Il libro

I bambini dicono sempre la verità? Quanti di noi sarebbero portati a dare un’istintiva risposta affermativa a questa domanda? Probabilmente tutti, o quasi. Soprattutto se si tratta di cose importanti o raccapriccianti, in pochi crediamo che i bambini, emblema della trasparenza e dell’ingenuità, siano in grado di costruire menzogne che noi adulti siamo convinti andare al di là della loro stessa fantasia.

Federica Angeli è cronista di nera e giudiziaria a “La Repubblica”, è nata e cresciuta a Ostia, dove vive tuttora con il marito e i tre figli. Il suo libro “A mano disarmata” è la cronaca biografica degli anni della sua lotta al famigerato clan Ostiense degli Spada, tra il 2013 e il 2018.

“Mi hanno licenziata”, la voce di Alessandra è alterata. “Cosa?!”, mi pare impossibile. “Mi ha convocata il direttore del personale, mi ha licenziata, mi ha dato cinque minuti per raccogliere le mie cose”. “Ma cosa hai fatto?”, mi verrebbe da chiederle perché, per la mia generazione, è inaudito venire licenziati senza aver combinato qualcosa di grosso, ma mi fermo in tempo.

Caridad Mora è una ragazza colombiana di venticinque anni. È intelligente e bella, ma, soprattutto, è una sopravvissuta. È lei la protagonista del sesto e nuovo romanzo di Thomas Harris, creatore dell’indimenticabile personaggio di Hannibal “Il Cannibale” Lecter, intitolato “Cari Mora” e appena approdato sugli scaffali delle nostre librerie grazie a Mondadori, a ben tredici anni dal precedente.

Giulio Davoli è un imprenditore edile spregiudicato e disonesto. Di ritorno da Grosseto, Giulio ha un grave incidente al chilometro 123 di via Aurelia, in direzione Roma, e, ricoverato d’urgenza per la frattura della mascella, non può più rispondere alle chiamate e ai messaggi della sua “più intima” e giovane amante, Ester, i quali vengono “intercettati” dalla moglie Giuditta.

“La paziente silenziosa” è un romanzo noir, opera prima di Alex Michaelides, nato a Cipro nel 1977, da padre greco - cipriota e madre inglese. Michaelides, dopo aver studiato letteratura a Cambridge, ha ottenuto il master in sceneggiatura presso l’American film Institute di Los Angeles.

“Cento lettere. Dalle sbarre alle stelle”, Itaca edizioni, scritto a quattro mani dal detenuto-attore Attilio Frasca con il regista di Blob Fabio Masi, attraverso una scelta di missive autentiche nei dieci anni di corrispondenza di Attilio dal carcere con l’amico incensurato Massimo, é una testimonianza commovente della vita di Attilio Frasca, risucchiata come falena da richiami notturni di droga e furti, da delirio di onnipotenza che sfocia in risse allo stadio; ma anche segnata da una maturazione lenta e dolorosa, grazie al dialogo epistolare con l’amico che lo aiuta in un percorso di autocoscienza, gli tende il filo d’Arianna per uscire dal  labirinto.

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