Mercoledì, 19 Novembre 2014 15:43

L’intervista. Matteo Branciamore: "'In Piove’ si prende un po’ in giro Fazio"

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ROMA - Siamo abituati a vedere Matteo Branciamore nei panni di Marco Cesaroni, il primogenito di Giulio Cesaroni alias Claudio Amendola nella serie Mediaset, un ragazzo gentile un po’ sognatore fra principesse, musica e realtà, e chissà  perché siamo convinti che anche l’attore sia così e invece Matteo Branciamore  ci sorprende e stupisce tutti, ammiratori e non, rivelando un aspetto  ironico e persino cinico interpretando un anchorman scorretto e senza peli sulla lingua in “Piove”, format video creato per Yahoo,  in cui Matteo Branciamore, nel tempo di 5 minuti,  prende letteralmente a schiaffi con domande inaspettate i malcapitati Fausto Brizzi, Nicolas Vaporidis, Paolo Ruffini,  Primo Reggiani, Euridice Axen e Giorgio Panariello. 

D. Perché Piove?

M.B. Si prende un po’ in giro Fazio. Che tempo che fa? Piove! Come dire giornata orribile.  Come se chi venisse da noi a lasciarsi intervistare vivesse una giornata di m…  diciamo cattiva...

D. Com’è venuta fuori questa idea di Matteo Branciamore alla Dave Lettermann?  Che tra l’altro citi anche indossando il terribile calzino bianco  compreso di mocassino.

M.B. L’idea era quella di interpretare un personaggio che fa l’intervistatore anni 70, non voglio cambiare mestiere  e fare l’anchorman né tantomeno il giornalista. E’ un personaggio che mi piaceva interpretare perché completamente diverso da quello che avevo fatto fino ad oggi, un modo per poter rivelare un aspetto di Matteo Branciamore che la gente ma anche gli addetti ai lavori non conosce, un po’ matto, scorretto, persino sboccato.  Ecco perché abbiamo voluto lasciare il mio vero nome. 

D. In queste sei puntate ci sono Fausto Brizzi, Paolo Ruffini, Panariello e molti altri.  Nessuno ti ha fatto problemi?

M.B. No nessuno. Noi ci basiamo sull’autoironia che è un’arma molto forte.  

D. Beh,  l’autoironia non è facile trovarla soprattutto nell’ambiente dello spettacolo e fra gli attori.

M.B. Questo può essere vero, ma dipende molto da come usi l’ironia e da come ti viene servita. Per esempio chiunque ha avuto nella sua vita un insuccesso, lo ha avuto Steve Jobs, Marlon Brando e noi attori, registi che rispetto a questi nomi non siamo nessuno, perché non possiamo prenderci in giro tranquillamente senza offenderci, giocando sui i nostri insuccessi e le nostre debolezze? L’intenzione è quella di fare 5 minuti di intrattenimento  libero e senza filtri,  facciamo ciò che ci piace , nessuno finalmente ci dice che non va bene o che Branciamore non è adatto a questo ruolo , in più Yahoo ci ha dato totale carta bianca sulla linea editoriale. 

D. Liberi anche perché Piove ve lo siete prodotto con la Drive, di cui fai parte e i cui altri soci sono Nicolas Vaporidis, Francesco Arca e Primo Reggiani. A chi è venuta l’idea di entrare nel mondo della produzione?

M.B. Drive è nata perché Nicolas ( Vaporidis) ha avuto sempre il pallino di diventare produttore, di passare dall’altra parte, di portare avanti progetti. Da solo ha prodotto  e interpretato Tutto l’amore del mondo, un film scritto da Massimiliano Bruno,  poi visto che siamo 4 amici ,ha deciso di coinvolgere anche noi. Abbiamo tutti la stessa età, esperienze diverse ma simili in qualche modo, perché ci hanno sempre etichettato, l’attore delle fiction, il tronista, etc. etc. Noi ci frequentiamo molto anche nella vita privata, abbiamo condiviso momenti duri e altri felici, quindi ci sembrava naturale unire le forze, anche per scardinare questi preconcetti e per sperimentare, per buttarsi , perché abbiamo voglia di fare, di portare avanti idee nuove, di formare una Factory  e realizzare dei progetti indipendenti prima per il web e poi anche per la tv, il cinema, pian piano ci arriveremo. Per ora Piove sul web ci sta dando molte soddisfazioni.

D. Però, se posso essere critica , l’intervista  a Paolo Ruffini non è riuscita bene. 

M.B. Ti do ragione quella con Paolo non è riuscita. Sai cosa c’è, è che questo tipo di cose funzionano di più se non hai a che fare con i comici. Loro tendono a evitare la botta che gli arriva addosso, cercano di far ridere  loro stessi, risultano più costruiti,  meno naturali, non si lasciano andare.  Però su sei puntate se una non è così riuscita, va anche bene. 

D. Pensi che dopo Piove finalmente uscirà qualcosa di nuovo per te che non siano i Cesaroni?

M.B. Assolutamente si, sta già succedendo, ma non ti dirò nulla per scaramanzia lo farò solo quando sarò sul set. Appena sentirò Azione, fermo tutto e ti chiamo, per darti la notizia. Comunque il problema è che molti attori in questo paese hanno un percorso simile al mio. Hanno successo con una serie, un personaggio e non riescono più a liberarsene, soprattutto se cominci molto giovane. Già con Piove, anche  se è sul web, anche se è una piccola produzione, sto dimostrando di saper interpretare altro, per me è una grande vittoria. 

D. Toglimi una curiosità, ma tu i provini li fai ? 

M.B. Si li faccio, anche se non ce ne sono tanti da fare, sai per le major sono sempre Marco dei Cesaroni. Non riescono a vedere oltre, o a intuire che c’è un attore sotto il personaggio.  In questo  momento il mio provino migliore è” Piove”.

 

 

 

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