Mercoledì, 02 Dicembre 2015 18:09

Primo Piano sull’Autore. Francesco Bonelli: “Internet si è fermata a Sacrofano”

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ASSISI (nostro inviato) Ricordate il film di Luigi Comenicini “Voltati Eugenio?” Francesco Bonelli, all’età di dodici anni, era il protagonista. Da lì Francesco Bonelli ha iniziato una carriera con registi importanti, ad esempio Carlo Lizzani.

In televisione è stato co-protagonista in serie di grande successo come Caro maestro, Una donna per amico, Giornalisti. Si è dedicato al teatro, per il quale ha fondato società sia di produzione che culturali. Proiettato verso la scrittura e la regia teatrale e cinematografica, vi dedica da sempre moltissime energie. Ricordiamo Bella e impossibile, del quale  è stato coautore per il cinema con Simona Izzo, co-autore per la televisione di “ Eleonora” , ispirato alla vita di Eleonora Duse. Le riprese di Eleonora avvennero nel corso del 2005 per la regia di Ricky Tognazzi, con un cast di livello internazionale. Inoltre è autore e interprete delle musiche delle sue commedie. Regista a pieno titolo, Francesco Bonelli ci parla delle sue nuove iniziative, in controtendenza alla rivoluzione di internet.

D. Parlaci del tuo primo film come regista…

F.B. Si chiama Radio Cortile. Un lavoro che sta cercando distribuzione e partecipa a molti festival. E’ stato ad Assisi, a Calcata, a Roma all’Isola del Cinema.

D. A Primo Piano Sull’Autore sei stato una voce discordante al convegno sulla diffusione digitale dei contenuti video…

F.B. Perché quelle esperienze sono distanti dalle mie. Io abito a Sacrofano,  un piccolo centro a pochi chilometri da Roma. Se è vero che parte del mondo è dentro la rivoluzione globale di internet, è al tempo stesso vero che vi sono realtà altrettanto importanti che da questa rivoluzione non sono toccate. Realtà che non hanno accesso ai film , non hanno acceso alla cultura. Tanto che io sono stato portato ad affittare a Sacrofano un antico frantoio di trecento metri quadri per farci dentro una sala cinematografica. Lì si vendono anche libri. Ci sono ragazzi che dicono che se vogliono comprare un libro e studiare, il solo modo per farlo è andare a Roma.

 D. Pensi che questa situazione sia tipica dei piccoli centri?

F.B. Se è così per Sacrofano che sta a pochi chilometri da Roma, immaginiamo cosa è per quelli che sono lontani dalle grandi città. Penso che questa fascia della popolazione sia grande.

D. Vale anche per la televisione?

F.B. Io ho scritto una serie televisiva di successo, chiamata “Caro maestro”, a quel tempo dicevano che la televisione era vista soprattutto in quei villaggi che avevano meno di cinquemila abitanti e che l’ottanta per cento del pubblico televisivo era formato da questi centri. Ed è vero. Se noi viaggiamo per l’Italia molto spesso vediamo un piccolo bar con una sola televisione accesa, attorno tante finestre con le luci spente. Quello è uno scenario tipico italiano. A queste persone non puoi parlargli di Netflix. Quella è una sfida reale, una frontiera. La connessione in quei paesi è quasi sempre pessima. A stento utilizzano l’email. Come possono pensare a scaricarsi un film? Vivono ancora in una economia che è quella della fine degli anni sessanta.

D. Dunque cosa bisogna fare?

F. B. Se da una parte abbiamo il dovere di non perdere i treni globali, dall’altra abbiamo anche quello di tenere conto di queste realtà perché è un’Italia che è rimasta indietro.

D. In questa luce la tua iniziativa diventa importante?

F.B. Sì. Mi dà infatti una grande gioia occuparmi della sala cinematografica: ci sono tanti amici a cui piace uscire la sera, discutere, vedere un film, comprare un libro. Quando gli interessi non sono questi si finisce per picchiarsi nei pub: lì c’è un problema di violenza forte. Siamo in situazioni tipo Carminati, mafia capitale… e la cultura è un grande antidoto contro la disoccupazione, contro la violenza, la droga.

D. Come è nata la scelta di Sacrofano? 

F,B. Non metto in dubbio che internet sia molto diffusa, ma a cinque chilometri da lì bisogna tenere conto che esistono altre situazioni. Ben note e monitorate da chi fa politica sul territorio, e la fa molto cinicamente. La scelta di Sacrofano è un cammino personale perché da tempo mi stavo avvicinando a un concetto di vita diverso: volevo meno stress, la campagna, un ritmo più lento, meno confusione, aria buona. Tutte queste cose a Sacrofano ci sono. In questo tipo di vita ci sono delle risorse. Non basta aver la connessione velocissima per vivere una vita di spessore, anche culturale…

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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