Lunedì, 16 Novembre 2015 14:54

Pranayama, il soffio vitale

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Siamo arrivati al terzo stadio del percorso indicato dal saggio Patanjali.

Dopo "Yama"e "Nyama", dopo Asana , eccoci affrontare il punto di connessione fra corpo e mente: il respiro.

Cos'è il respiro e perché è così importante?

Il respiro è il mezzo attraverso il quale l'energia, la forza vitale, viene trasportata in tutto il corpo.

Quest'energia prende il nome di "prana", e, essendo importante lasciare che prana pervada tutto il nostro essere, abbiamo bisogno di imparare a controllare, dirigere il flusso: da qui Yama che vuol dire controllare.

Pranayama vuol dire, quindi, controllare il flusso del respiro per diffondere prana.

Avrete di certo notato come un bel respiro profondo ci faccia subito sentire meglio, pronti ad affrontare ciò che ci aspetta con più energia, e, in genere, si sente il bisogno di farlo spontaneamente al momento giusto!

Pensate, però che bello sarebbe essere in grado di utilizzare il respiro  a seconda delle esigenze, per sentirsi più carichi, per calmare la mente, per ritornare ad una sensazione di equilibrio, di centralità.

Attraverso le tecniche di Pranayama ci si addestra ad arresti volontari del respiro perché diventino sempre più lunghi e piacevoli in maniera assolutamente graduale,arrivando infine ad ottenere "kevala kumbaka" cioè la sospensione spontanea del respiro momento in cui prana pervade tutto il nostro essere.

Il soffio vitale, prana, ciò che da vita e forza,circola nel nostro corpo attraverso dei canali che prendono il nome di "nadi". Abbiamo 72.000 nadi di cui 35 sono considerate principali , ma solo 3 fondamentali.

La più importante è "sushumna" che partendo da muladhara chakra( zona del perineo) scorre lungo la colonna fino alla sommità della testa ed è considerata l'asse che unisce la terra al cielo.

Le altre due nadi sono "Ida" e "pingala " che sono opposte e complementari.

Pingala scorre a destra della sushumna , rappresenta il principio maschile e corrisponde a Surya, il sole ,con le sue caratteristiche di forza, calore, luminosità.

Ida, che scorre a sinistra, rappresenta il principio femminile, ed è Chandra, la luna, fredda e pallida...

Quindi possiamo dire che prana fluisce lungo Ida e Pingala durante le pratiche di pranayama per andare poi a riunirsi in sushumna che è il "luogo vuoto " dove prana riposa trovando stabilità.

Provate questa semplice pratica "nadi shodana":

seduti a gambe incrociate, ma può andare bene anche seduti su una sedia con i piedi che toccano bene terra e la schiena dritta, tenete la mano sinistra in chin mudra( indice e pollice uniti palmo rivolto verso l'alto) poggiata sul ginocchio sinistro e la mano destra in Vishnu mudra, cioè ripiegate all'interno del palmo indice e medio, utilizzate il pollice per chiudere la narice destra e l'anulare per chiudere la narice sinistra.

Cominciate premendo dolcemente la narice destra col pollice e inspirate dalla sinistra per un conto di 4, poi chiudete tutte e due le narici portando l'anulare alla narice sinistra e espirate aprendo la narice destra sempre per un conto di 4, poi inspirate da destra per un conto di 4, chiudete tutte e due le narici e  espirate da sinistra sempre per 4 e ricominciate da sinistra.

Dopo aver fatto alcuni cicli (un ciclo inizia inspirando da sinistra e finisce quando si espira di nuovo a sinistra) potete introdurre una ritenzione sempre per un conto di 4.

Quindi inspiro da sinistra per 4, chiudo tutte e due le narici e rimango in ritenzione per un conto di 4, espiro da destra per 4, inspiro da destra per 4 ritenzione per 4 tempi, espiro da sinistra per 4 e questo è un ciclo.

È più semplice a farla che a descriverla, ma dopo un po' di cicli sentirete sicuramente gli effetti in termini di calma interiore, aumento dell'attenzione, maggiore presenza in ciò che si sta facendo.

Vi consiglio quindi di praticarla durante il giorno, anche in una breve pausa dal lavoro o i qualsiasi momento sentiate il bisogno di ritrovare un po' di calma e concentrazione, ma anche la sera prima di dormire per calmare la mente e prepararvi ad un sonno più tranquillo e riposante.

Buona pratica!

A presto

Om

Sara

Sara Amoriello

Insegnante di Yoga

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