Sabato, 25 Ottobre 2014 10:37

Tasse e burocrazia costano alle imprese quasi 249 mld all'anno

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MESTRE - Tra tasse, contributi previdenziali e burocrazia le imprese italiane sopportano un costo annuo di 248,8 miliardi di euro. Un peso eccessivo che, in linea di massima, non ha eguali nel resto d’Europa. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA che ha stimato il contributo fiscale e i costi burocratici che le nostre imprese si fanno carico ogni anno.

“In nessun altro Paese d’Europa – segnala Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA - viene richiesto un simile sforzo fiscale. Nonostante la giustizia civile sia lentissima, il credito sia concesso con il contagocce, la burocrazia abbia raggiunto livelli ormai insopportabili, la Pubblica amministrazione  rimanga la peggiore pagatrice d’Europa e il sistema logistico-infrastrutturale registri dei ritardi spaventosi, la fedeltà fiscale delle nostre imprese è massima.”

Le aziende italiane contribuiscono al gettito fiscale nazionale per oltre 110 miliardi di euro. Seppur calcolata per difetto, ci troviamo di fronte ad una cifra “spaventosa”.  La stima è stata determinata secondo le metodologie utilizzate da Eurostat; in questo importo, però,  mancano alcune tasse “minori”, come il prelievo comunale sugli immobili strumentali e altri “piccoli” tributi locali. Complessivamente questa voce ammonta ad almeno 12,5 miliardi di euro.

Inoltre, vanno aggiunti anche i contributi a carico delle imprese versati per la copertura previdenziale dei propri dipendenti, una cifra che stimiamo in circa  95 miliardi di euro.

Integrando queste ultime informazioni con le statistiche Eurostat, si può affermare che complessivamente le imprese italiane subiscono un peso tributario e contributivo pari a 217,8 miliardi di euro (anno 2012).

Se allo sforzo fiscale aggiungiamo altri 31 miliardi di euro che, secondo la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono i costi amministrativi che le Pmi italiane patiscono ogni anno per districarsi tra timbri, certificati, formulari, bolli, moduli e pratiche varie, l’ammontare complessivo del carico fiscale e burocratico sale a 248,8 miliardi di euro: una cifra che solo a pensarci fa tremare i polsi.

TASSE, CONTRIBUTI E BUROCRAZIA:

I COSTI PER LE IMPRESE (miliardi €)

Tasse 110,3
Imposta sugli immobili strumentali (*) 12,5
Contributi previdenziali  (**) 95,0
Costi amministrativi 31,0
TOTALE 248,8

Elaborazione Ufficio studi CGIA su fonti varie

(*) include anche una serie di tasse locali “minori”

(**)contributi a carico delle imprese versati per la copertura previdenziale dei propri dipendenti

Se disaggreghiamo la voce tasse, scopriamo che l’imposta che produce il maggior gettito per le casse dello Stato è l’Ires: l’imposta sui redditi delle società garantisce all’Erario quasi 33 miliardi di euro all’anno. L’Irpef versata dai lavoratori autonomi, invece,  pesa ben 26,9 miliardi, mentre l’Irap in capo alle imprese private “garantisce” un gettito di 24,4 miliardi di euro. Infine, segnaliamo l’importo dei contributi previdenziali versati dagli autonomi: altri 23,6 miliardi di euro. 

LA DECOMPOSIZIONE DELLA VOCE TASSE

Descrizione milioni di euro
IRES 32.991
IRPEF versta dal lavoro  autonomi 26.942
IRAP 24.422
Contributi previdenziali versati dal lavoro autonomo 23.656
Ritenute e imposte sostitutive 2.276
Altre imposte 15
Totale 110.302

Elaborazione Ufficio Studi CGIA

Al nostro sistema delle Piccole e medie imprese (Pmi) la burocrazia costa quasi 31 miliardi di euro. Per ciascuna di queste imprese si stima che il peso economico medio sia di circa 7.000 euro. I costi sono stati calcolati su base annua e l’ultimo aggiornamento è riferito al 31 dicembre 2012. L’elaborazione è stata realizzata su dati della Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

Denuncia il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi: 

“Trentuno miliardi di euro corrispondono a circa 2 punti di Pil: una cifra raccapricciante.  Di fatto la burocrazia è diventata una tassa occulta che sta soffocando il mondo delle Pmi. Nonostante gli sforzi e qualche buon risuItato ottenuto,  la lentezza della macchina pubblica e il numero degli adempimenti richiesticontinua ad essere eccessivo. Non è un caso che gli stranieri non vengano ad investire in Italia anche per la farraginosità del nostro sistema burocratico. Una legislazione spesso indecifrabile, l’incomunicabilità esistente tra gli uffici delle varie amministrazioni, la mancanza di trasparenza, l’incertezza dei tempi e  un numero spropositato di adempimenti richiesti hanno generato un velo di sfiducia tra imprese private e Pubblica amministrazione che non sarà facile rimuovere”.

I COSTI AMMINISTRATIVI PER LE PMI

(imprese fino a 250 addetti che costituiscono

ben oltre il 99,5 % delle imprese presenti in Italia)

AREA MISURATE COSTI AMMINISTRATIVI ANNUI
(in miliardi di euro)
STIMA COSTO MEDIO PER IMPRESA
in euro (**)
Stima2011 Stima maggio 2012 Stima al 31.12.2012 (*)
Lavoro e previdenza 9,94 9,94 9,94 2.275
Sicurezza sul lavoro 1,54 4,60 4,60 1.053
Edilizia n.d. n.d. 4,44 1.016
Ambiente 3,41 3,41 3,41 781
Fisco (***) 2,76 2,76 2,76 632
Privacy 2,19 2,59 2,59 593
Prevenzione incendi 1,41 1,41 1,41 323
Appalti 1,21 1,21 1,21 277
Paesaggio e beni culturali 0,62 0,62 0,62 142
TOTALE 23,08 26,54 30,98 7.091

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Presidenza del Consiglio dei Ministri

(*) Si tratta delle 93 aree misurate dal progetto taglia oneri coordinato dall'Ufficio per la semplificazione del Dipartimento della funzione pubblica

(**) Si è considerato il numero di imprese fino a 250 addetti (dati Istat 2010,  struttura e competitività delle imprese)

(***) Costo dei principali obblighi dichiarativi (non comprende il costo per la tenuta della contabilità)

 

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