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Festival di Cannes

Il 72mo Festival di Cannes si terrà dal 14 al 25 maggio 2019 e avrà come presidente di giuria il messicano Alejandro Gonzalez Iñarritu. Un suo conterraneo, Alfonso Cuaron, nel 2018 al Lido aveva vinto il Leone d’Oro con Roma, un film diffuso in streaming da Netflix. Nella notte degli Oscar 2019 il messicano Cuaron ha portato a casa ben tre statuette: per la miglior regia, film straniero e fotografia.

ROMA - E’ stato presentato a Roma, dal suo protagonista, Matt Dillon “La casa di Jack”, un horror di Lars Von Trier. Un film basato su un personaggio sconvolgente, del quale Matt Dillon dice: “Jack è un uomo che non prova empatia, fallito in campo artistico. Un serial killer che tuttavia anela a essere preso. Ho potuto reggere la parte perché interiormente tenevo le distanze da lui”.

“Angel Face” ha debuttato al Festival di Cannes 2018 nella sezione Un Certain Regard, dedicata alle migliori novità dei giovani autori e il 25 ottobre arriverà nelle sale italiane.

Domenica, 20 Maggio 2018 18:49

Cannes 71. La relatività dei premi

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CANNES (nostro inviato) -  Il festival di Cannes è finito, le palme sono state assegnate. Gli autori che si affacciano alla ribalta identificati. Un festival è sempre un momento importante, per chi lo interpreta e per chi vi assiste. Attraverso un profluvio d’immagini cinematografiche si tocca il polso del mondo: vero master di sociologia, anche quando si guardano film fantastici, forse anche meglio. 

CANNES (nostro inviato) -  Grans o anche Border, ovvero Confine, opera seconda dell’iraniano Ali Abbasi, ha vinto il premio quale miglior film nella sezione parallela “Un certain regard”. 

CANNES (nostro inviato) - A Roma, nel 1988, avvenne un omicidio efferato: un certo Pietro De Negri, soprannominato il Canaro della Magliana perché di mestiere faceva nel quartiere il toelettatore di cani, uccise il pugile Giancarlo Ricci, stando alle sue stesse deposizioni (messe in dubbio dai medici legali), torturandolo per ore e infliggendogli da vivo orribili mutilazioni.

Nonostante la fatica e i rischi di un film a basso budget, la regista franco-marocchina Myriam Benm'Barek è riuscita a ricostruire un ritratto credibile di quella che è la società marocchina e dei suoi pregiudizi, opera prima di ottima fattura, ci fa scoprire un mondo poco conosciuto.

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