Giovedì, 15 Ottobre 2015 10:17

“The 33”, il disastro della miniera di San Jose’

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SAN JOSE’ -   5 agosto 2010. Una montagna crolla sulla testa di 33 minatori mentre stanno lavorando a 700 metri di profondità. Siamo in Cile, nella miniera di di San José. La loro fine è decisa, dovranno morire.

La compagnia San Esteban, proprietaria della miniera, non ha i mezzi per tirarli fuori. Ma le cose non vanno mai come ci si aspetta. Alla miniera arrivano i familiari, poi la televisione infine il Capo di Stato cileno che per mantenere la poltrona capisce che deve intervenire. 

Questa storia ha fatto il giro del mondo. Ha tenuto incollati milioni di spettatori davanti la tv. Oggi è un film, The 33. Una pregevole pellicola in grado di emozionare e tenere con il fiato sospeso. Si ride e si piange, le emozioni prendono a schiaffi lo spettatore incapace di staccare lo sguardo dallo schermo. In quella miniera si trova la dignità, la disperazione, il coraggio, la fede. Merito della regista Patricia Riggen (Girl in Progress, Under the Same Moon), raffinata, sensibile artista e persona umile, ne ho avuto conferma ieri sera nella breve incontro da lei presenziato. La sceneggiatura scritta da Mikko Alanne, Craig Borten e Michael Thomas, si basa sul soggetto di Jose Rivera e sul libro “La montagna del tuono e del dolore” del premio Pulitzer Hector Tobar. Anche se ciò che ha dato quel tocco di magia in più alla pellicola è stata la consulenza dei trentatré  protagonisti, i minatori rimasti sepolti per oltre due mesi e sopravvissuti miracolosamente. Ieri sera erano in sala, ho stretto loro la mano. Mi sono alzato in piedi per rendere omaggio a degli eroi, persone normali che non si sono arrese, che hanno deciso di vivere a qualsiasi costo, senza cibo e acqua, con quaranta gradi di temperatura, isolati dal resto dell’umanità, senza sapere se qualcuno là sopra cercasse di salvarli. Dimostrando a se stessi e al mondo che nulla è impossibile, che la vita è un bene prezioso per il quale si deve lottare anche contro qualsiasi logica.

Grande il cast che ha saputo portare sullo schermo la personalità di ognuno dei minatori. Immenso Antonio Banderas, ebbene sì, non parla solo con la gallina Rosita, è capace di colpire nel cuore con un solo primo piano, suo il ruolo di Mario “Super Mario” Sepúlveda leader del gruppo di minatori. Straordinario anche Lou Diamond Phillips ,il capo-squadra. Toccante l’interpretazione di Rodrigo Santoro e del premio Oscar Juliette Binoche e dei vincitori del Golden Globe Gabriel Byrne e James Brolin. La colonna sonora è composta dal Premio Oscar James Horner (Titanic, Avatar) venuto a mancare al termine delle riprese. Con sorpresa si ascolta una canzone di Gabriella Ferri “Grazie alla vita”, in realtà una delle canzoni latino-americane più famose, “Gracias a la vida”, composta da Violeta Parra e registrata nel 1966 a Santiago del Cile. 

Un film avvincente, delicato, intimo, spaventoso, liberatorio. Si cammina per l’inferno, non solo fisico ma spirituale per poi uscirne vincitori. Me lo hanno detto i trentatré volti incontrati ieri sera fuori lo schermo.  

DATA USCITA: 2016

GENERE: drammatico

REGIA: Patricia Riggen

SCENEGGIATURA: Mikko Alanne, Craig Borten e Michael Thomas

ATTORI:Antonio Banderas,Lou Diamond Phillips,Rodrigo Santoro,Juliette Binoche, Gabriel Byrne, James Brolin

FOTOGRAFIA: Checco Varese

MONTAGGIO: Michael Tronick 

MUSICHE: James Horner

DISTRIBUZIONE: Warner Bros

The 33 - Trailer

 

Sam Stoner

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