Giovedì, 12 Febbraio 2015 11:11

“Still warm”, il jazz blues di John Scofield

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Nel 1985 usciva il capolavoro elettrico del chitarrista statunitense

Il jazz e la fusion

E’ uno dei musicisti più interessanti e innovativi emersi nella seconda metà degli anni ’70 nel fervido panorama del jazz statunitense. Fa parte della generazione dei chitarristi che si è formata nel prestigioso Berklee College di Boston, una delle migliori università del jazz del mondo. Tra gli allievi ricordiamo i celebri Pat Metheny, Bill Frisell, Mike Stern, Al Di Meola e Michel Cusson dei canadesi Uzeb.

John Scofield, classe 1951, nativo di Dayton, Ohio, proveniva dal R&B e si avvicinò al jazz nel 1969 suonando con il vibrafonista Gary Burton e il sassofonista Gerry Mulligan. E’ di quel periodo l’album “In a silent way” di Miles Davis che rivoluzionò la musica afroamericana che per la prima volta impiegò gli strumenti elettrici ed elettronici. Il jazz ortodosso incontrava e si fondeva con gli elementi del rock, grazie al genio di Miles Davis, Wayne Shorter e Joe Zawinul.

Dopo aver iniziato una proficua carriera solista e collaborazioni prestigiose con Billy Cobham e Steve Swallow, John Scofield entra nella “sfera” di Miles Davis. Il trombettista lo contattò nel 1983 per affiancarlo a Mike Stern. Con il “divino”,  John Scofield ha la possibilità di maturare definitivamente dal punto di vista stilistico, timbrico e compositivo. Prima di suonare con Davis, lo stile chitarristico di John Scofield era già estremamente interessante: un’originale miscela tra il blues, il rock e l’improvvisazione jazzistica. Miles Davis intuisce le grandi potenzialità del giovane chitarrista e pian piano gli offre un grande spazio nella sua band anche dal punto di vista compositivo. Citiamo il suo stupefacente solo di chitarra sul brano “That’s right” dall’album “Decoy”. Il musicista si muove con disinvoltura e originalità tra momenti blues e improvvise note dissonanti che stupiscono l’ascoltatore.

La critica specializzata improvvisamente si ‘accorge’ delle straordinarie capacità solistiche di questo strumentista negli album “Decoy” e “You’re under arrest”. Dopo l’esperienza con Miles Davis la carriera solista di John Scofield ‘decolla’ letteralmente. 

“Still warm” fusion sanguigna

Dopo la collaborazione con Miles Davis la carriera solista di Scofield è in ascesa: tutti vogliono suonare con lui. In questo periodo mette in piedi un gruppo di eccellenti musicisti come il batterista funky Dennis Chambers, il tastierista Mitchell Forman e il bassista Gary Grainger. Nello stesso frangente registra il suo primo album dopo il sodalizio con Miles Davis. Si tratta di “Still warm”, forse il suo disco migliore di sempre. Per “Still warm”, Scofield ha le idee molto chiare sia per gli strumentisti che per le lo stile musicale.

Il chitarrista chiama una sezione ritmica affiatata e molto creativa: il giovane bassista Darryl Jones (Aveva suonato con Miles Davis e Sting) e il talentuoso batterista Omar Hakim (Weather Report e Sting), più il virtuoso tastierista fusion Don Grolnick.

Con questi musicisti Scofield è libero di mettere in mostra tutto il suo incredibile talento come strumentista e come compositore. Con una sezione ritmica potente, fantasiosa e capace di spaziare dal jazz, al rock, al blues e al funky, Scofield esplora tutte le infinite possibilità stilistiche e timbriche della sua chitarra. Il suono saturo e pulito, il fraseggio blues con l’uso di scale jazz e accordi dissonanti, sono le caratteristiche di uno dei chitarristi più intelligenti e originali del panorama jazzistico contemporaneo.

Con l’abile produzione di Steve Swallow, l’album fu registrato al Media Sound di New York nel giugno del 1985. Anche il suono squillante, limpido e potente del disco è una delle caratteristiche più interessanti di questa strepitosa prova solistica di John Scofield.

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