Giovedì, 12 Aprile 2018 10:15

La Cipolla Bianca di Margherita: segni particolari Igp

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Il 10 aprile 2018, nella sede romana dell'Aicig (associazione italiana consorzi indicazioni geografiche), Giuseppe Castiglione, presidente del Consorzio di valorizzazione e tutela della Cipolla Bianca di Margherita Igp unitamente a Ruggiero Piazzolla agronomo e  Antonio Russo produttore, ha spiegato le caratteristiche di questo ortaggio  la cui produzione è rimasta immutata da secoli e ha  illustrato gli obiettivi del Consorzio per i prossimi anni. Un'eccellenza gastronomica che ha ottenuto due anni fa il marchio di indicazione geografica protetta e viene coltivata in Puglia. Il Consorzio di tutela è costituita da 20 aziende di produttori di cui 2 coperative di produzione e 4 aziende di commercializzazione.

Una delle caratteristiche principali  della Cipolla di Margherita Igp  è che viene prodotta non sul terreno,come si usa abitualmente,  ma nelle sabbie del Mar Adriatico, a sud del Gargano, in una zona di elevato interessa ambientale, tutelata da una convenzione internazionale, nei territori compresi tra Margherita di Savoia, Zapponeta e Manfredonia (Bat e Foggia). 

Le prime tracce di commercializzazione risalgono agli inizi del 1800  ma è a partire dalla metà del secolo scorso che questo prodotto ha preso piede, arrivando nei mercati ortofrutticoli di tutta Italia. Oggi viene coltivata nello stesso modo: i semi si ottengono piantando bulbi selezionati su un terreno sabbioso, poi le piantine ottenute  si trapiantano e si proteggono con la paglia dall'erosione del vento. Vengono poi  raccolte a mano per non danneggiare la cipolla. Quattro gli ecotipi: la marzaiola o aprilatica (schiacciata ai poli), la maggiaiola (più tondeggiante) la giugnese e la lugliatica (rotonde

Attualmente  sono circa 250 i piccoli produttori  della Cipolla Bianca di Margherita Igp e  coltivano ogni anno circa 200 ettari per una produzione totale di 75.000 quintali e un volume di affari di circa 8 milioni di euro.

«La nostra cipolla è rimasta sempre la stessa negli ultimi due secoli – ha commentato Giuseppe Castiglione -  è versatile, si presta bene per ogni tipo di ricetta, dagli antipasti ai primi piatti, dai secondi alle zuppe, fino alla confettura a base di cipolla da abbinare con i formaggi. Cotta si abbina a numerose ricette, in particolare ai secondi piatti, anche se cruda “esprime” al meglio il suo sapore. Facendo un bilancio dei due anni trascorsi dalla costituzione del Consorzio – ha dichiarato Castiglione - possiamo affermare che i mercati e la grande distribuzione stanno dimostrando sensibilità per il nostro prodotto a qualità certificata. I numeri del 2017 per la certificazione e vendita della Cipolla bianca di Margherita Igp sono stati incoraggianti, arrivando a 22.164 quintali, il 30% in più del 2016. Siamo convinti che con le opportunità offerte dal marchio Igp si possano aprire nuovi mercati. L’obiettivo per il 2018 è mantenere questa percentuale di crescita».

«La Cipolla Bianca IGP - ha continuato il Segretario Generale di Aicig -  Leo Bertozzi - è l’espressione dell'eccellenza di un sistema Dop e Igp che a livello europeo conta ben 1398 IG food, di cui 294 soltanto in Italia tra Dop, Igp e Stg.  E' un esempio di come i fattori ambientali ed umani, determinino le caratteristiche specifiche del prodotto e di fondamentale importanza è il ruolo del Consorzio che deve tutelare, valorizzare e promuovere tale eccellenza. Il contesto associativo di Aicig permette di confrontare le specificità dei diversi prodotti e contesti produttivi, in modo da accrescere sempre più lo strumento dell'Indicazione Geografica come valorizzazione del prodotto territoriale».

Alla conferenza stampa era presente anche lo chef Salvatore Riontino che per l’occasione ha preparato alcune ricette a base di specialità pugliesi.



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