Il libro

Negli anni sessanta si parlava di “fantasia al potere”: nel campo dell’arte lo è stata davvero? In Corpo a corpo. Estetica e politica nell’arte italiana degli anni Sessanta” di Carlotta Sylos Calò, edito da Quodlibet Studio, si cerca di dimostrare che questo è realmente accaduto, anche se per un breve periodo di tempo.

Giglia Tedesco, nata nel 1926 e scomparsa nel 2007, è tra coloro che maggiormente hanno contribuito alle conquiste civili del nostro paese, in particole quelle riguardanti i diritti della famiglia e della donna.

La casa editrice Harpo, che annovera anche la pubblicazione de “Le favole della libertà” di Antonio Gramsci, ha dato alle stampe “L’albero del riccio”, una raccolta di lettere-racconto del fondatore del partito comunista italiano ai familiari, in particolare ai figli Delio e Giuliano, durante gli anni della detenzione a Turi in Puglia.

Molti di noi che hanno letto nell’infanzia le fiabe dei fratelli Grimm, a sentir citare “Giovannin senza paura” ricorderanno la vicenda, elogio di quel coraggio che rende migliore la vita. Pochi sanno invece che, durante la prigionia, alcuni di questi racconti furono tradotti da Antonio Gramsci, in maniera personale, con il pensiero rivolto ai nipoti e ai suoi figli che non aveva più visto da quando avevano l’uno due anni e l’altro due mesi.

Anthony Trollope è uno tra gli autori più prolifici dell’epoca vittoriana. Nacque a Londra nel 1815 e vi morì nel 1882, dopo averci regalato quarantasette opere di grande talento, tra le quali riteneva “Lady Anna” la migliore che mai avesse scritto. In realtà i suoi contemporanei non apprezzarono questo romanzo perché fotografava, pur senza giudicare, l’infondatezza dei pregiudizi e del razzismo della nobiltà nei confronti delle classi lavoratrici. 

Anthony Trollope è uno tra gli autori più prolifici dell’epoca vittoriana. Nacque a Londra nel 1815 e vi morì nel 1882, dopo averci regalato quarantasette opere di grande talento, tra le quali riteneva “Lady Anna” la migliore che mai avesse scritto.

L’ultima produzione letteraria dell’infaticabile Vito Bruschini si chiama “Rapimento e Riscatto”: pubblicato per i caratteri della Newton Compton, questo lavoro ci porta a rivivere dopo alcuni decenni il rapimento di Paul Getty Jr., nipote di un miliardario americano e rapito quasi per gioco, da una banda di sprovveduti malavitosi romani di mezza tacca e poi ceduto alla malavita che dominava la Sila. Un evento che risale agli anni Settanta (1973, per l’esattezza). 

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