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Venerdì, 20 Maggio 2016 14:21

Cannes 69. Palma d’Oro al Re Sole

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L’attore Jean-Pierre Léaud  è alla 69ma edizione del festival di Cannes con la proiezione speciale  “La morte di Luigi XIV”,  nel quale interpreta il Re Sole. Quest’anno il festival gli consegnerà La Palma d’oro ad honorem  durante la cerimonia di chiusura, domenica 22 maggio

CANNES – Dopo Agnès Varda nel 2015 e, più recentemente, Clint Eastwood, Manoel de Oliveira, Woody Allen e Bernardo Berolucci, é all’attore francese Jean-Pierre Léaud che va la Palma d’oro ad honorem quest’anno . Scoperto da François Truffaut, che ne fece il giovane eroe del suo primo film, I quattrocento colpi, questo ragazzo estroverso e turbolento sbarcò a quattordici anni sulla Croisette nel 1959. Oggi è divenuto una leggenda.

Sempre audace e sorprendente Jean-Pierre Léaud  nel suo ultimo film “La morte di Luigi XIV”, diretto dallo spagnolo Albert Serra,  ha incarnato il Re Sole.  L’opera è stata presentata a Cannes in Proiezione Speciale giovedì 19 maggio e sembra avere le carte in regola per incuriosire il pubblico, non solo francese. De “La morte di Luigi XIV” Isabelle Reigner scrive su “Le Mond” riferendosi al regista Albert Serra : “ Con l’ibridazione geniale che qui propone, del più grande re di Francia e del suo più grande attore, canta l’orazione funebre della Nouvelle Vague prendendo alla lettera l’espressione di Jean Cocteau: ‘Il cinema è filmare la morte al lavoro’. Offre soprattutto un magnifico regalo a Jean-Pierre Lèaud (..) Consacrandolo monarca assoluto del cinema francese, offre al suo mito un’immagine bella come un Rembrandt, che la storia sembrava attendere senza osare domandarla”

Nei fatti la spontaneità  di Jean-Pierre Léaud ha incarnato il vento di libertà che la Nouvelle Vague alitava sulla settima arte. Dopo essere stato diretto da Antoine Doinel et François Truffaut, Léaud nel 1965 ha istaurato con Jean Luc Godard una lunga collaborazione nel corso della quale “Maschile femminile” (1966) e “La cinese” (1967) figurano come vette d’impegno e avanguardia. 

Ne “La madre e la puttana” (1973) la sua interpretazione anticonformista, tra poesia e disinvoltura,  trovò un’occasione senza pari che lo consacrò definitivamente. Emblematico per una intera generazione il film di Jean Eustache ricevette il Gran Premio Speciale della Giuria al festival di Cannes e divenne culto.

La morte di Luigi XIV - Trailer

 

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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