dalla realtà. Insomma, realismo allo stato puro; e secondo la nostra migliore tradizione cinematografica e teatrale! 

La storia ci racconta la vita di Anna e Giulio, una coppia dei nostri giorni, che vorrebbe godersi qualche anno di tranquillità, avendo già in qualche modo pensato ampiamente ai figli, Federica e Gabriele. I due cominciano quindi a rilassarsi, credendo quasi concluso il proprio compito, allorquando si trovano invece a dover affrontare una serie di eventi inaspettati. I figli ormai grandi, e bramosi di indipendenza, si rivelano in realtà meno autonomi e meno maturi di quanto ci si aspettasse e i due coniugi, anzichè andare “in pensione” da genitori, sono di nuovo costretti a rimboccarsi le maniche per risolvere i problemi dei loro figli amatissimi.  Federica infatti abbandona uno stage costosissimo a Londra, per amore di uno studente finlandese, mentre Gabriele, biologo molecolare con vocazione eco-ambientalista, si sposa e se ne va in  campagna a piantare zucchine. In tutto questo, riesce pure a farsi lasciare dalla moglie. La famiglia si ritrova, quindi, riunita di nuovo sotto lo stesso tetto, facendo così esplodere incomprensioni, insopportabilità reciproche, ma anche tanto affetto.  

Non raccontiamo come va a finire, per non togliere il gusto allo spettatore di assistere alla commedia, ma possiamo assicurarvi che la pièce scorre agevolmente fino al termine, grazie anche alla bravura del cast, veramente azzeccato. Un ottimo Pietro Longhi si trova proprio agio nei panni di Giulio, il padre buono che ogni tanto gioca a fare il cattivo, mentre una strepitosa  Edy Angelillo, interpreta il ruolo della madre Anna.  Molto bravi ed all’altezza della situazione i due ragazzi, Carmen di Marzo e Danilo Celli (Federica e Gabriele).Come sempre la regia firmata da Silvio Giordani è una assoluta garanzia; fatta di eleganza, di movimenti studiati ed armoniosi, conferisce un ulteriore tocco di qualità ad un lavoro che, già a livello di testo e di cast, si pone su un livello importante. Sicuramente uno spettacolo da vedere!!!!!!

Fino al 23 novembre 2014

Teatro de' Servi - Via del Mortaro, 22 (Via del Tritone) 

Info: 06.6795130 www.teatroservi.it

 

 

 

 

 

 

 

Salvatore Sciré

Giornalista e autore teatrale

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