Domenica, 14 Febbraio 2016 18:16

Teatro Arcobaleno. “Truculentus”: la commedia plautina si veste di atmosfere felliniane. Recensione

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Da seguire con animo ilare e orecchio attento la convincente messa in scena di Vincenzo Zingaro

ROMA - Una pagina di letteratura latina strappata a metà è il fondale scenografico che ci trasporta nel teatro di Plauto con un occhio contemporaneo che strizza l’occhio al passato ultraremoto per abbracciare la nostra storia oramai moderna più che contemporanea, quella dei gerarchi fascisti di un paesino di provincia nella quale le case chiuse erano ancora accette e procuravano lavoro, ma anche allegria e intrecci di rapporti umani tra chi le gestiva e chi le frequentava. L’occhio del regista è quello di Vincenzo Zingaro che rivisita a suo modo il “Truculentus” di Plauto, opera raramente rappresentata in tempi moderni e compromessa originariamente a livello di intreccio drammaturgico per debolezza di trama e straripamenti di omissioni e contraddizioni. Eppure i personaggi - la prostituta, i giovane innamorato, il soldato fanfarone, il servo rozzo –, “classici” plautini, se trasportati ai nostri tempi non fanno una piega nel proprio ruolo e in un contesto in cui il dialetto di ogni carattere ben si sposa alla sua tipologia approfondendone, personalità, azioni, intenzioni. Con un cast di nutrito rispetto – condito dalle scene di Emilio Ortu Lieto, dai costumi di Emiliana Di Rubbo e dagli incantevoli stravolgimenti musicali dell’epoca (stile “Maramao perché sei morto”) del raffinatissimo compositore e musicista Giovanni Zappalorto – si sviluppa così al Teatro Arcobaleno di Roma (in scena fino al 20 marzo) una commedia esilarante, ben diretta e ben interpretata che sa raddoppiare il ritmo plautino dotandolo di atmosfere anni Trenta tout court.

Siamo in Sicilia, in un contesto che ci ricorda echi felliniani trasportandoci  in un’onirica e scoppiettante vita di provincia in cui il mondo femminile sembra fagocitare ineluttabilmente il maschile, trascinandolo in una deriva dei sensi, in una “battaglia dei sessi” che non lascia scampo. A tessere la trama è Frenesia, astuta meretrice e perfida ingannatrice ma donna di sinceri sentimenti che sa oscurarsi di fronte alla necessità delle vita, qui abilmente interpretata, nel giusto calibro tra simbiosi fisica e intellettiva da Annalena Lombardi. A farle da complice, ma più attaccata al commercio (e dunque più menzognera nei confronti del sesso forte) è la matrona della casa chiusa, Anastasia, ritratto di una riviera romagnola che la fa assomigliare ad un personaggio retrò che sarebbe molto piaciuto al regista di “Amarcord”, la cui esagerazione in dialetto e ancheggiamenti è premeditata dalla convincente Laura De Angelis. Contrappunto alle donne sono elementi maschili dalle varie identità: dal gerarca fascista “gabbato” e raggirato sia in amore che nel potere, interpretato da un Giovanni Ribò volutamente sopra le righe, al podestà infarcito d’onore e di servilismo (Ugo Cardinali), ai due spasimanti della prostituta, entrambi imperlati d’orgoglio e d’amore (Piero Sarpa, anche narratore in terza persona, e Mario Piana, il guercio), fino a Truculento che, nonostante considerato personaggio secondario (onestamente recitato da Rocco Militano), è in qualche modo il motore dell’azione.

Il distacco dalla situazione – nonostante la cornice storica si sia di molto avvicinata ai nostri decenni passati – permea comunque i fruitori di questo godibilissimo spettacolo di un alone intimo, vicino, familiare, come se il nostro attaccamento fosse ora per l’uno ora per l’altro personaggio, poiché tutti riconoscibili a loro modo di una certa sentita dose di umanità (gerarca compreso). E’ la magia e l’intelligenza di Zingaro che dona ritmicamente e drammaturgicamente spazio a luoghi e azioni senza tempo, rendendo questa commedia attuale dalla generazione più vissuta ai liceali non sempre avvezzi al teatro. E non a caso, lo spettacolo della Compagnia CASTALIA da lui diretta è promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, con il Patrocinio dell’l’Università di Roma “LA SAPIENZA”.  Da seguire con animo ilare e orecchio attento.

TRUCULENTUS 

di T. M. Plauto

adattamento e regia 

Vincenzo Zingaro

con 

Annalena Lombardi, Piero Sarpa, Rocco Militano, Fabrizio Passerini, Ugo Cardinali, Laura De Angelis, Giovanni Ribò, Mario Piana

Musiche Giovanni Zappalorto -Costumi Emiliana Di Rubbo -Scene Emilio Ortu Lieto  -Disegno luci Giovanna Venzi

Dal 15 gennaio al 20 marzo 2016

(venerdì e sabato ore 21,00 - domenica ore 17,30)

alTEATRO ARCOBALENO di Roma

Via F. Redi 1/a - 00161 Roma

Tel./ Fax 06.44248154 - Cell. 320.2773855

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - sito:  www.teatroarcobaleno.it

Elisabetta Castiglioni

Giornalista e Promoter Culturale

www.dazebaonews.it

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