Giovedì, 10 Novembre 2016 13:25

Referendum: Miur utilizza scuole per campagna pro Renzi?

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L'allarme lanciato del M5S. Un ufficio scolastico regionale dell’Abruzzo ha inviato una lettera con la quale invita studenti e docenti a partecipare ad un evento che il Presidente del Consiglio terrà oggi pomeriggio a Pescara. Presentata un’interrogazione Miur

ROMA  – “Il governo cerca disperatamente, in ogni modo, di raggranellare qualche voto, in vista del 4 dicembre, per la sua indegna riforma, anche a costo di utilizzare strutture pubbliche. Nei giorni scorsi, infatti, da un ufficio scolastico regionale dell’Abruzzo è stata inviata una lettera ai responsabili degli istituti della provincia di Pescara, per invitare gli studenti e il corpo docente a partecipare ad un evento che il Presidente del Consiglio terrà oggi pomeriggio a Pescara, nell’ambito del festival delle letterature". E' quanto denuncia il capogruppo del M5S in commissione Cultura alla Camera, Gianluca Vacca. Non solo: si sono anche preoccupati di chiedere massima diffusione della lettera d’invito. Il tutto, nonostante siamo in piena campagna referendaria, usando strutture pubbliche e coinvolgendo indebitamente alunni e professori. Per fortuna il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e noi siamo venuti a conoscenza di questo abuso”.

“La cosa grave, inoltre, è che, più che un invito, sembra una vera e propria precettazione, tesi avvalorata dal fatto che, nella suddetta missiva, si scrive anche che, ai partecipanti, verrà rilasciato un attestato di presenza. A che titolo è stato fatto tutto ciò? Secondo quale criterio gli uffici scolastici regionali decidono di invitare le scuole ad una manifestazione rispetto ad una altra? Da chi è pervenuto l'ordine di servizio di invitare la missiva ai dirigenti scolastici? Quale valore formale ha l'attestato di presenza che verrà rilasciato e quale soggetto giuridico rilascerà tale attestato? Sono le domande contenute nel testo di un’interrogazione che abbiamo indirizzato al ministro dell’Istruzione e che abbiamo presentato oggi. Non sappiamo se sia più grave l’ipotesi in cui il ministro e i suoi collaboratori non fossero a conoscenza della missiva o se, informati, abbiano lasciato correre”.

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