Martedì, 27 Giugno 2017 23:32

“Codice criminale”. Se cambiare è “uccidere il padre”. Recensione

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Criminali da generazioni, i Cutler abitano in roulotte nella verde campagna del Gloucestershire, ricca contea nel sud-ovest della Gran Bretagna. Non riconoscono nessuna legge e vivono di rapine, corse d’auto e inseguimenti con la polizia.

Chad (Michael Fassbender) è tormentato tra il rispetto che nutre verso suo padre, il capobanda Colby (Brendan Gleeson), e il desiderio di dare una vita migliore a sua moglie Kelly e ai loro bambini.Quando Chad decide di abbandonare la sua vecchia vita  per offrire un futuro diverso ai suoi figli, deve scontrarsi con la rabbia di Colby e con un sistema che non sembra permettere alcuna redenzione.

La storia narra di legami comuni alle famiglie di ogni latitudine,  sia facoltose che povere in canna. La “Famiglia” nella quale tutto dipende dal più anziano che dispone della vita e delle scelte di ciascuno. Ma cosa accade se un figlio decide di prendere una strada diversa? Lo sceneggiatore Alastair Siddons e il regista Adam Smith hanno deciso di raccontarcelo. 

La genesi di CODICE CRIMINALE risale a diversi anni fa, quando lo sceneggiatore e produttore Alastair Siddons, su un giornale lesse di un nucleo di persone che terrorizzavano la zona delle Cotswold. “L'articolo parlava di come una famiglia fosse stata accusata del 65% dei crimini della contea,” racconta Siddons - “ La famigerata banda era ben nota alle forze dell'ordine locali che li avevano collegati a una serie di intrusioni e furti in molte case signorili della regione. La famiglia che ha ispirato CODICE CRIMINALE” - continua Siddons  - “è quanto di più vicino ci possa essere a una famiglia di malviventi che si può trovare in Inghilterra. Vivono completamente al di fuori della società, senza conti in banca, passaporti o assicurazioni sanitarie. La maggior parte di loro non è mai andata a scuola”.

“La difficoltà incontrata da Chad per liberarsi da tutto questo è l’aspetto tragico della storia”- sostiene il regista Adam Smith - “Il legame con il padre e la sua influenza sono molto forti. Inoltre deve affrontare i pregiudizi che il mondo esterno ha nei suoi confronti. Se si è cresciuti in una comunità molto chiusa, il mondo esterno è un luogo decisamente estraneo, e cercare di inserirsi è estremamente difficile.”

Il patriarca Colby  non accetta nessuna delle verità istituzionali. A scuola dicono che la terra è rotonda? E lui dice che è piatta. Cita Marx, la Bibbia parla di filosofia. Ma allora “Perché Colby non ha mandato Chad a scuola?” – si chiede  Fassbender - “Era un modo per tenerlo sotto controllo? Oppure per evitare che si integrasse in un sistema che non riteneva giusto e che avrebbe potuto contaminare il suo modo di pensare?”

All’interno della piccola comunità nessuno lavora, lavorare significherebbe inserirsi in un sistema estraneo che Colby non riconosce e quindi la sola fonte di sostentamento diventa la rapina. Sono armati, sono pericolosi, sono spavaldi ma non sparano a nessuno durante tutto il film. C’è violenza? Sì, molta. Una violenza che è espressione di un pensiero anarchico, dove la società e lo Stato sono visti come nemici, e per sopravvivere all’interno di questo sistema non si può far altro che sottrarre risorse con la forza. Ciò che caratterizza il film sono i rapporti familiari di ben tre generazioni. La sfida tra il capofamiglia Colby e il figlio Chad à attraversata da una violenza dell’anima ben più crudele di quella fisica.

Michael Fassbender regala un’interpretazione magistrale, è lo spietato con un’arma in pugno, arrogante e spericolato alla guida di un’auto, comprensivo e delicato padre quando si trova con il figlio Tyson; amorevole con la moglie, rispettoso e ribelle con il padre. Un istrione capace di trasformarsi con assoluta credibilità. 

Titanica invece la recitazione di Brendan Gleeson, capace di dare al proprio personaggio, il violento capofamiglia Colby, un’aura di fascino che coinvolge lo spettatore al punto di patteggiare per lui anche nelle situazioni in cui è in errore. Forse dentro ognuno di noi c’è un Cutler e forse in ogni famiglia si vivono le stesse dinamiche.  Perché la vita può essere vissuta anche su albero mentre sotto è pronta una pallottola per farti fuori.

CODICE CRIMINALE

Uscita in sala  28 giugno

Regista: Adam Smith 

Attori: Michael Fassbender, Brendan Gleeson, Lyndsey Marshal, Rory Kinnear, Sean Harris, Killian Scott, Kingsley Ben-Adir, Gerard Kearns, Tony Way, Barry Keoghan, 

Sceneggiatore/Produttore : Alastair Siddons 

Produttori : Andrea Calderwood, Gail Egan 

Direttore della Fotografia : Edu Grau

 Scenografia : Nick Palmer

Suzanne Cave : Costumi

Truccatrice e Hair Designer : Sharon Martin 

Colonna sonora originale di The Chemical Brothers.

Codice criminale – Trailer

 

Sam Stoner

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