Venerdì, 25 Novembre 2016 09:50

Controriforma dei Parchi: il si del Senato, il no della CGIL Ambiente e Territorio

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ROMA – Alle diciassette associazioni Associazioni Ambientaliste schieratesi contro il progetto di legge di riforma della 394/91 a firma del Senatore Caleo, si sono aggiunte da qualche giorno la CGIL Abruzzo, storicamente attiva in materia di Aree Protette, e più recentemente la CGIL Area Ambiente e Territorio nazionale, entrambe particolarmente sensibili al tema dello sviluppo sostenibile.

La materia affrontata dalla proposta di riforma Caleo della legge sulle Aree Protette, vede anche la ferma opposizione del “Gruppo dei Trenta” primo promotore delle contro-iniziative, composto da ricercatori, giuristi, docenti,  e molti operatori del mondo della cultura e delle Aree Protette.

Tra i punti contestati l’introduzione delle cosiddette royalties. Queste, vengono intese come il diritto di un’Area Protetta di ottenere una somma di denaro da parte di chiunque effettui un’attività con impatto sull’ambiente o ne utilizzi le risorse per fini commerciali. Il sistema delle royalties è uno degli aspetti che, secondo il “Gruppo dei Trenta” e delle associazioni firmatarie, rappresenta maggiore criticità; i Parchi Nazionali e le Aree Protette in genere, sarebbero lasciati in una sorta di potenziale sudditanza economica. Ipotesi decisamente non remota alla luce dei consistenti tagli bilancio avvenuti negli ultimi anni e che aprono la strada anche ad altre considerazioni. Ad esempio sulle modalità e sulle forme di contributo dei privati ai beni pubblici: aria, acqua, paesaggio e (perché no) anche beni culturali in genere.

Secondo il “Gruppo dei Trenta”, il sistema delle royalties sarebbe il cavallo di Troia per decretare la fine dell’indipendenza delle Aree Protette italiane. Esempi diretti, sempre secondo il “Gruppo dei Trenta”, potrebbero essere gli impianti di estrazione petrolifera, le cave o le captazioni idriche. Tutto andrebbe, secondo lo stesso “Gruppo”, associato al fatto che i presidenti e i direttori dei Parchi non verrebbero più scelti obbligatoriamente tra figure di comprovata esperienza nel campo della conservazione della natura, ma tra “politici riciclati e a direttori loro fedeli”; in sostanza degli yes man. In un recente comunicato stampa, anche la Senatrice Loredana De Petris sottolinea come i Parchi negli ultimi anni siano stati “massacrati” da una politica di tagli ai bilanci e alle piante organiche.

La proposta di riforma a firma del Senatore Caleo, approvata alla Senato dovrà passare al vaglio della discussione alla Camera dei Deputati per la definitiva approvazione. Discussione che, ci auguriamo, consentirà di affrontare approfonditamente la grande quantità di critiche e perplessità che il mondo ambientalista evidenzia.

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