Mercoledì, 11 Gennaio 2017 17:06

L’intervista. Alberto Caviglia: “Mai fermarsi al primo titolo …”

Scritto da

ROMA - Alberto Caviglia è uno tra i più validi nuovi registi italiani. Dopo essere stato assistente di Ferzan Özpetek ha esordito nel 2015 con “Pecore in erba”, opera surreale e satirica che affronta  il tema del pregiudizio razziale e della potenza manipolatrice dei media nella società odierna.

Il film è stato in concorso alla 72ma mostra di Venezia nella categoria Orizzonti, ha vinto i premi “Arca Cinema Giovani” e “Civitas vitae”. Alberto Caviglia è stato recentemente insignito anche dal SNGCI – il prestigioso sindacato dei giornalisti cinematografici italiani – con borsa di formazione e targa quale promessa del nostro cinema. In questa intervista il giovane regista ci parla del suo percorso e del suo film.

Come è nata l’idea di  “Pecore in erba”? E’ stato difficile realizzarlo?

L'idea è nata nel momento in cui ho iniziato a pensare al tema dell'antisemitismo da una prospettiva insolita, rovesciandolo. Penso di essere arrivato a questa premessa paradossale dopo essermi reso conto che gli approcci più canonici avevano perso mordente e che serviva qualcosa di più spiazzante per interessare e sensibilizzare il pubblico

Lei ha esordito con un’opera raffinata alla Woody Allen. Quali sono i suoi maestri?

Non penso di potermi paragonare a Woody Allen ma il suo lavoro mi ha certamente condizionato. Il film ha molti riferimenti comici, come i Monty Python, i fratelli Marx, e cerca di coniugarli con altri più legati alla commedia all'italiana. Un'altra grande influenza apparentemente lontana dai toni del film è quella di Orson Welles, che di fatto è l'inventore del mockumentary avendone ideato la primissima forma in ambito radiofonico.

Il film è una satira contro l’antisemitismo, ma non solo. Con chi si possono identificare oggi le “Pecore” del titolo ? Il film evidenzia come i media facciano, di un giovane razzista, un’icona planetaria. Un paradosso ovviamente.  Tuttavia esistono echi simili anche nella realtà?

Il film parla di antisemitismo ma più ingenerale di pregiudizio e discriminazione. E' anche una critica al sistema dei media che ne mette a nudo i meccanismi e la potenziale pericolosità. Le pecore sono tutti coloro che prestano ascolto a questi mezzi d'informazione senza sviluppare un giudizio critico e senza mai metterne in dubbio la veridicità.  Viviamo in un periodo in cui il dibattito sui mezzi d’informazione non è mai stato così acceso e senza passare a posizioni estreme (come chi dice che tutte le notizie sono false e imposte da non si sa chi), penso sia sempre più importante riuscire a costruirsi un punto di vista cercando di informarsi in modo più consapevole e approfondito, senza fermarsi al primo titolo.

“Pecore in erba” è un mockumentary, un finto documentario, nel quale recitano intellettuali e uomini pubblici nei panni di loro stessi. Si sono fatti coinvolgere facilmente?

Alcuni si, con altri è stato più faticoso. Quello che posso dire è che all'inizio della lavorazione non avrei mai pensato che avrebbero aderito al progetto così tante personalità (anche perché tutte erano tenute a partecipare a titolo gratuito),  che questo è stato un segnale che mi ha dato molta fiducia nonostante l'anomalia del progetto.

Il suo film è andato a Venezia ed è stato molto amato dalla critica. Come vede il suo futuro?

Non ne ho idea. E' vero che il film è prevalentemente piaciuto alla critica, ma nelle sale è rimasto poco senza incassare molto e questo è un elemento che inevitabilmente determinerà anche quanto sarà difficile realizzare altri progetti in futuro. Al momento cerco di non pensarci e di scrivere un secondo film più bello del primo.

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

Correlati

Cerca nel sito

Poesia

L'importanza dell'anima

Ho provato a immaginare l’anima

Mirella Narducci - avatar Mirella Narducci

BANKSY-banner-metamorfosi-300x300.jpg

LAB.jpg

ITC.jpg

Coaching Cafè

Coaching: cosa potenzia le probabilità di superare una sfida personale?

Coaching: cosa potenzia le probabilità di superare una sfida personale?

Se stai leggendo queste poche righe, forse è perché stai riponendo attenzione a tematiche legate alla crescita personale, forse ti stai ponendo un nuovo obiettivo, forse stai pensando di attuare...

Caterina Carbonardi - avatar Caterina Carbonardi

L'angolo dei classici

Opinioni

Immacolata Del Prete, una pittrice dalla sorprendente forza espressiva

Immacolata Del Prete, una pittrice dalla sorprendente forza espressiva

Da Cardito nella Terra dei Fuochi un'artista unica che utilizza intense dinamiche cromatiche per intraprendere un profondo scavo psicologico

Alessandro Spadoni - avatar Alessandro Spadoni

Quando il laboratorio scientifico diventa "l'armeria del commerciale"

Quando il laboratorio scientifico diventa "l'armeria del commerciale"

Intervista a Serlio Selli, direttore del laboratorio di Cromatos, l'azienda che colora il nostro vivere quotidiano 

Alessandro Ambrosin - avatar Alessandro Ambrosin

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]