Venerdì, 31 Gennaio 2014 17:45

SNGCI. I nastri d’argento doc e le sorprese di stasera

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ROMAPer altri occhi di Silvio Soldini e Giorgio Garini è il vincitore del Nastro d’Argento 2014 per il miglior documentario. Lo ha deciso la giuria dei giornalisti cinematografici Sngci che ha anche assegnato il Nastro al miglior film dedicato al cinema a I Tarantiniani di Steve Della Casa e Maurizio Tedesco. Un Nastro speciale festeggia ancora una volta Gianfranco Rosi, per Sacro Gra.

Tra gli altri riconoscimenti assegnati, il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani premia quest’anno Piera Degli Esposti come “migliore attrice protagonista nel documentario” per la passione e la vivacità dei suoi personalissimi interventi e il ritratto che ci regala attraverso il lavoro di Peter Marcias in Tutte le storie di Piera. Nella serata che i Nastri d’Argento hanno dedicato quest’anno al cinema del reale al Teatro Ambra Garbatella di Roma, assegnati anche premi e menzioni speciali a: Fuoriscena di Massimo Donati e Alerssandro Leone, Lino Miccichè, mio padre- Una visione del mondo di Francesco Miccichè, Lettera al Presidente di Marco Santarelli, Bertolucci on Bertolucci di Walter Fasano e Luca Guadagnino, Dal profondo di Valentina Pedicini.  

I premi sono stati selezionati tra ben 40 i titoli del cinema del reale, e 15 film specificamente dedicati al cinema e allo Spettacolo presentati nei principali Festival internazionali e nazionali e/o usciti poi in sala o in  home video  o trasmessi da una rete televisiva tra 1° Aprile e 31 Dicembre 2013. Tra questi il Sngci non ha incluso alcuni titoli più specificamente ritenuti docufilm. In particolare, sono stati rinviati alla selezione per i Nastri d’Argento di Maggio-Giugno, insieme ai film fiction, i seguenti titoli: Con il fiato sospeso di Costanza Quatriglio, Tir di Alberto Fasulo, Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno, Sangue di Pippo Delbono, Stop the Pounding Heart di Roberto Minervini, 

A conclusione della serata all’Ambra omaggio al cinema del reale con  le storie di Salvatore Striano, il Bruto di Cesare deve morire, oggi un attore nato dal teatro in carcere e di quel gruppo di interpreti (tra i quali altri due protagonisti dello straordinario film di Paolo e Vittorio Taviani, Cosimo Rega e Giovanni Arcuri) che hanno trovato nell’incontro con il teatro, poi con il cinema, a Rebibbia la loro ragione di riscatto.

I due film scelti sono: Il Riscatto di Giovanna Taviani, con Striano, presentato a Cannes lo scorso anno e, tra gli altri Festival, con particolare successo, a Open Roads (New York, Lincoln Center) e il work in progress di Offstage di Francesco Cinquemani. Il documentario ancora in lavorazione è un viaggio attraverso un labirinto di legami oscuri, tormenti, colpe, segreti e momenti di riflessione, per dirla con il suo autore,”su come certe storie potevano o dovevano andare diversamente”. Mafia, Camorra, Banda della Magliana e traffico internazionale di droga. Storie, in prima persona, dei detenuti che devono la loro formazione artistica e la “second life” nata tra le mura del carcere alla Compagnia stabile Assai, il più antico gruppo teatrale penitenziario italiano.

 

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