Leonardo Rafanelli

Leonardo Rafanelli

Il titolo già dice tutto: Le Scandalose, donne criminali che coi loro atti hanno sconvolto le coscienze di singoli individui e l’immaginario collettivo di un’epoca. Donne che si sono macchiate le mani di sangue, ma anche donne che in qualche modo si sono ribellate a un universo di convenzioni sociali, regole e catene culturali, che negavano la parità con gli uomini persino di fronte a un fatto delittuoso, bollando le assassine con l’etichetta di streghe, o di matte.

Bidoni della spazzatura che cozzano tra loro, scope che picchiano sul pavimento, piedi che sbattono a terra. Figurano certo tra i suoni meno nobili che possiamo incontrare nella nostra quotidianità, tanto che quasi sempre li chiamiamo in un altro modo: rumori. Ecco perché Stomp, particolarissimo spettacolo in scena al teatro Brancaccio di Roma, porta sul palco un vero e proprio prodigio, tramutando il sottofondo disarmonico tipico delle città in cui viviamo in un qualcosa di nuovo, armonioso e divertente.

ROMA - Trent’anni di carriera per Antonello Costa e trent’anni di attività per il teatro Manzoni di Roma: è una coincidenza di anniversari decisamente singolare, tanto che il comico siciliano, ormai romano d’adozione, non può che esclamare: “Non ci posso credere!”. Ed è proprio questa frase, sospesa tra incredulità ed entusiasmo, a dare il titolo al suo nuovo spettacolo, in scena appunto al Manzoni fino al prossimo 14 maggio.

ROMA - Paola Minaccioni è senza dubbio un’attrice talentuosa ed eclettica, capace di trovare la sua dimensione sia in televisione, sia al cinema, sia sul palcoscenico di un teatro: dal Globo d’Oro come miglior attrice non protagonista per Magnifica Presenza al Nastro d’Argento nella stessa categoria con Allacciate le cinture, dalle pièce di Brecht agli spettacoli con Lillo & Greg, passando per la radio con la trasmissione Il ruggito del coniglio.

ROMA - Di animali abbandonati si sente purtroppo parlare spesso. Ma cosa succederebbe se fossero invece i padroni, ad essere piantati in asso dai loro compagni di vita a quattro zampe?

ROMA - Il trucco c’è, ma non si vede. È questione di destrezza: velocità di mano e di mente, che si mettono a funzionare insieme, come se fossero una cosa sola.

ROMA - Coreografie di grande dinamismo, ballerini atletici e luci che abbracciano i corpi, nascondendoli, rivelandoli e mescolandosi ad essi. Sono i marchi di fabbrica di David Parsons, vera e propria icona della danza contemporanea, che dal 1985, insieme al light designer Howell Binkley, ha dato vita a una compagnia capace non solo di emozionare appassionati in tutto il mondo, ma anche di lasciare un segno nell’immaginario contemporaneo.

ROMA - È una di quelle arti che conservano un qualcosa di magico: il balletto, con la musica che si trasforma in armonia di movimenti, è capace di trasportarci subito in un mondo fatto di corti signorili, di re, regine e principesse.

Gli spettatori entrano in sala levando i bicchieri e brindando nell’attesa che lo spettacolo inizi. Il maestro Antonio Condino accompagna l’ingresso con Libiamo ne’lieticalici, il celebre valzer tratto dal primo atto della Traviata di Giuseppe Verdi. Poi, mentre tutti prendono posto alla stregua di invitati a un Gran Galà, le luci si abbassano, come a sottolineare quell’atmosfera sospesa che precede l’entrata dell’ospite d’onore: in questo caso, l’opera.

ROMA - Le prime cose che saltano all’occhio sono i colori che dominano la scenografia, quel verde pallido e quel grigio, che in qualche modo sono sedimentati dall’infanzia nella memoria di ciascuno di noi.

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