Sabato, 07 Novembre 2015 15:02

Surya Namaskara, un viaggio spirituale

Il saluto al sole

Nell'ultimo articolo vi ho parlato dell'importanza di allungare e tonificare la nostra schiena, così come tutto il corpo.

Published in Yogando

Il presidente del Consiglio Mario Monti non firmera' le garanzie per la candidatura di Roma alle olimpiadi del 2020. Lo ha ufficializzato lo stesso premier in conferenza stampa. "Se abbiamo che fare i conti con una condizione dell'Italia finanziaria difficile e' perche' in passato sono state prese, da governi di ogni segno, decisioni senza molto riguardo a conseguenze finanziarie negli anni successivi".

"Noi- aggiunge- non vogliamo che chi governa nei prossimi anni si trovi in difficoltà. Questo non significa che l'Italia debba rinunciare ad avere mete ambizione, anzi l'Italia puo' e deve avere mete ambiziose. La decisione del governo non e' impegnato solo nel risanamento ma anche sulla
crescita. Il progetto del Comitato promotore merita comunque elogio, ha grande interesse e il governo ne ha condiviso le linee".

 

PETRUCCI DELUSO - "Mi rivolgo al presidente del Consiglio: è nel suo diritto dare la risposta che ha dato oggi dopo il Consiglio dei ministri sulla candidatura di Roma per i Giochi 2020. Come cittadino italiano la accetto, ma, come le ho fatto presente, avrei apprezzato un po' più di rispetto nel darci prima questa risposta". Così in conferenza stampa il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha commentato il 'no' del governo alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020. "Nelle mie parole - ha proseguito Petrucci - c'è grande amarezza, ma lo sport italiano sarà sempre
uno sport importante. La ferita però rimane, perché Monti ci ha detto che il progetto era serio e credibile, ma che in questo momento il governo non se la sentiva di prendere questo impegno finanziario. Il nostro compito è stato eseguito perfettamente, non abbiamo fatto nulla di diverso da quello che il governo ci aveva chiesto, abbiamo compiuto appieno il nostro dovere. Da domani - ha aggiunto il presidente del Coni - parlerò di altro, torneremo nella nostra quotidianità. Alemanno, Polverini, Zingaretti e tutti gli altri ce l'hanno messa tutta, a loro posso dire solo grazie. Sento già che i titoli dei giornali di domani saranno 'Serietà del governo', e io da cittadino dico 'va bene'. Io sono convinto che in questo momento si debba tagliare, ma bisogna anche coltivare un sogno. Bisognerebbe fare entrambe le cose - ha concluso - tagliare e pensare agli investimenti futuri".

 

ALEMANNO: "PRENDO ATTO" - "Prendiamo atto della decisione del Governo di non sostenere la candidatura di Roma come sede dei XXIII Giochi olimpici e paralimpici del 2020". Cosi' in una nota il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "Il presidente Monti, incontrando i vertici del Comitato promotore, ha espresso un grande apprezzamento per il nostro progetto, ma nel contempo una forte preoccupazione per il rischio di esporre l'Italia sul versante finanziario. Io rispetto queste considerazioni ma non le condivido- spiega Alemanno- Rinunciare ad una candidatura vincente, sostenuta da un progetto di ottimo livello tecnico e di grande sobrieta' economica, significa non scommettere sul futuro dell'Italia".
"Ringrazio tutta la citta' che ci ha sostenuto in questa sfida, a cominciare dal Comitato promotore e dai suoi presidenti Letta e Pescante. Ringrazio il Coni, a partire dal presidente Petrucci, per il grande lavoro che abbiamo svolto insieme. Esprimo infine apprezzamento per tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione che hanno lealmente sostenuto questa candidatura, come le forze imprenditoriali e sociali che si sono impegnate anche sul versante finanziario- conclude Alemanno- Queste energie e queste risorse sono un solido fondamento per rilanciare la nostra citta' su nuovi progetti che diano una prospettiva di sviluppo e di speranza per le nuove generazioni".

Published in Dazebao Roma

Dopo l'appello dei campioni dello sport, arriva anche il si' di partiti, industriali e sindacati, in nome del rilancio dell'Italia. Insomma, e' forcing attorno al presidente del consiglio Mario Monti in attesa della sua firma.

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