Venerdì, 27 Gennaio 2012 23:13

Teatro Trastevere. “Il ritratto di Dorian Gray”. Recensione

Scritto da

ROMA -  In quale periodo del Ventesimo secolo Dorian Gray si sarebbe sentito più a suo agio? Sicuramente negli anni ’80, il decennio della ricerca sfrenata dell’edonismo. Ylenia Petrelli ha ricondotto a quegli anni le vicende del romanzo di Oscar Wilde di cui ha curato adattamento e regia nell’allestimento in scena al Teatro Trastevere dal 26 al 29 gennaio.

In un patchwork letterario in cui Wilde è affiancato da Baudelaire, rivivono il mito della giovinezza eterna, la tentazione del piacere e il rapporto tra arte e vita, tutti temi affrontati dallo scrittore inglese. Con la complicità delle luci di scena, la regista si concentra sui volti degli attori e in particolare sul viso di Dorian sdoppiato nel celebre quadro che invecchia al suo posto. Ma oltre ad avvizzirsi, la sua effigie ne coglie la corruzione morale che lo allontanerà dall’amore puro e lo avvicinerà alla decadenza e alla morte, prima dell’attricetta Sybil Vane e poi di Basil Hallward, il pittore segretamente innamorato del giovane rampollo londinese, l’unico al quale sarà svelato il segreto del suo quadro.


“Cammini sopra i morti, Beltà, e ti ridi di essi, fra i tuoi gioielli l'Orrore non è il meno affascinante e il Delitto, che sta fra i tuoi gingilli più cari, sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente”, diceva Baudelaire nel suo Inno alla bellezza, sottolineando l’ambiguità ferina di quella dote inseguita tanto da Dorian quanto da Lord Henry Wotton, il suo vero Pigmalione. Sono le sue parole – in cui si condensano i celebri aforismi dello scrittore – ad affascinarlo, più delle pennellate di Basil, parole che lo porteranno a detestarne il sublime che il pittore aveva raggiunto con il suo ritratto.
La colonna sonora che fa da contrappunto alla narrazione parte da Wild Boys dei Duran Duran e arriva alla compianta bad girl dei nostri giorni, Amy Winehouse: anche noi che trent’anni fa abbiamo dato più peso all’estetica che all’etica, siamo destinati all’autodistruzione come Dorian?

Il ritratto di Dorian Gray
Teatro Trastevere, dal 26 al 29 gennaio
Con Marco Mabritto, David Miller Vultaggio, Alessandro Giova, Cristina FIlardo,
Adattamento e regia Ylenia Petrelli
Scenografie e luci Filippo Saccà
Costumi Cristina Petrelli, Flavia Ciciani
Musica Andrea Giorgietti
Foto di scena Elena Chiappa
Ass alla regia Carmela Falco
Idea Grafica Giordano Monorchio

Correlati

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Cerca nel sito

300x300.jpg

Poesia

Terra poesia dei sensi

Ogni angolo di terra è poesia per gli occhi.

Mirella Narducci - avatar Mirella Narducci

El Mimo

Mimo la protesta colorata di sogni di riscossa

Susi Ciolella - avatar Susi Ciolella

Coaching Cafè

Coaching: cosa potenzia le probabilità di superare una sfida personale?

Se stai leggendo queste poche righe, forse è perché stai riponendo attenzione a tematiche legate alla crescita personale, forse ti stai ponendo un nuovo obiettivo, forse stai pensando di attuare...

Caterina Carbonardi - avatar Caterina Carbonardi

L'angolo dei classici

Opinioni

Musei, Minoranze e Alternative Experts. Le istituzioni museali possono oggi bene…

Durante un simposio tenuto in ottobre da ABC Citta’ a Milano, si è ragionato su come sradicare dai musei i vecchi stereotipi culturali e sfruttare tali istituzioni e il loro...

Giulia Maria Wilkins - avatar Giulia Maria Wilkins

"Più libri più liberi". I miei cinque giorni nella “Nuvola della spera…

ROMA - I numeri di "Più libri più liberi" – la Fiera Nazionale della Piccola e Media editoria, organizzata dall'Associazione Italiana Editori (AIE) e ospitata dal Roma convention center - La Nuvola...

Letizia Ghidini - avatar Letizia Ghidini

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]