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“Julieta”, arriva da Cannes il nuovo Almodovar. Recensione

“Julieta”, arriva da Cannes il nuovo Almodovar. Recensione

Dal Festival di Cannes all’Italia, Julieta arriva al cinema. Il dodicesimo film di Pedro Almodóvar presentato la scorsa settimana sulla Croisette, molti applausi ma nessun premio, sarà nelle sale da giovedì 26 giugno distribuito da Warner Bros.

È ancora una volta cinema di donne e sulle donne. L’ispirazione viene dall’adattamento di alcuni racconti dell’autrice premio Nobel Alice Munro, la realizzazione è affidata alle attrici Adriana Ugarte e Emma Suàrez.

“Le donne, le madri sono sempre state centrali nei miei film – ha spiegato il regista spagnolo - Avevo in passato come modello la mia, le sue amiche, quella generazione, insomma. Qui invece, questa madre, la sua solitudine, rimandano a me stesso, raccontano di me. Julieta parla dell'impossibilità di dimenticare, della memoria come dolore”.

Come affrontare l’abbandono, il destino, il senso di colpa, il rapporto tra madre e figlia e con se stessi. Tutto questo viene raccontato attraverso Julieta, che da giovane è interpretata dall’attrice Adriana Ugarte e poi da Emma Suàrez. Negli Anni ’80 vive la sua giovinezza da ragazza bella, libera e indipendente che insegna filologia classica, ma tutte le persone che incontrerà sul suo percorso, da un misterioso viaggiatore in treno, all’affascinante pescatore Xoan che diventerà suo marito, fino a sua figlia Antìa, la abbandoneranno all’improvviso e senza spiegazioni. Ogni distacco è un segno sul viso e nell’animo della Julieta adulta che vive la scelta della sua bambina di allontanarsi da lei  come un trauma insuperabile. “Non era possibile usare la stessa attrice per i due ruoli”, ha chiarito Almodóvar, “perché negli occhi di Emma c’è una esperienza che nessun make-up avrebbe potuto cambiare”.  

Rispetto ad altri lavori del regista spagnolo, che ritorna al cinema dopo tre anni dal suo ultimo film Gli amanti passeggeri, non c’è isteria nel rappresentare l’universo femminile e viene riconosciuta dignità all’universo maschile. Anche gli eccessi e il melodramma sono smorzati. Julieta racconta il dramma personale di una madre che deve fare i conti con la voglia di indipendenza dei figli, che affronta per tutta la vita un senso di colpa per lo più ingiustificato ma tanto comune a ogni genitore. Racconta  il dramma di una donna che perde il marito, di una figlia con un padre che intraprende una nuova relazione. Storie di dolori comuni, quotidiani, e per questo eccezionali.

All’inizio Almodóvar aveva immaginato di ambientare la storia tra il Canada e gli Stati Uniti, ha scelto alla fine di spostare la scena nella “sua” Spagna perché in quel contesto si sentiva più a suo agio. Un altro elemento fondamentale è per lui la voce: “Suggerisco il tono per ogni frase. Ai miei attori racconto i personaggi ma correggo sempre la pronuncia anche in spagnolo – chiarisce Almodóvar - Sono convinto che il modo di dire le cose determini una precisa espressione del viso”. Tanta ricerca vanificata da un doppiaggio mediocre che distoglie dalla cura messa in tutti gli elementi originali del film: dalla luce, alle scenografie alla fotografia. Julieta è un film dove dialoghi e silenzi sono accordati insieme, basta l’errore di mezzo tono per spezzare l’armonia.

DATA USCITA: 26 maggio 2016

GENERE: Drammatico

ANNO: 2016

REGIA: Pedro Almodovar

ATTORI: Emma Suárez, Adriana Ugarte, Rossy de Palma, Darío Grandinetti, Michelle Jenner, Priscilla Delgado, Nathalie Poza

SCENEGGIATURA: Pedro Almodovar

FOTOGRAFIA: Jean-Claude Larrieu

MONTAGGIO: José Salcedo

MUSICHE: Alberto Iglesias

PRODUZIONE: El Deseo

DISTRIBUZIONE: Warner Bros.

PAESE: Spagna

DURATA: 99 Min

Julieta - Trailer

 

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