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Codacons: Scherzo di Carnevale in largo anticipo

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Piccioni e farfalle fanno la rivoluzione

Capitolo 23. Neve a Primavalle

E' il giorno tanto atteso. Siamo qui, dove tutto ha avuto inizio. In un lurido pub di legno a bere una birra scura che non è niente di che, ma che non possiamo più disprezzare. La saracinesca è tirata giù. L'ingresso secondario è controllato da uno zingaro, il locale è pieno. I ragazzi sono seduti a terra. Noè con la sua bella Anna. Amadou con la moglie e le bambine, il Conte con in braccio Rosetta, con l'unico sorriso in tutta la sala.

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Capitolo 22. Il partito poetico all'amara prova dei sondaggi

Costruire un piccolo governo del territorio è un'impresa molto difficile. Sa di governare, un po' di dominare. Ma anche di dirigere un'orchestra. Si parla di poltrone. Di sedie scottanti. Di posti chiave per aree tematiche a compartimento stagno. La legge elettorale prevede che si diano i nomi degli assessori e molto altro.

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Capitolo 20. Madeleine, la regina delle farfalle

Madeleine si è addolcita. E' sempre stata una creatura indomabile e pulita. Intercettarla è stato il premio della mia vita, rincorrerla il fine di ogni mio sforzo. Vederla, il mio pieno di energie. Ascoltarla, la mia audizione universale. Il suo giudizio, le picconate ai miei palazzacci. Confrontarmici, le fondamenta dei miei sogni. 

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Capitolo 19. A lezione da un cattivo maestro

Quando arrivo a scuola, mi basta guardare la facciata per sentirmi vivo: uno striscione, fatto di vecchie lenzuola, parte dal tetto e si srotola giù per mostrare la scritta “ITIS okkupato. Collettivo Liceo delle tecniche dell'uomo”. E accanto, e intorno, altre lenzuola, altri striscioni: “Io studio. Non mi esercito a lavorare”, “Mamma, cazzo, a scuola mi hanno fatto operaio”, “Disoccupato per disoccupato, voglio dire che qualcosa ho imparato”, “Diritto di studiare, diritto di sognare” e poi “A professo', domani non mi interroghi. Stasera leggo”.

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Capitolo 17. Il moderato di centro... commerciale

Nei giorni successivi ci siamo riuniti in assemblea permanente al pub di legno del rapper per stilare il nostro manifesto politico. Il Circolo degli Scipioni ha letteralmente ridisegnato la propaganda dei nostri contendenti. Armati di pennarelli neri indelebili, i ragazzi hanno ritoccato i manifesti degli altri candidati, facendogli spuntare delle corna, annerendogli i denti davanti o aggiungendogli baffetti hitleriani. Non sono mancati cazzi giganti e scritte ironiche di risposta ai loro inviti a non votarmi: “Mejo 'na parola che 'na manganellata”, “Io voto chi cazzo me pare, te vota pe' 'sto cazzo”, “A buciardi! Maurice è vegetariano!”, “Piccioni e farfalle contro iene e sciacalli” e “Io analfabeta leggo Baudelaire, te che sei un genio conosci solo youporn”. 

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Capitolo 16. Ora si fa sul serio. La televisione tra pornografia e poesia

Le strade si lasciano riempire di cartelli abusivi. Di manifesti con foto a grandezza naturale. Foto ritoccate che contengono messaggi studiati. I miei contendenti sembrano uomini eleganti. Hanno vestiti classici e la cravatta. Sono in posa e mostrano il loro profilo migliore. Promettono di stare al fianco di tutti i cittadini, di costruire una città migliore. Dicono che taglieranno le tasse, apriranno nuove strade. Si fanno ritrarre al fianco di un disabile sulla sedia a rotelle o mano nella mano con un'anziana signora. Ma non gli basta.

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Capitolo 15. Il teatro nella valle. L'amore prende la Bastiglia

Esulta Nené:

- Eddaje! C'a avemo fatta! 

E' suo il primo passo all'interno della valle dell'Insugherata. Sembra lo sbarco sulla luna. La terra è soffice e le sue impronte sono evidenti. A uno a uno lo seguiamo. Ci sono asfodeli alti un metro.

Un signore anziano mette in guardia Madeleine: 

- Attenta che te taji le gambe!

- La ringrazio, ero molto affascinata da questi bellissimi fiori.

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