Menu
Doit Festival. “Assolutamente deliziose”…  ed è vero

Doit Festival. “Assolutamente deliziose”… ed è vero

La storia squinternata di due cugine si trasforma in vicenda...

Teatro Quirino. “Puntila e il suo servo Mati” di B. Brecht. 4-9 aprile

Teatro Quirino. “Puntila e il suo servo Mati” di B. Brecht. 4-9 aprile

ROMA - Considerata una delle migliori commedie di Brecht, scritta...

Enrico Letta, l'eurottimista critico

Enrico Letta, l'eurottimista critico

Riflessioni sul nuovo libro di Enrico Letta e sul futuro...

Teatro Manzoni. “La notte della Tosca”. Da non perdere

Teatro Manzoni. “La notte della Tosca”. Da non perdere

“La notte della Tosca” è una tragicommedia intelligente sulla precarietà...

Articolo Uno fra memoria e futuro

Articolo Uno fra memoria e futuro

Un Tempio di Adriano listato virtualmente a lutto, uno Speranza...

Vendite di armi, poi aiuti miliardari. Le contraddizioni dei Paesi ricchi

Vendite di armi, poi aiuti miliardari. Le contraddizioni dei Paesi ricchi

I trasferimenti multimiliardari di armi all’Arabia Saudita da parte di...

SNGCI. Insieme all’Auditorium tutti gli Oscar italiani

SNGCI. Insieme all’Auditorium tutti gli Oscar italiani

Giuseppe Tornatore, Paolo Sorrentino, Nicola Piovani, Ennio Morricone, Roberto Benigni...

A Roma il 25 marzo scatta la protesta per uscire dall'euro

A Roma il 25 marzo scatta la protesta per uscire dall'euro

ROMA - Il 25 marzo 2017 ricorre il 60° anniversario...

Londra. Torna la calma dopo l'attentato, l'allerta rimane

Londra. Torna la calma dopo l'attentato, l'allerta rimane

LONDRA  - Solo nella mattina e' tornata una relativa calma...

Teatro Quirino. “La bella addormentata” del  magico Moscow State Ballet

Teatro Quirino. “La bella addormentata” del magico Moscow State Ballet

ROMA - È una di quelle arti che conservano un...

Prev Next

L’Italia e le Nuove Vie della Seta

L’Italia e le Nuove Vie della Seta

La Via della Seta è nel dna dell’Italia. Non è un caso che furono italiani, in particolare Marco Polo e il padre gesuita Matteo Ricci, a far conoscere la Cina in un’Europa che coniugava il localismo con le ambizioni colonialiste. 

Con la recente visita del presidente Sergio Mattarella l’Italia e la Cina si impegnano a promuovere una cooperazione a tutto campo, a cominciare dalla fattiva partecipazione alla realizzazione del grande progetto infrastrutturale “One Belt One Road” (OBOR), cioè la Nuova Via della Seta, sia terrestre che marittima. 

Le ricadute in campo industriale, tecnologico, occupazionale e, evidentemente, anche geopolitico potrebbero essere veramente rilevanti per il nostro Paese. 

Per cominciare, la delegazione imprenditoriale italiana ritorna con un carnet di accordi economici per oltre 5 miliardi di euro nei settori più disparati, dall’agroalimentare all’esplorazione dello spazio, dai trasporti alle nuove tecnologie, dalla ricerca alla cultura.

Ma è proprio il progetto OBOR a rappresentare la grande sfida soprattutto per l’Italia, che, come ha ribadito il presidente Cinese Xi Jinping, “offre vantaggi imparagonabili quale porta tra Oriente e Occidente”. L’OBOR prevede la costruzione di una serie impressionante di infrastrutture, tra ferrovie, autostrade, porti e snodi logistici. 

Le sfide per l’Italia sono anzitutto poste al “sistema Paese”, visto che spesso le individualità non mancano. Il governo italiano e le relative istituzioni dovrebbero muoversi in modo organico e strutturato sui mercati internazionali. 

Le visite istituzionali “apripista” sono essenziali, ma il vero “sistema Paese” lo si vede dopo, quando, nel tempo, deve mettere in campo in modo efficace, continuo e non burocratico le varie strutture di sostegno agli investimenti, al credito, all’export, ecc. 

Lo stato italiano, in verità, ha già un ventaglio completo di enti mirati a questi servizi, ma troppo spesso i nostri imprenditori si lamentano della loro inefficacia, tanto da preferire a volte che non si intromettano nel business perché creerebbero più impicci e ritardi che aiuti. 

La nostra forza sta nelle Pmi, soprattutto quelle dell’alta e della nuova tecnologia. Agevolare e sostenere la formazione di reti di imprese, che sappiano muoversi in modo efficace nei mercati internazionali, dovrebbe essere l’impegno principale e costante. In questo campo, noi riteniamo che il modus operandi della Germania sia quello vincente. Le industrie tedesche, grandi e piccole, si muovono costantemente nel mondo per sottoscrivere importanti contratti, sempre affiancate dal governo e dalla banca nazionale di sviluppo KFW, che è l’equivalente della nostra Cassa Depositi e Prestiti. 

Non si dimentichi che partecipare alla realizzazione delle Nuove Vie della Seta significa essere coinvolti in un progetto epocale, straordinario, di corridoi di trasporto, di sviluppo e di urbanizzazione che richiedono la capacità di lavorare in settori complessi e multifunzionali. Infatti esse coinvolgeranno direttamente numerosi Paesi con un mercato vastissimo, prevedendo una crescita della classe media di ben tre miliardi di persone entro il 2050 e un aumento del commercio mondiale di ben 2.500 miliardi di dollari in dieci anni.

Il corridoio marittimo collegherà la Cina con l’Europa passando attraverso il rinnovato Canale di Suez. Perciò il Pireo dovrebbe diventare un importante hub logistico. Ma l’aspetto più importante verterà intorno al ruolo di cerniera giocato dal Mediterraneo. Al riguardo il nostro Mezzogiorno, con i suoi porti e attraverso lo sviluppo delle autostrade del mare,  potrebbe davvero diventare lo snodo dei collegamenti verso il nord dell’Europa e, sotto molti aspetti anche più rilevanti, verso l’intero continente africano. 

Si tenga presente anche il fatto che la Cina da tempo sta lavorando per connettere il citato OBOR con il corridoio infrastrutturale russo, il TransEurasian Belt of Development, conosciuto come “Progetto Razvitie”, che collega l’Europa con Mosca fino al porto strategico di Vladivostok sull’Oceano Pacifico. Infatti, la città russa di Kazan sta diventando lo snodo centrale di collegamento tra i due corridoi.

Questi progetti intercontinentali di sviluppo infrastrutturale richiedono ovviamente grandi linee di credito e notevoli finanziamenti. La Cina, di conseguenza, ha già creato l’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB), a cui anche l’Italia e altri 50 Paesi hanno aderito. Questa banca sarà essenziale per i necessari finanziamenti ma, speriamo, potrebbe diventare promotrice di nuove forme di  finanza produttiva e non speculativa. 

E’ certo che il legame tra un differente sistema bancario e finanziario e lo sviluppo reale dell’economia potrebbe gettare le basi per un nuovo e più equo sistema finanziario e monetario internazionale.  

In definitiva, anche per gli stretti legami storici, culturali e “di simpatia” tra Cina e Italia, il nostro Paese potrebbe diventare l’attore privilegiato nei rapporti tra Cina ed Europa. E’ una prospettiva strategica quanto entusiasmante. 

*già sottosegretario all’Economia  **economista

Torna in alto
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin 
Redazione +39 393 5048930 
Società editrice ARTNEWS srl, via dei Pastini 114, 00186 Roma
P.IVA e C.F. 12082801007
tel 06.83800205 - fax 06.83800208