Domenica, 01 Luglio 2012 17:16

Marchionne se ne frega! Fiat ricorre alla Corte d'Appello

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La sfida continua tra l'indifferenza del “governissimo”  

ROMA - La Fiat dice NO alla riassunzione nello stabilimento di Pomigliano dei 145 lavoratori iscritti alla Fiom decretata dal Tribunale di Roma che porta la firma del giudice Anna Baroncini . Questo è lo scarno riassunto dell'ennesima giornata di "ordinaria follia" alla quale ci ha abituato Sergio "Superman" Marchionne.
La realtà è chiara: sa di poterlo fare! Come un lupo famelico si aggira nella foresta italiana sapendo che nessuna "autorità" lo avverserà. E' la logica del liberismo, come potrebbe essere diversamente.

Siamo arrivati al punto in cui persino le regole stabilite da un Tribunale della Repubblica possono impunemente venire etichettate come "folcloristiche".  Il manager della Fiat si sente forte; sa di avere il coltello dalla parte del manico. La demolizione dello Statuto dei lavoratori gli consente di spaziare ancora più liberamente di quello che caratterialmente ha sempre fatto. Comprensibile il disappunto e la rabbia della Fiom e di Giorgio Airaudo, che nel commento rilasciato alla stampa è altrettanto preciso e puntuale nell'affermare "Che la Fiat non possa essere extraterritoriale. Non può prima creare il guaio discriminando e poi dire che la riparazione al guaio che ha creato determina problemi insormontabili. Non esiste l'immunità, neanche per le imprese".

Ma il punto è ancora una volta politico, malgrado si cerchi di ricorrere ad alchimie pseudo tecniche o pseudo numeriche che possano offrire la sponda per l'arrogante bizzarria dell'ormai noto AD della Fiat.  Ancora una volta l'assenza della politica, o meglio di una parte di essa, mette in luce le condizioni disastrose in cui versa il Nostro paese.

I partiti che sostengono il governissimo del Prof. Monti si guardano bene dal prendere posizione.
Probabilmente la segretaria della Cgil si è già adeguata alle posizioni politiche del suo partito di riferimento.  Non è un caso che proprio D'Alema, in questi giorni, stia rilanciando senza mezzi termini il sostegno al "Professore", il quale potrebbe (presto) trovarsi in pole position in vista delle prossime consultazioni elettorali.  Il tutto nell'ottica del futuro "matrimonio" tra PD e UDC, che vedrebbe nell'appoggio a Monti, il suggello di un traguardo inseguito da mesi (se non addirittura anni!). Del resto non potrebbero essere comprese diversamente le dichiarazioni dell'eminenza grigia del PD, tal Massimo D'Alema, quando afferma che "In un nuovo centrosinistra europeo Monti può trovarsi a perfetto agio..".

Forse si sta delineando con chiarezza un panorama nuovo, dove la coerenza della sinistra passa solo attraverso la rabbia di Vendola che definisce quella di Marchionne, come "Una sfida arrogante e violenta alle più elementari regole della convivenza democratica, un gesto di disprezzo verso gli operai e verso la Costituzione, l'ennesima prova di uno stile padronale ed estremista inaccettabile in un momento di così grande sofferenza del mondo del lavoro".  Sul piano dei diritti fa sentire la sua voce, come al solito, anche Antonio Di Pietro, che senza mezzi termini definisce l'arroganza della dirigenza Fiat come un "Modo banditesco di gestire le relazioni industriali in Italia". Il Presidente dell'IDV non si ferma alle sole dichiarazioni  affidando alle pagine del suo Blog altrettanti affondi sul caso Fiat e sul ruolo che dovrebbe avere lo stesso governo. "Come professore, Monti può pensare, come ha detto una volta, che la Fiat ha il diritto di fare ciò che vuole. Ma come presidente del consiglio ha il dovere di intervenire e di far rispettare la legge", chiosa il Leader dell'IDV.

Ci chiediamo, non senza preoccupazione, se anche di fronte a queste discriminazioni, a questi eventi che condizionano la vita di centinaia di lavoratori e di Famiglie, si possa delegare la risposta ai sostenitori dell'antipolitica movimentista.  Di fronte ad una situazione in cui si va delineando il preciso disegno liberista di portare avanti uno scontro di classe, quale potrebbe essere la risposta se non quella costruita nello stesso ambito politico?   Siamo in presenza della messa in discussione di un modello sociale o forse sarebbe meglio dire, come afferma il premio Nobel per l'economia Paul Krugman, del sempre più probabile sgretolamento dello stato sociale stesso.
Ma per fortuna che questa sera c'è Balotelli and company, e tutto si sistemerà...
Fino a quando?

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