LONDRA. Michael Jackson e Freddie Mercury hanno in comune la condizione di icone della musica leggera, una vita di eccessi,  una sessualità molto chiacchierata, una morte prematura e, in senso lato, violenta. 

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Prince, Paris, Blanket! - sprofondato in un puff dai colori sgargianti Michael chiamò a raccolta i suoi figli che, trotterellando,   gli andarono incontro. Il più piccolo, poco più di tre anni, inciampò nei  pantaloni e cadde, si rialzò,  raggiunse suo padre osservandolo serio.

Gavin Arvizo,  curato, vestito di una elegante camicia blu e pantaloni neri, sedette al banco dei testimoni lanciando un’occhiata a sua madre,  al giudice Rodney Melville,  al  procuratore distrettuale.  Colse lo sguardo di Michael e  di nuovo lo fuggì. 

Dopo la perquisizione del 18 novembre 2003 Michael Jackson non aveva potuto continuare  ad abitare a Neverland. La sua isola di Peter Pan nei fatti “non c’era” più:   snaturata, popolata da fantasmi, ora lo deprimeva, come un bastimento affondato.

Il 3 febbraio 2003 la rete televisiva inglese ITV mandò in onda nel Regno Unito il documentario di Martin Bashir  “Living with Michael Jackson”  e  dal 6 all’8 febbraio venne trasmesso da ABC negli Stati Uniti. 

ROMA - Dopo aver conosciuto Jordie Chandler, il re del pop prese l’abitudine di telefonare al ragazzino. Jordie si mostrava molto interessato ai video games e Michael lo invitò nell’appartamento californiano di Century City,  che la sua famiglia e lo staff non avevano mai visto, spiegandogli che lì avrebbe trovato un mondo di divertimenti. Per svariate ragioni il bambino non riuscì ad avere il permesso dalla madre, ma ciò non impedì ai due di diventare amici.

CARDIFF - Ieri sera il concerto tributo a Michael Jackson è finalmente stato fatto a Cardiff, nello stadio Millennium, realizzato dopo una valanga di problemi. Ospiti Christina Aguilera, Smokey Robinson, Gladys Knight, Leona Lewis, Jennifer Hudson, Cee Lo Green e tanti altri. Via video è apparsa Beyonce.

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Nei momenti difficili Michael si rivolgeva a sua madre, l’unica persona con la quale riusciva a parlare. Per il resto i componenti della sua famiglia non gli trasmettevano sicurezza, meno che mai suo padre, meno che mai sua sorella la Toya che, soprattutto negli ultimi anni, spalleggiata da suo marito, gli aveva dato non pochi grattacapi.     Quel giorno Michael era di nuovo al telefono con Katherine per dibattere una questione privata:

LOS ANGELES - Una canzone molto bella di Michael Jackson, “The lost children”, ha come ritornello queste parole: “Just think of all the lost children Wishing them well, and wishing them home” vale a dire “Pensate a tutti i bambini perduti, augurandogli il bene e augurandogli una casa”.  

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Michael Jackson sfogliò quel numero di Playboy del 1989 febbrilmente e con il cuore in gola,   quando trovò le foto di sua sorella La Toya,  nuda, con un languido boa conscritor  tra le gambe  sotto cui stava la didascalia: “I boa non sono pericolosi a meno che non siano affamati”, il re del pop arrossì di vergogna, allibì incredulo e pensò a Katherine. 

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