Martedì, 07 Gennaio 2020 10:01

“Tolo Tolo”, non si arresta la scalata al Box Office del j’accuse semplice e potente

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Nei primi sei giorni di programmazione “Tolo Tolo” di Checco Zalone, nome d’arte di Luca Medici, ha incassato un totale di 34.003.119 euro: segno di quanto sia alta l’attenzione, non solo italiana ma del mondo, sul problema delle migrazioni e dell’accoglienza.

Comunque la si pensi, tema ancora più pressante in un momento in cui soffiano venti di guerra su un pianeta che non ha ancora deciso se voglia vivere nel segno della fratellanza o autodistruggersi.

Protagonista di “Tolo Tolo” è un piccolo imprenditore –  il solito Checco Zalone - che sognava in grande ma ha fatto fallimento e imputa la sua disfatta alle tasse dello Stato. Per sfuggire al fisco e ai numerosi creditori, decide di andare in Africa a ricostruirsi una vita. Trova lavoro in un lussuoso resort, dove  fa amicizia con Oumar,  cameriere come lui,  appassionato al neorealismo cinematografico italiano. Un giorno in Africa scoppia una guerra civile e il villaggio turistico dove lavora è distrutto. Zalone, suo malgrado, si vede costretto a tornare in Italia ma scopre che, se si desse per morto in un attentato terroristico, le tasse in Italia sarebbero azzerate e i suoi riceverebbero un cospicuo risarcimento. Decide allora di unirsi in clandestinità a un gruppo di migranti che sperano di raggiungere l’Europa, proponendosi di andare nel Liechtenstein. Checco, insieme a Oumar, la bella Idjaba di cui è innamorato e suo figlio Doudou, intraprendono così la rotta dannata delle migrazioni attraverso il deserto e il mare … 

Riflessione scanzonata e amara sul dramma della migrazione e sulla risposta istintiva che l’Italiano sovranista ha dato  al problema. L’amicizia di Checco con Oumar, l’africano appassionato di neorealismo cinematografico,  non è che un escamotage per far ripercorrere la storia fatta di povertà ed espatri, che gli italiani sembrano aver dimenticato. Zalone che attraversa quartieri miserandi e zone di guerriglia in abiti firmati, preoccupandosi di non avere la crema miracolosa per il viso, incarna l’egoismo di chi ha la pancia piena e non vede altra realtà. Le pose fasciste di Zalone verso gli africani, con le mani sui fianchi, il muso mussoliniano e la voce autentica del duce, mimano un’infezione dell’anima che si trasmette – testuale nel film -  “come la candida”. Eloquenti le scene dei profughi che non riescono a sbarcare perché i porti sono chiusi, agghiaccianti quelle di un loro naufragio dove cantano rivolti a Checco come “lo stronzo resti sempre a galla”. “Tolo Tolo” è una pellicola che racconta in tono leggero –  forse per questo più incisivo – un dramma di cui non depotenzia il dolore: non si ride, si sorride. E non ci sono dubbi che il cantastorie Luca Medici,  questa volta anche regista, abbia lanciato, pur nel suo stile umoristico, un j’accuse semplice e potente che lascia il segno e fa discutere.

Tolo Tolo

Titolo originale: 

Tolo Tolo

Conosciuto anche come: 

 

Nazione: 

Italia

Anno: 

2019

Genere: 

Commedia

Durata: 

90'

Regia: 

Checco Zalone

Sito ufficiale: 

 
 

Cast: 

Checco Zalone, Barbara Bouchet, Alexis Michalik, Manda Touré, Jean Marie Godet, Eduardo Rejón, Souleymane Silla, Francesco Cassano, Nunzio Cappiello, Fabrizio Rocchi

Produzione: 

Taodue Film

Distribuzione: 

Medusa

Data di uscita: 

01 Gennaio 2020 (cinema)

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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