Giovedì, 17 Marzo 2016 18:39

Il successo del vino italiano. Ma si può migliorare. Ecco i vini più venduti

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ROMA - Lo scorso anno, l’Italia è stata la prima produttrice di vino al mondo superando la Francia.

Ciò nonostante, i transalpini rimangono imbattuti per quanto riguarda il valore dell’export. Un rapporto di Nomisma (Responsabile Wine Monitor), a tal proposito, ha recentemente pubblicato i risultati di uno studio, secondo cui le vendite di vino francese all’estero hanno raggiunto la cifra di 8.3 miliardi di euro. Circa il 54% in più rispetto a quanto realizzato dall’Italia.

C’è da dire, però, che questi valori debbono essere relativizzati, in ragione di una profonda differenza tra i prezzi di vendita scelti dalle due nazioni. Il prezzo medio dell’export francese si attesta sui 5.84 euro/litro mentre quello italiano sui 2.67 euro/litro. In termini di valore, dunque, l’export francese risulta essere superiore a quello italiano. Ma in termini di volumi i dati si ribaltano. L’Italia, infatti, esporta 20milioni di ettolitri nei mercati internazionali. Il 41% in più dei francesi. 

Per quanto riguarda la categoria dello Champagne e degli spumanti, ovviamente, le differenze sono più marcate ed in favore dei francesi. Sia per il prestigio internazionale, da lungo tempo acquisito, sia per i prezzi medi di mercato, estremamente elevati, che contraddistinguono le produzioni transalpine. Tuttavia il 2015, anche in questo caso, ha fatto registrare dei dati in controtendenza in termini di quantità esportate. Sono stati venduti, infatti, circa 2.8 milioni di ettolitri di spumante italiano rispetto agli 1.8 milioni dei francesi. 

Per quanto riguarda l’andamento delle vendite del vino italiano all’interno delle nostre catene distributive, l’istituto di ricerca “Iri-Vinitaly”, ha pubblicato una serie di dati orientativi da utilizzare in occasione del prossimo Vinitaly (che si terrà a Verona dal 10 al 13 di aprile). I risultati sono estremamente positivi. Le vendite di bottiglie da 75 cl sono aumentate del 2.8% rispetto all’anno precedente. E le bottiglie da 75 cl (Doc, Docg, Igt) dell’1.9%. Il vino più venduto è il Lambrusco (12,77milioni di litri), seguito dal Chianti. Al terzo posto si trova lo Chardonnay, un bianco di vitigno internazionale. 

Hanno fatto registrare una crescita nelle vendite anche il Nero d’Avola (+4.6%), il Vermentino (+8.5%) ed Il Trebbiano (+5.6%). La Passerina marchigiana, nel 2015, ha avuto il miglior tasso di crescita eguagliando il successo raggiunto negli anni scorsi dal Pecorino (Marche ed Abbruzzo). Sono da menzionare anche gli ottimi risultati ottenuti dal veneto Valpolicella Ripasso e dal piemontese Nebbiolo. Due categorie di vini ritenuti di qualità elevata per la complessità di produzione. A testimonianza che i consumi hanno fatto registrare un cambiamento di tendenza positivo anche nei confronti di categorie di vini superiori. Questi successi, tuttavia, al di la del legittimo compiacimento, non debbono far deflette i produttori italiani dal perseguire l’impegno per un miglioramento generale delle produzioni anche sul piano della qualità.

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