Giovedì, 08 Giugno 2017 13:30

Palombari, subacquei: sotto il mare le normative cambiano

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Intervista a Manos Kouvakis, direttore del Cedifop, Centro Europeo di Formazione Professionale per i sub

Il lavoro di quelli che una volta si chiamavano “palombari” è molto più diffuso di quanto si possa pensare: da loro dipende la costruzione, la riparazione, il funzionamento e la messa in opera di strutture come le navi (sotto il livello del mare), delle tubature sottomarine, delle infrastrutture portuali e molti altri. Un settore che dallo scorso anno ha subito un drastico cambiamento dovuto al recepimento di un regolamento comunitario (che ha adattato la situazione a quanto avviene a livello internazionale). Un recepimento, però, che non è avvenuto mediante una legge nazionale, ma solo con una legge regionale emanata dalla Regione Sicilia e poi recepita e resa valida a livello nazionale dal Parlamento. Ne abbiamo parlato con Manos Kouvakis, direttore del Cedifop, l’unico centro in Italia autorizzato a rilasciare questi brevetti.     

D. Dott. Kouvakis, la legge 07/2016 è una legge della Regione Sicilia, quindi vale solo per la Regione Sicilia o anche nel resto dell'Italia?

R. In diversi articoli della Legge 21 aprile 2016, n. 7 "Disciplina dei contenuti formativi per l’esercizio delle attività della subacquea industriale" della Regione Sicilia, è riportato che questi titoli "...sono riconoscibili ai sensi della direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2005 sull’intero territorio comunitario..." (Art. 3.5, Art. 4.5, Art. 5.2)
Questo significa che la CARD del COMEMRCIAL DIVER ITALIANO, prevista dall'articolo 4 della legge 07/2016, rilasciata dall'Assessorato al Lavoro della Regione Sicilia, ha una riconoscibilità/spendibilità in tutto il territorio Europeo, quindi in tutta Italia e non solo in Sicilia.

D. Come mai una legge così importante è stata fatta dalla Regione Sicilia e non dallo Stato? 

R. E' importante sottolineare la particolarità della materia "formazione professionale" in Italia, come riportato nel documento della 1ªCommissione permanente (Affari Costituzionali) - Seduta n. 95 (pom., Sottocomm. pareri) dell'08/04/2015: “...la materia della formazione e della qualificazione professionale, rientrando nella competenza generale residuale delle Regioni, non può essere oggetto di intervento normativo da parte dello Stato...”,
  
Una tesi confermata dalla risposta all'interrogazione parlamentare presentata al senato nel 2017, che cita" ... a giudizio dell'interrogante, la situazione creatasi in seguito alla promulgazione della legge regionale e la non impugnativa deliberata dal Consiglio dei ministri ha originato numerosi squilibri, che andrebbero sanati con l'adozione di un provvedimento legislativo nazionale consono, da un lato, a riconoscere diritti, doveri e compiti dei lavoratori e, dall'altro, a tutelare i datori di lavoro da possibili incidenti durante tali attività, presentando anche un apposito disegno di legge, che normalizzi la grave situazione italiana in questo settore, omogeneizzando la legge n. 7 del 2016 della Regione Siciliana che riguarda l'aspetto formativo, visto che la materia della formazione e della qualificazione professionale, rientrante nella competenza generale residuale delle Regioni, non può essere oggetto di intervento normativo da parte dello Stato, con l'aspetto puramente lavorativo e di sicurezza, competenza dello Stato italiano..."
 

D. Scendendo più in dettaglio cosa prevede la legge regionale 07/2016? 

R. La legge 07/2016 stabilisce percorsi formativi, validi in tutta Europa, la cui regionalità sta esclusivamente nella gestione, tramite l'Assessorato al Lavoro della Regione Sicilia, del repertorio telematico per il rilascio della card del commercial diver italiano, in base al livello di profondità delle immersioni, a seguito di percorsi formativi, stabiliti dalla legge, per tutti coloro che li hanno realizzati, sia in Sicilia che fuori, purché siano in regola con quanto riportato all'articolo 3.2 della legge stessa, che così recita: " ... devono essere conformi nei contenuti agli standard internazionalmente riconosciuti, con riferimento ai tempi di immersione e di fondo ed alle attività in acqua, dall’International Diving Schools Association (IDSA)..." e continua cosi "...ai controlli che devono essere effettuati per il rispetto di obblighi e requisiti generali in materia di salute, sicurezza ed ambiente (HSE), anche in conformità alle linee guida di International Marine Contractors Association (IMCA)...", cioè stabilisce un numero minimo di immersioni e di attività in acqua che devono essere eseguite durante i percorsi formativi per avere diritto all'iscrizione al repertorio telematico.

D. Per quali lavoratori valgono queste regole?

R. Le nuove regole sono valide per la prima volta in Italia per tutte le attività svolte, dai lavoratori METALMECCANICI subacquei, fuori dall'ambito portuale che resta riservato agli OTS.

D. E chi non dispone di queste qualifiche? 

R. Stando a quanto previsto dalla legge, non dovrebbe essere autorizzato a svolgere questi lavori. 


D. Quali sono le conseguenze di tutto ciò? Sembra che si tratti di una vera e propria rivoluzione di uno dei settori occupazionali meno conosciuti.
R. Da tutto questo, è evidente che la Legge 07/2016 della Regione Sicilia, stabilisce percorsi formativi validi sull'intero territorio Italiano e non solo. Importante è che siano coerenti con quanto prescritto dall'articolo 3.2 della legge stessa. Ma di sicuro devono rispettare le regole previste da questa norma. 

Il settore del Commercial Diving oggi è uno dei poche che sembra non aver subito i colpi della crisi: i posti di lavori (in Italia e all’estero) sono decisamente superiori alle offerte di lavoro. E in Sicilia l’unico centro a rilasciare i brevetti per rispondere a queste offerte è il Cedifop.

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