Mercoledì, 25 Marzo 2015 11:32

“Non escludo il ritorno” al festival di Cannes. Intervista a Stefano Calvagna

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ROMA - Non escludo il ritorno, biopic sulla storia degli ultimi dieci anni di Franco Califano, con la regia di Stefano Calvagna è stato selezionato per il prossimo Festival di Cannes. Un film low budget, voluto e realizzato con grande tenacia dal regista, che da sempre porta avanti i suoi progetti a spallate come lui stesso dichiara.

D. Come sei arrivato all’idea di realizzare un film su Califano?

R. Con Franco eravamo amici. Lui mi chiamava spesso, ma io non sono mai stato uno di quelli che stava alla sua corte e che quando lui poi è caduto in disgrazia è sparito. Un giorno mi arrivò la notizia che la Rai stava preparando una fiction su di lui. Pensai subito che ne avrebbero fatto la solita storia di droga, carcere e donne, ma Franco non era solo questo, c’era molto di più ed io non potevo permetterlo. Così ho chiamato tutti i suoi amici chiedendo di darmi una mano, ho scritto la sceneggiatura con Roberto Erichetti  e Manuel Melitoto, i suoi amici più cari ed ho scelto di raccontare l’ultima parte della sua vita. Alla fine siamo riusciti a mettere in piedi un piccolo budget, senza alcun finanziamento pubblico chiaramente. Ho girato questo film in due settimane e mezzo, con gli attori che volevo , Franco Butiner che non è un attore, ma che conoscendolo bene è riuscito a portare sullo schermo un Franco Califano molto credibile,  e poi Franco Oppini, Nadia Rinaldi e Michael Madsen, l’attore delle Iene di Tarantino.  

D. Nel film sono raccontati gli anni più difficili, quelli in cui è stato praticamente dimenticato, malgrado lo sdoganamento di Fiorello.

R. Si, ma Fiorello lo ha ricordato con la sua imitazione, con il suo affetto, ma intanto persino a Sanremo, l’anno scorso i presentatori hanno ricordato tutti i cantautori scomparsi tranne Franco. E poi Fiorello gli ha ridato popolarità, ma non quella di livello come cantautore. Franco si era ridotto a fare concerti in feste private, le inaugurazioni nelle pizzerie.

D. Ma con tutte le canzoni che ha scritto com’ è possibile che Califano, fosse ridotto a vivere di espedienti?

R. Quello che so è che è stato attorniato da gente che se n’ è approfittata.  Franco dal canto suo ha fatto tanti errori e ha venduto diritti per due lire pur di sopravvivere. Pensa che fece due serate al Sistina, andate sold Out,  per cui prese soltanto 2500 Euro, una cifra da cabarettisti di secondo grado. Nel film racconto anche queste situazioni, i suoi stati d’animo e la malinconia degli ultimi anni. 

D. Come hai risolto i problemi dei diritti?

R. E’ stata piuttosto dura. Avevo scelto sette brani scritti da Franco, e a due giorni dall’inizio delle riprese, mi hanno chiesto cifre astronomiche che per il mio lowbudget erano impensabili. Ero disperato. Poi mi sono messo in contatto con l’ex manager di Franco,  Roberto Gregori, una persona meravigliosa, che mi aveva chiesto di  riprendere  il concerto per i 70 anni di Franco, realizzando un master  che  fu il mio regalo per il suo compleanno. Roberto Gregori, mi ha praticamente salvato perché grazie a quel master ho potuto utilizzare le musiche originali ad un costo ragionevole per la Universal. 

D. Rifiutato dal festival del film di Roma, Non escludo il ritorno è stato invece preso al festival Internazionale di Cannes. Una bella soddisfazione!

R. Una grande soddisfazione anche perché il rifiuto da parte di Muller, il direttore artistico, è avvenuto con una lettera in cui lodava il film, scrivendo che era un biopic di livello internazionale, ma che purtroppo non aveva trovato il posto nel suo festival. Mi è sembrata una vera presa in giro, ancora una volta un pregiudizio contro Califano e contro il mio percorso. Non mi sono fermato. E’ uscito in sala a Novembre ed è stato accolto da critiche davvero entusiasmanti, per la prima volta in vita mia. E abbiamo avuto ragione perché il 19 Maggio  ci sarà la proiezione di Non escludo il ritorno a Cannes. Ma il percorso del film  non si ferma qui, il 30 Marzo ai due anni dalla sua scomparsa realizziamo una serata di musica con Tiromancino e tanti altri artisti presso il Wine Bar Set a Roma e alle 21.00 alla sala Lux sarà proiettato il film con tutto il cast presente, mentre a Settembre nel giorno del suo compleanno uscirà il dvd.

D.Oltre a regista e attore, sei il papà di Niccolò, nove anni già attore  fra i più richiesti dai più importanti registi del panorama italiano. 

R. Niccolò è incredibile. Ha sempre bazzicato i set dei miei film, il cinema è un ambiente che conosce bene, ma nessuno immaginava questo successo. È iniziato con “Anni felici” di Luchetti, poi Fausto Brizzi, “Mio Papà” di Giulio Base, dove era il protagonista assoluto con Giorgio Pasotti, che tra l’altro è stato presentato al festival del cinema di Roma, e poi “Natale stupefacente”con Lillo e Greg, “Maraviglioso Boccaccio” dei Fratelli Taviani, e anche fiction, come “Il sistema” che sta girando adesso in Puglia. Una grande soddisfazione, lui si diverte, diventa sempre più bravo, tanto è vero che con mia moglie ci siamo commossi quando lo hanno invitato a ritirare il Premio internazionale Cartagine, con questa motivazione: Per il talento e la professionalità mostrata fin dal debutto come nuovo giovanissimo protagonista del Cinema Italiano, a riconoscimento delle brillanti capacità artistiche. Sono soddisfazioni. 

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